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Cronaca Napoli

Dice di essere positivo al Covid, getta un sacchetto dell’immondizia dal balcone e posta il video sui social

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Dice di essere positivo al , getta un sacchetto dell’immondizia dal balcone e posta il video sui social. Borrelli (Europa Verde): “Gesto ignobile e sconsiderato, va punito”. Assessore Del Giudice: “Denunciato”

“Un cittadino ha postato un video sui social nel quale viene filmato mentre getta dal balcone un sacchetto della spazzatura. Dice di aver contratto il Coronavirus e non avere “altre soluzioni” se non quella. Un gesto ignobile che deve essere duramente punito. Non sappiamo o meno se questa persona sia infetta, sta di fatto che, se lo fosse, la cosa sarebbe ancora più grave, dato che avrebbe lanciato per strada, all’insaputa di tutti, un sacchetto infetto e avrebbe potuto fare male a qualcuno”. Lo ha dichiarato Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi-Europa Verde.

“Ci siamo messi immediatamente in contatto con l’assessore all’Ambiente del Comune di Napoli, Raffaele Del Giudice, che ha tempestivamente allertato le forze dell’ordine e avviato tutte le procedure del caso. È stata già sporta denuncia – ha aggiunto Borrelli –  nei suoi confronti, e si lavora all’identificazione per formalizzarla. Chiunque abbia notizie può contattare la nostra pagina o segnalarlo alle forze dell’ordine”.

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Cronaca

La famiglia del bimbo morto chiede ‘silenzio’, intanto si esamina cellulare e computer del ragazzino

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Napoli. Bimbo suicida a Posillipo: la famiglia chiede ‘rispettoso silenzio’ ai media.

 

La richiesta è stata resa nota attraverso i legali Maurizio Sica e Lucilla Longone. “La famiglia comprende il difficile lavoro di tutti gli organi di comunicazione ma, in questo momento di grande dolore, chiede un rispettoso silenzio”. La famiglia del bimbo di 11 anni che la notte tra lunedì e martedì scorsi, a Napoli, si è tolto la vita lanciandosi dal balcone di casa ha chiesto riserbo sulla tragedia che l’ha colpita.
Intanto stamane, la Procura ha avviato una serie di accertamenti irripetibili, tra i quali gli esami tecnici dei device in uso al bambino, in particolare, i contatti che l’11enne ha avuto prima della tragedia. L’esame è stato affidato alla polizia postale che sarà affiancata da un perito nominato dalla famiglia per far luce sui motivi che hanno spinto il bambino a lanciarsi dalla finestra del bagno di casa, all’undicesimo piano di un palazzo di Chiaia.

In particolare verranno esaminati un telefono cellulare, lo stesso con il quale ha inviato alla mamma un messaggio prima di lanciarsi nel vuoto, il computer di famiglia e una consolle. La procura ha anche ascoltato gli amici della piccola vittima alla ricerca di tracce che possano portare a comprendere le ragioni del gesto estremo. Dall’esame autoptico non sono emerse lesioni di genere diverso da quelle provocate dalla caduta e neanche le telecamere interne all’edificio hanno dato elementi di indagine; quando il bambino si è lanciato, non c’era nessuno in zona. Lui avrebbe scritto nell’ultimo sms “adesso ho un uomo nero davanti e non ho tempo”. La procura batte per questo la pista che porta al web e a una challenge del tipo Jonathan Galindo, che spinge i più giovani nel baratro.

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Cronaca

Formiche all’ospedale San Paolo di Napoli, al via gli interrogatori dei 17 indagati

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formiche in ospedale

Napoli. Formiche all’ospedale San Paolo: al via i primi interrogatori dei 17 indagati per omissione in atti d’ufficio e falso.
Al via la prima tranche di interrogatori, in Procura a Napoli, per le persone coinvolte nell’indagine del Nas sulla presenza del formiche nell’ospedale San Paolo di Fuorigrotta che vede 17 persone, tra manager e operatori sanitari, iscritte nel registro degli indagati. Il sostituto procuratore della Repubblica Mariella Di Mauro ha convocato gli indagati per verificare le prime risultanze emerse nel corso dei sopralluoghi dei carabinieri: in particolare, secondo le testimonianze, sarebbe stata emersa una reiterata noncuranza da parte degli indagati che ricoprono una posizione di vertice alle ripetute segnalazioni riguardanti la presenza di sporcizia nei reparti, anche durante il lockdown. Nella documentazione relativa allo stato di pulizia dei luoghi, inoltre, hanno accertato gli investigatori, non sono state menzionate le evidenti criticità invece appurate dai militari durante le ispezioni. Una seconda tornata di interrogatori è prevista all’inizio della prossima settimana. Intanto continua l’analisi degli atti relativi alla ditta di pulizie che ha vinto l’appalto al San Paolo, un filone investigativo nel quale viene ipotizzato il reato di peculato nei confronti dell’Asl, che avrebbe liquidato la ditta senza però attendere l’attestato di corretta esecuzione dei lavori.

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