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Politica

ArcheoTreno, la Senatrice M5S Luisa Angrisani: rivedere le tappe e inserire l’antica Nuceria

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Rivedere le tappe dell’ArcheoTreno ed inserire Nocera Superiore nel percorso del ferroviario- archeologico. Questa la richiesta contenuta in una missiva inviata dalla Senatrice Luisa Angrisani al Direttore della Fondazione Ferrovie dello Stato.

“Ho chiesto al Direttore della Fondazione Ferrovie dello Stato e a tutti gli organizzatori del percorso ferroviario dell’ArcheoTreno – afferma la Senatrice Luisa Angrisani- di vagliare la possibilità di inserire l’antica Nuceria nelle tappe dell’ArcheoTreno. Inoltre – continua la Senatrice- ho chiesto la disponibilità ad un incontro con le associazioni culturali di Nocera che si sono dette disponibili ad accompagnare i turisti dell’ArcheoTreno se Nuceria fosse inserita nel percorso.
A Nocera Superiore sono presenti monumenti storici che vanno tenuti in considerazione, basti pensare al Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore, simbolo internazionale del mondo antico – dichiara la parlamentare Angrisani.
L’agro sarnese nocerino è un territorio pieno di risorse, con un patrimonio culturale che va valorizzato e portato alla ribalta. In questa direzione va la mia richiesta a ferrovie dello Stato” conclude la Senatrice Luisa Angrisani.

Di seguito il testo della missiva.“Alla cortese attenzione del Direttore della Fondazione delle Ferrovie dello Stato
Egregio direttore, con la presente si vuole segnalare l’assenza di Nocera Inferiore nel percorso archeologico
(ArcheoTreno Regionale che va da Napoli a Sapri).
Ricordiamo alla vostra Fondazione che Nuceria era una delle più importanti città dell’antica
Campania. Divenne capitale di una confederazione (Lega nucerina) che comprendeva Pompei,
Ercolano, Stabia e Sorrento.
Batté propria moneta ed utilizzò un particolare alfabeto (alfabeto nucerino), basato sull’alfabeto
greco e su quello etrusco. Lo sviluppo della città prima sannita e poi romana derivava dal passaggio
di importanti vie di comunicazione, quali la via Stabiana (verso Stabia), la via Nuceria da Pompei e
la via Popilia, tra Capua e Reggio.

Nonostante tutto ciò, con rammarico constato che Nuceria non è stata presa in considerazione.
Pertanto, Le chiedo se sarà possibile rivedere le tappe previste al fine di inserire Nocera Superiore,
antica Nuceria, nel percorso che deve effettuare il treno archeologico.
Nel contempo, Le comunico di essere venuta a conoscenza dell’eventualità che volontari di rilevanti
associazioni culturali locali sono disponibili ad accompagnare dalla stazione di Nocera Superiore al
Battistero Paleocristiano di Santa Maria Maggiore (simbolo internazionale del mondo antico) i
numerosi turisti del treno (circa 300 metri).
Inoltre, al fine di rendicontarLe meglio e più specificamente questa richiesta Le chiedo un incontro
alla Fondazione con le associazioni territoriali.
Sicuri di un Suo intervento che valorizzi il territorio nocerino-sarnese, La ringrazio dell’attenzione
che vorrà prestare alla mia richiesta e Le mando i miei più distinti saluti.”
Senatrice Luisa Angrisani

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Italia

Inps, Tridico: ‘Non ho deciso io e non prenderò gli arretrati’

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Inps, Tridico: ‘Non ho deciso io e non prenderò gli arretrati’.

 

“Mi ha sorpreso il modo in cui è stata trattata la vicenda, che soprattutto in rete ha scatenato centinaia di commenti sfociati anche in minacce e insulti alla mia persona. Ma a colpirmi è stato anche il fatto che nessuno mi abbia chiesto preventivamente una dichiarazione, con la quale avrei subito fatto chiarezza su molte cose”. Così in una lettera al direttore di ‘La Repubblica’, il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico in merito alla vicenda relativa ai suoi compensi.

“Tutto l’articolo – rileva il presidente dell’Inps – ruota intorno a due falsi: per effetto del decreto interministeriale che stabilisce i compensi del Cda di Inps (e Inail), al sottoscritto sarebbe riconosciuto un arretrato di 100mila euro. Questo il primo falso. La realtà invece è che la nuova misura del compenso previsto per il presidente dell’Istituto decorrerà non da maggio 2019, bensì dal 15 aprile 2020, vale a dire da quando si è insediato il cda e ne ho assunto la carica di presidente. Il secondo falso è che non è nei poteri del presidente o di qualsiasi altro organo dell’Istituto determinarsi i compensi”, aggiunge.

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Detto questo, rileva Tridico, “sul tema dei miei compensi mi sembra doveroso ripercorrere brevemente i fatti e le norme per come si sono succeduti. Sono stato nominato presidente Inps con decreto del Capo dello Stato in data 22 maggio 2019. Successivamente, a giugno 2019, con nota del Gabinetto del ministero del Lavoro venivano proposti i compensi del cda che si stava costituendo: 150mila euro lordi per il presidente, 100mila per il vice e 23mila per i 3 componenti del consiglio. Nel frattempo, la crisi di governo dell’agosto 2019 ha ritardato la nomina del cda. Così, solo dal 15 aprile 2020 ho assunto le funzioni di presidente del cda”.

Nella prospettiva della ricostituzione del cda dei due enti, sottolinea il presidente dell’Inps, “la legge 28 gennaio 2019, n. 4, aveva previsto che, con apposito decreto interministeriale, sarebbe stata fissata la misura dei compensi dei predetti organi, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Tant’è che detti compensi sono finanziati attraverso la riduzione di spese di funzionamento di Inps e Inail. Il 15 luglio 2019 il Dipartimento per il coordinamento amministrativo della presidenza del Consiglio ha avviato l’iter per la determinazione dei compensi del presidente e degli altri componenti del cda dei due enti, sulla base di una direttiva del presidente del Consiglio dei ministri del 9 gennaio 2001 che fissa i criteri e gli indicatori da assumere a riferimento a tal fine; direttiva che dal 2001 detta le regole per la fissazione dei compensi degli organi di tutte le amministrazioni pubbliche, suggerendo l’utilizzo di un apposito software per determinare i compensi per il cda sulla base del bilancio dell’Istituto e del numero di dipendenti”.

Tale software, spiega ancora Tridico, “restituiva un compenso per il presidente Inps e per il cda molto più elevato: per il presidente di 240 mila euro, pari al compenso dei dirigenti centrali dell’Inps, e ai vertici di amministrazioni simili. Tuttavia, il decreto interministeriale del 7 agosto 2020 del ministro del Lavoro e del ministro dell’Economia, decreto necessario e conseguenziale all’insediamento del cda, stabilisce 150mila euro per il presidente, 40mila euro (elevabili a 60mila in funzione delle deleghe esercitate) per il vice presidente e 23mila euro per ognuno dei componenti del cda. Insomma, i ministeri vigilanti sono intervenuti per ridurre la misura derivante dall’applicazione di quelle regole. La storia è questa”, conclude il presidente dell’Inps.

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Attualità

Il viceministro Sileri: ‘Stadi aperti? Meglio aspettare, ora arriva anche l’influenza’

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Il viceministro Sileri: ‘Stadi aperti? Meglio aspettare, ora arriva anche l’influenza’.

 

“Sono d’accordo con gli scienziati. Io avevo detto sì all’aumento degli spettatori ma solo con un rispetto rigidissimo delle regole e con la garanzia di controlli rigorosi: mille persone in uno stadio sono poche, ma anche così va fatto rispettare il distanziamento, va indossata la mascherina e ovunque vanno vietati gli assembramenti, all’interno e all’esterno degli impianti. Un’apertura con più pubblico è certamente auspicabile ma con molta gradualità, quindi è bene aspettare e vedere come evolve l’epidemia”. Lo dice il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri in un’intervista al ‘Corriere della sera, commentando il No del Comitato tecnico scientifico all’apertura degli stadi al 25%.

“Io credo che ci sarà un aumento dei contagi: entro i primi 10 giorni di ottobre potremo vedere gli effetti dell’apertura delle scuole, ma se riusciremo a tenere sotto controlli i focolai e l’aumento sarà graduale, il sistema sanitario non sarà sotto pressione. Non bisogna mollare la presa, con la stagione invernale arriveranno anche le sindromi influenzali e dobbiamo stare attenti a non intasare i pronto soccorso”, aggiunge.

Come distinguere un raffreddore dai sintomi di infezione da Covid-19? “Tamponi e test rapidi. Ne stiamo facendo molti ma dobbiamo triplicarli: dobbiamo migliorare e aumentare la diagnostica. E ai primi sintomi sospetti restare a casa e chiedere di fare i test: in questa situazione è sbagliato pensare ‘è solo un raffreddore'”, risponde Sileri. Al primo starnuto, ci si deve rinchiudere in isolamento? “No, questo va evitato assolutamente: non dobbiamo lasciare le persone in casa ma far sì che abbiano una risposta in brevissimo tempo: oggi per il risultato di un tampone ci vogliono anche più di due giorni, con il rischio di intasare gli ospedali anche in caso di negatività – sottolinea – Oltre ai tamponi ci sono i test salivari che si usano già negli areoporti e ora anche a scuola: sono più economici, danno il risultato quasi in tempo reale ed evitano una quarantena inutile”.

È d’accordo nel ridurre la quarantena? “Lo sono per chi ha avuto solo contatti indiretti con un positivo: oggi conosciamo di più il virus, e sappiamo che l’incubazione è tra i 4 e i 6 giorni, quindi già al settimo giorno si può fare un tampone e sapere se si è positivi. In caso negativo, isolarsi per altri 7 giorni è inutile, oggi vengono messe in quarantena troppe persone. Diverso il discorso per chi è positivo per cui la quarantena di due settimane è giusta”.

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