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Campania

Contagi in aumento: chiuso sportello per i migranti a Castel Volturno

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Contagi in aumento: chiuso sportello per i migranti a Castel Volturno. Una decisione presa per motivi precauzionali.

 

Castel Volturno, stando all’ultimo bollettino Asl aggiornato al 15 Settembre, conta attualmente 28 casi di Coronavirus: per questo motivo, in via del tutto precauzionale, i volontari del centro sociale Ex Canapificio di Caserta hanno deciso di sospendere l’attività dello sportello per i migranti. Nella comunicazione ufficiale si legge:

«SE I CONTAGI CONTINUERANNO AD AUMENTARE, VI SARÀ UN GROSSO RISCHIO AD APRIRE L’UFFICIO E AD INCONTRARCI FISICAMENTE»

Il servizio continuerà telefonicamente: dal lunedì al giovedì dalle 9,30 alle 12,30 ed il venerdì dalle 16,00 alle 18,00. Il 23 Settembre, inoltre, sulla pagina social dell’Ex Canapificio Caserta vi sarà una conferenza online relativa a tutti gli aggiornamenti su coronavirus, elezioni e iniziative del Centro Sociale.

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Campania

Sarno, cominciati i lavori pulizia delle vasche di deflusso acque

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Sarno, cominciati i lavori pulizia delle vasche di deflusso acque.

 

Sono gia’ in corso, grazie al pronto intervento della Protezione civile regionale, i lavori di pulizia e messa in sicurezza delle vasche e dei canali a Sarno, nel Salernitano, dopo gli smottamenti e gli allagamenti provocati dal maltempo dei giorni scorsi che hanno messo in seria difficolta’ il territorio dell’agro nocerino sarnese e che hanno costretto 250 persone a lasciare le proprie abitazioni per due notti. Gli interventi sono finanziati dalla Regione Campania con oltre 500mila euro.

Come concordato con il Centro operativo comunale e dopo i sopralluoghi dei tecnici della Protezione civile con il direttore, Italo Giulivo, e il sindaco di Sarno, Giuseppe Canfora, sono stati avviati lavori di rimozione dei detriti e di pulizia delle strade interessate dalle colate di fango e delle vasche di laminazione, dei canali e dei valloni che erano intasati dai detriti. Intanto, in localita’ Foresta del monte Saretto, interessata nelle scorse settimane da incendi, sono in corso interventi per il ripristino delle opere di ingegneria naturalistica distrutte dai roghi.

Quanto alla vasca di laminazione di via San Vito, la Protezione civile regionale sottolinea che, durante il maltempo, “ha svolto efficacemente il suo ruolo evitando che migliaia di metri cubi di materiale si riversassero nel centro abitato”.

“Questa mattina ho inviato una lettera al Dott. Angelo Borrelli, Capo del Dipartimento della Protezione Civile. Ho sostenuto la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza per calamità naturale nei territori della Regione Campania investiti nei giorni scorsi da una eccezionale e violenta ondata di maltempo”. Così sui social l’onorevole Piero De Luca.

“Salerno, Sarno, Castel San Giorgio, Nocera Inferiore e Nocera Superiore, Quarto, Monteforte Irpino e Moschiano, questi i Comuni maggiormente colpiti da abbondanti piogge e fortissime raffiche di vento che hanno generato gravissimi danni alle nostre comunità.La Regione Campania, la Protezione Civile e le Prefetture competenti sono intervenute tempestivamente a sostegno dei territori interessati e stanno monitorando l’evolversi della situazione e delle criticità in collaborazione con gli Uffici del Genio Civile.
Riconoscere lo stato di emergenza per calamità naturale-conclude il deputato Dem- permetterebbe di aiutare concretamente, e sostenere quindi in modo ancor più efficace ed adeguato i Sindaci, gli amministratori locali e i cittadini nel fronteggiare e superare anche questa emergenza”

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Caserta e Provincia

Minacciò il direttore del carcere di Opera: 3 anni e 9 mesi a Zagaria

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Minacciò il direttore del carcere di Opera: 3 anni e 9 mesi al boss Michele Zagaria.

 

Tre anni e nove mesi e venti giorni: e’ la pena comminata a Michele Zagaria, ex boss della Camorra per le minacce al direttore del carcere di Opera, dove era recluso, e per le violenze e le minacce contro alcuni poliziotti penitenziari nel maggio 2018. Lo ha deciso la sesta sezione penale del tribunale di Milano. L’ex capo dei Casalesi era stato accusato anche di aver distrutto alcune telecamere del carcere e di essersi rivolto al direttore dell’istituto dicendo: “Il direttore lo paragono a una busta di immondizia e io l’immondizia la butto fuori”.

Le sue minacce erano state indirizzate anche agli psichiatri: “Come hanno fatto mettere a me la busta in testa, cosi’ posso fargliela mettere a loro”. Nella condanna per minacce, violenza al pubblico ufficiale, danneggiamento e lesioni e’ stata contemplata anche l’aggravante del metodo mafioso. Il pm Stefano Ammendola aveva chiesto per gli episodi 8 anni e 6 mesi, da aggiungere all’ergastolo (piu’ 14 anni) che l’ex numero uno della Camorra stava gia’ scontando. Zagaria, difeso dai legali Paolo Di Furia e Piera Farina, si trova attualmente nel penitenziario di Tolmezzo (Udine).

Tra le contestazioni anche quella di aver preso a “schiaffi” un agente e di aver distrutto con il bastone della scopa “una delle telecamere di sorveglianza installate all’interno della sua camera detentiva”. Le motivazioni della sentenza tra 90 giorni.

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