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Cronaca Giudiziaria

80enne investita e uccisa nel Napoletano mentre andava a messa: disposta autopsia

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La Procura di Napoli, dopo la denuncia dei familiari, ipotizza il reato di omicidio colposo contro ignoti nell’ambito delle indagini per la tragica morte dell’80enne di Cardito  Rosa Vitale, investita nel tardo pomeriggio di martedi’ primo settembre, mentre si stava recando a .

Lo rende noto lo Studio 3A, che assiste i familiari dell’anziana vedova. Il pm Immacolata Sica ha disposto l’autopsia sulla salma della vittima nominando un pool di ben tre consulenti tecnici: il professore Angelo Mascolo, medico legale Guido Sciaudone, chirurgo, e la dottoressa Elvira La Mantia, anatomopatologa. L’incarico sara’ conferito mercoledi’ 9 settembre 2020, alle 10, presso gli uffici della Procura in Tribunale, dopodiche’ si procedera’ con l’esame. Dopo essere stata investita da un’auto, che non si e’ fermata a prestare soccorso, l’80enne, che ha battuto la testa, era cosciente: e’ stata soccorsa da alcuni conoscenti, che l’hanno riaccompagnata a casa.

I dolori si sono fatti sempre piu’ forti, soprattutto al braccio urtato dall’auto, ma anche al capo. I figli l’hanno quindi condotta all’ospedale di Frattamaggiore, il piu’ vicino, da dove pero’ la paziente e’ stata dimessa poche ore dopo. Ma durante la notte tra il primo e il 2 settembre la situazione e’ peggiorata ulteriormente, al punto che i familiari hanno chiamato il 118 e l’anziana e’ stata riportata in autolettiga al nosocomio di Frattamaggiore (NAPOLI). Al mattino del 2 settembre un medico avrebbe quindi invitato i suoi congiunti a trasferirla al Cardarelli di NAPOLI: l’ottantenne e’ stata pertanto accompagnata nel principale nosocomio di NAPOLI ma non in ambulanza bensi’ in auto dai figli. Qui pero’ non si e’ fatto neanche in tempo ad effettuare le pratiche in accettazione che Rosa Vitale ha perso conoscenza: i tentativi dei medici del pronto soccorso di rianimarla sono risultati vani, e’ deceduta poco prima delle 13.

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Campania

Abusi su minore nel Casertano, ex prete condannato a 9 anni

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Il gip del Tribunale di Napoli Nord Vera Iaselli ha condannato a nove anni di reclusione l’ex sacerdote di una parrocchia di Trentola Ducenta (Caserta) ritenuto colpevole di abusi ai danni di una minore.

L’ex prete e’ stato arrestato dalla Polizia di Stato di Aversa (Caserta) l’8 novembre 2019. La piccola vittima, che partecipava assiduamente alle attivita’ parrocchiali, confermo’, nel corso dell’incidente probatorio, gli abusi subiti dal prete. Le indagini scattarono dopo una comunicazione della Diocesi.

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Campania

Camorra, il prefetto Valentini: “Nessun arretramento verso le famiglie storiche di Napoli”

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“La recente relazione della Direzione investigativa antimafia ha evidenziato bene come in tema di criminalità organizzata lo scenario che si registra nellarea metropolitana di NAPOLI, che è molto mutevole e composito e caratterizzato da atti molto violenti che si ripetono con grande frequenza, non rappresenti affatto un segnale di arretramento delle famiglie storiche della camorra, che secondo alcune interpretazioni diffuse negli anni precedenti avrebbero fatto un passo indietro lasciando il campo libero per nuove generazioni impegnate in una sorta di guerra per bande.

Viceversa quello che veniva definito ‘caos criminale’ è letto ormai in maniera univoca come una sovrapposizione controllata e organizzata di livelli criminali dove in primo piano ci sono le storiche organizzazioni camorristiche e a un livello inferiore operano invece gruppi meno strutturati, che agiscono in un contesto di subalternità con i clan storici non in maniera autonoma”. Lo ha detto il prefetto di NAPOLI, Marco Valentini, in audizione in commissione Antimafia.

“Questo esclude che la camorra come organizzazione criminale storica abbia fatto un passo indietro ossia declinata a essere unorganizzazione di tipo minore. Le famiglie storiche della camorra – ha aggiunto – sono tuttora ben inserite nelle loro attività tradizionali, oltre al traffico di droga il settore dei giochi, della ristorazione, il settore turistico-alberghiero, dell’edilizia e dei rifiuti, mentre attività come racket, spaccio su strada e usura sono demandati a gruppi minori sempre in relazione con in clan di riferimento. Questo scenario può essere letto – ha concluso come un insieme di clan dominanti che si servono di clan minori o satelliti per portare avanti le attività tradizionali”.

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