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Cultura

Campania by Night all’Anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere: 14, 16 e 17 settembre

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all’ di 14, 16, 17 settembre 2020

Omaggio a Fellini e Sordi per i cento anni dalla nascita del regista e dell’attore con il Maestro Vince Tempera – Lunedì 14 settembre 2020 ore 21.00

“Subterranean Homesick Blues Festival”
Concerti di Bai Kamara Jr. Acoustic Solo e di Gennaro Porcelli Band
Mercoledì 16 settembre 2020 ore 20.30 e 21,45
Atmosfere anni ’50 nel live di Matthew Lee Band
Giovedì 17 settembre 2020 ore 21.00

Visite guidate all’Anfiteatro campano e al Museo dei Gladiatori ore 17.30/18.30/19.30

 

 

L’Anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere, sito della Direzione regionale Musei Campania, complesso di epoca romana innalzato tra la fine del I e gli inizi del II secolo d.C. e secondo per grandezza solo al Colosseo, ospiterà tre serate di grande musica il 14, 16 e 17 settembre 2020. L’iniziativa è programmata e finanziata dalla Regione Campania, organizzata e promossa da Scabec Spa, nell’ambito di Campania by Night, con la Direzione regionale Musei Campania diretta da Marta Ragozzino e l’Anfiteatro campano, diretto da Ida Gennarelli.

Lunedì 14 settembre 2020 alle ore 21 andrà in scena un concerto in omaggio a Federico Fellini e Alberto Sordi per la doppia ricorrenza dei cento anni dalla nascita: “100 Anni… di magica amicizia, Fellini e Sordi 1920–2020”. Un repertorio di colonne sonore dei film dei due grandi maestri del cinema italiano. Il Maestro Vince Tempera al pianoforte, accompagnato dal quartetto d’archi “Alkemia quartet” e dall’attrice e cantante Paola Lavini, racconterà la carriera e l’amicizia di Fellini e Sordi, attraverso le colonne sonore dei loro film più famosi sulle note composte da Nino Rota, Bacalov, Piovani e Piccioni.

Tre i concerti del “Subterranean Homesick Blues Festival”. Doppio live mercoledì 16 settembre. Alle ore 20,30 sul palco salirà Bai Kamara Jr. Acoustic Solo, originale voce funky, che mescola influenze soul, blues, roots, swamp, voodoo e jazz. Il suo Blues pieno di poesia trasporterà lo spettatore dalle rive del Mississippi a Chicago senza dimenticare le origini africane. Alle 21,45 protagonista Gennaro Porcelli Band. Chitarrista di Edoardo Bennato dal 2005 e leader del trio Gennaro Porcelli & the Highway 61, Porcelli è considerato da pubblico e critica uno dei talenti del Blues “made in Italy”. Il suo repertorio spazia dal Chicago style a New Orleans, dallo stile di Austin a quello di Memphis, quasi a ripercorrere idealmente la Highway 61, la nota autostrada americana lungo la quale si sono sviluppati i diversi stili del Blues. In formazione sul palco Gennaro Porcelli, chitarra e voce, Diego Imparato, basso, Raffaele Lopez, tastiere, Claudio Romano, batteria e special guest Mario Insenga alla batteria. Il “Subterranean Homesick Blues Festival” chiude giovedì 17 settembre alle ore 21 con il concerto di Matthew Lee Band: fenomeno del pianoforte, cantante e straordinario performer appassionato di rock’n’roll con una carriera internazionale iniziata da giovanissimo, è considerato tutt’oggi uno dei principali protagonisti del rilancio delle atmosfere anni ‘50.

Le tre serate saranno precedute da visite guidate all’Anfiteatro e al Museo dei Gladiatori a cura de Le Nuvole: sono previsti tre turni di visita con ingressi contingentati negli orari 17.30 – 18.30 – 19.30. Per ciascuno degli slot orari partiranno in contemporanea due gruppi da 20 persone. Un gruppo inizierà la visita partendo dal Museo dei Gladiatori e l’altro partendo dall’Anfiteatro campano; dopo i primi 20 minuti di visita, si alterneranno. Durata totale della visita: 40 minuti.

Costo biglietto (concerto + visita guidata): INTERO: € 5, RIDOTTO: € 2,5 (under 30; over 65; possessori di Campania Artecard) GRATUITO (prevendita obbligatoria): under 18, disabili.

Info www.campaniabynight.it

Biglietteria:

14 settembre
https://www.azzurroservice.net/biglietti/100-anni-di-magica-amicizia-fellini-e-sordi-19202020/#.X1t-3y2uZ-V

16-17 settembre
https://www.azzurroservice.net/biglietti/subterranean-homesick-blues-festival-blues/#.X1t8dXkzaUk

Info:

Anfiteatro campano | Piazza I Ottobre 1860 – 81055 Santa Maria Capua Vetere (CE)

+39 0823 844206 | drm-cam.museoanticacapua@beniculturali.it

Segui su Fb: https://www.facebook.com/pages/Anfiteatro-campano/1430707067165765?rf=1751050858247977

 

L’anfiteatro campano di Santa Maria Capua Vetere

L’anfiteatro campano è, dopo il Colosseo, il più grande mai realizzato nel mondo romano. Costruito tra la fine del I e gli inizi del II sec. d.C., fu restaurato e decorato con statue e colonne di marmo dall’imperatore Adriano ed inaugurato da Antonino Pio, come riporta un’epigrafe rinvenuta nel 700’ nei pressi della porta meridionale dell’edificio, oggi conservata nel Museo campano. Questo straordinario edificio fu protagonista dei grandiosi giochi gladiatori che animarono l’antica Capua, sede di una delle più importanti scuole dell’Impero. L’edificio a pianta ellittica, alto 44 metri, misura circa 174 metri nell’asse maggiore e circa 144 in quello minore, originariamente era articolato su quattro piani, i primi tre costituiti ciascuno da una successione di 80 arcate, realizzate in blocchi di calcare del monte Tifata, ad eccezione di quelle poste in corrispondenza dei quattro punti cardinali, coincidenti con gli ingressi principali; il quarto piano era in muratura piena, scandito da lesene e finestre. La decorazione scultorea, di cui oggi poco si conserva, era ricchissima: 80 busti di divinità ornavano il centro di ogni arcata, oggi ancora presenti solo sul lato est della struttura: una di queste raffigura Diana con il diadema sulla fronte e la faretra sulla spalla destra, mentre l’altra Giunone anch’essa con diadema ma con un velo che dalla chioma scende sulle spalle. Tali decorazioni servivano ad orientare gli spettatori verso i vari settori della cavea, sostituendo la numerazione. Numerose dovevano essere anche le sculture, di cui ci sono pervenuti esempi notevoli come la Venere, Psiche e Adone, oggi al MANN. Decorazioni zoomorfe, scene mitologiche e storiche ornavano invece i “vomitoria”, cioè i passaggi che davano accesso alle gradinate. Nonostante le rovinose distruzioni che subì con il saccheggio dei vandali nel 456 d.C., mantenne la funzione di arena per combattimenti con animali almeno fino al 530 d.C. Dopo la distruzione saracena dell’841 d.C. l’Anfiteatro divenne fortezza e fu chiamato Colossum o Virilasci; in età normanno-sveva divenne una enorme cava di materiale da costruzione di chiese, palazzi, edifici pubblici e privati di gran parte della nuova Capua.

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Cultura

Terrae Motus quarant’anni per ricordare, alla Reggia di Caserta

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Terrae Motus quarant’anni per ricordare: il 23 novembre, data del sisma dell’Irpinia, alla Reggia di Caserta sarà riaperta una parte della collezione di Lucio Amelio

 

 

Aperture straordinarie, eventi sempre più dedicati alla riscoperta del verde e uno speciale omaggio a “Terrae Motus”. La Reggia di Caserta presenta il suo ” Piano di valorizzazione”, una serie di appuntamenti promossi dal Ministero dei Beni Culturali da qui a dicembre. Tra i più attesi c’è proprio quello del 23 novembre, per ricordare il quarantennale del sisma in Irpinia: una parte della celebre collezione di Lucio Amelio (donata integralmente alla Reggia) sarà eccezionalmente esposta. C’è ancora riserbo sulla scelta delle opere e della loro collocazione. “Sarà un percorso di suggestione – riprende la direttrice – che integrerà l’arte moderna della Reggia, con l’arte contemporanea” .

“Terrae Motus” è chiusa al pubblico da oltre un anno, in attesa di una sua definitiva ricollocazione “che rispetti il valore e il significato di ogni lavoro creato per raccontare un evento così tragico come il terremoto del 1980”. L’operazione di futuro riallestimento contamina l’attività di recupero per interi settori e corridoi della Reggia, liberati da suppellettili e arredi lì stipati negli anni (“Nei lavori abbiamo trovato vere e proprie chicche dimenticate da tempo, che presto renderemo note”).

Ma c’è soprattutto un aspetto su cui la direzione Maffei punta. Ed è il ” Museo verde”, con una politica di attenzione, ricerca e manutenzione dello splendido parco vanvitelliano. Non si faceva da anni. “L’idea – spiega – che trae ispirazione dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile, sottoscritta dai governi dei Paesi membri dell’Onu” . Lo spazio verde richiede una diversa visione, ispirata al rispetto degli ecosistemi e delle originarie destinazioni e usi degli spazi. Da qui l’altro evento in programma, il 5 ottobre, con l’iniziativa ” Coltiviamo il Museo! Horticultura”. Protagonisti saranno i bambini, secondo un progetto già collaudato da Legambiente e Terra Felix, che prevede incontri, laboratori didattici e attività di orticultura. Scelta una location vicino alla Fontana Margherita, ma è attivo il piano di recupero di una grande area del Parco, nel cosiddetto “Settore Liparoti”.

“I lavori di bonifica – riprende Maffei – proseguono nell’ottica del parco come luogo di sperimentazione e valorizzazione, oltre che di produzione agricola vera e propria, proprio com’era nella visione di Carlo di Borbone. Persino nel Giardino inglese c’era un’area con semenzaio destinata alla coltivazione di alberi da frutto” . Allo studio anche un progetto sulle specie di agrumi presenti. “Horticultura” proseguirà fino alle 19, con ulteriori focus e programmi all’interno dell’ex Quadreria. Saltando al 14 novembre, toccherà alla ” Notte dei Musei”, con un programma ancora da definire. Sempre a novembre 27 e 28 tornerà la “Notte europea dei ricercatori”, con l’apertura serale degli Appartamenti Reali, e workshop in dodici specifiche aree appositamente allestite al Cannocchiale. L’evento è organizzato in collaborazione con l’università Vanvitelli e il Cira. Per la serata sarà anche esposto un acceleratore di particelle, messo a disposizione dal Dipartimento di Fisica, per dimostrazioni ed esperimenti.

Dulcis in fundo, l’ 8, 22 e 29 dicembre, la Reggia effettuerà aperture straordinarie di martedì, giorno di chiusura del sito. Ogni evento sarà prenotabile nel rispetto delle direttive anti Covid ( che hanno portato la Reggia anche a rinunciare a una discreta fetta di pubblico per garantire visite sicure e di qualità), attraverso le procedure semplificate attive da oggi sulla piattaforma TicketOne.

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Cultura

Napoli. Scomparsa Alba Caccavale: il mondo del teatro è in lutto

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Si è spenta all’età di settantanove anni la signora Caccavale, Albachiara Ammendola.

 

Il mondo del teatro è in lutto per la scomparsa diLady Augusteo, come la chiamavano gli amici e i tanti artisti che hanno calcalto le scene del teatro che rilevò nel 1990 con il marito Francesco Caccavale, scomparso nel 2015.

Il cinema di Piazzetta Duca d’Aosta, in pieno centro a Napoli, venne trasformato dai coniugi Caccavale in un teatro di successo, l’attuale teatro Augusteo.

Giuseppe Caccavale, figlio di Alba e di Francesco, che gestisce le attività teatrali di famiglia insieme alla moglie Roberta, ha annunciato funerali in forma pubblica domani alle ore 11.00 nella Chiesa di San Gennaro al Vomero, a Napoli in Via Gian Lorenzo Bernini 55.

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