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Musica

Tony Esposito e Sasà Mendoza Quartet a Summonte il 6 e 7 agosto

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arriva in Irpinia per il Wine Jazz Fest. A Summonte concerti di e Sasà Mendoza Quartet. Giovedì 6 e venerdì 7 agosto

 

Appuntamento in Irpinia con Campania By Night per il Wine Jazz Fest promosso da MAVV Wine Art Museum e Scabec. Alla Torre Angioina del borgo di Summonte (AV) domani giovedì 6 agosto alle ore 21 in programma il concerto di Sasà Mendoza Quartet con i giovani artisti Leandro Zurzolo Group, Maura De Santis, Francesca Fariello, Ramona Miccio, Consiglia Morone, Roberta Nasti e Rama. Venerdì 7 agosto alle ore 21 live di Tony Esposito che riporta sul palco il suo primo disco “Rosso Napoletano” del 1975. Il “re delle percussioni” intreccia sonorità alla Miles Davis e folklore partenopeo in un linguaggio al tempo stesso minimale e melodico, solare e mediterraneo. Il concerto sarà preceduto, alle ore 19, con le visite guidate alla Torre Angioina, e alle ore 20 dal workshop “Eccellenze enogastronomiche del territorio”, con il Sindaco di Summonte Pasquale Giuditta, il Presidente del Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia Stefano Di Marzo, il giornalista e agronomo Italo Santangelo e l’archeologo Flavio Castaldo. Modera Francesco Bellofatto.

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Gli eventi sono gratuiti fino ad esaurimento posti con prenotazione obbligatoria su info.summonte@gmail.com e 0825 691191.

Info: campaniabynight.it
info@campaniabynight.it

Tony Esposito
La musica di Tony (il cui vero nome è Antonio) Esposito è ispirata a sonorità provenienti da molti Paesi del mondo, mescolate con ritmi tribali e melodie tipiche della musica partenonea.

L’originalità del suo approccio si può ritrovare nell’invenzione di strumenti unici come il tamborder, suono onomatopeico di uno dei suoi più famosi brani, “Kalimba de Luna”, di cui i Boney M. pubblicarono quasi contemporaneamente una cover in lingua inglese.

Prima di affacciarsi all’attività discografica in proprio, Toni (Tony) Esposito ha contribuito, durante gli anni settanta, al “sound ritmico” di diversi artisti italiani quali: Pino Daniele, Edoardo Bennato, Alan Sorrenti, Juan Lorenzo, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Gino Paoli, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Eugenio Bennato, Claudio Rocchi, Mauro Pelosi. Insieme a Tullio De Piscopo, James Senese, Joe Amoruso, Rino Zurzolo e Fabio Forte, ha contribuito a coniare il termine “blues metropolitano ” che trova uno dei punti di massima espressione artistica nell’album di Pino Daniele Vai mò del 1981. 
Questo gruppo di già citati musicisti, insieme a molti altri dell’hinterland partenopeo (fra i quali Ernesto Vitolo e Gigi de Rienzo, Robert Fix, Mark Harris), verranno considerati per molti anni i capostipiti ed i punti di riferimento della cosiddetta “Napoli-power “(il nuovo sound blues – rock metropolitano ove si innestano funky-jazz e world-etnica).

Negli stessi anni ed in quelli a seguire Esposito ha collaborato con diversi musicisti internazionali tra i quali: Don Cherry, Paul Buckmaster, Don Moye, Gato Barbieri, Eumir Deodato, Brian Auger, Gilberto Gil, Eddie Blackwell, Billy Cobham, Moncada, Gema Quatro, Seydou Kienou, Naná Vasconcelos e molti altri ancora.

Nel 1975 esce il suo primo LP da solista con l’etichetta discografica Numero Uno: Rosso Napoletano. L’anno successivo esce il suo secondo LP: Processione sul mare.

Dopo l’uscita del suo terzo album, Gente distratta, nel 1977, gli viene assegnato il Premio Critica Italiana della Musica.
Nel 1978 pubblica il suo quarto lavoro discografico, La banda del sole (con etichetta Philips), che prelude alla sua partecipazione al “Montreux Jazz Festival” con il jazz-rock group italiano Perigeo (Tommaso-Biriaco). Due anni dopo (1980), è ancora ospite al “Montreux Jazz Festival” con una sua formazione, il “Tony Esposito Group”.

Nel 1982 compone per Domenica in (RaiUno) la sigla “Pagaia” (inserita nell’album Tamburo – etichetta Bubble); è l’inizio, per lui, di un boom discografico. Finisce il momento sperimentale ed inizia la composizione di musica più commerciale. Infatti, per due anni di seguito, vince Un disco per l’estate, nel 1984 con Kalimba de luna (inserita nell’album Il grande esploratore – etichetta Bubble”) e nel 1985 con As To As (contenuta nell’album Tony Esposito, sempre per la medesima etichetta discografica).

Alla fine del 1985 riceve il “Premio critica discografica” con “Kalimba de Luna” per gli oltre 5 milioni di copie vendute nel mondo, ed il prestigioso premio “Disco d’oro” in Venezuela/Benelux.

Al di là delle sue capacità artistiche, tecniche e di composizione, i suoi successi, nelle canzoni, si debbono anche alla sempre viva collaborazione negli anni ottanta, con il coautore e cantante indimenticato di quei grandi successi nonché amico fraterno Gianluigi Di Franco (scomparso prematuramente nel 2005). Di Franco, medico, psichiatra, musicoterapeuta, è stata una delle voci più interessanti della musica italiana contemporanea, creatore di un particolare modo di interpretare il canto, tuttora difficilmente riscontrabile in altri cantanti. Di Franco fu una delle pochissime voci delle hit italiane esportate all’estero negli anni ottanta. Tony Esposito, avvalendosi dell’ugola raffinata e sensuale di Gianluigi in brani come Kalimba de luna, As tu as e Sinuè, riuscirà a scalare le classifiche. Nei primi posti delle classifiche di tutta Europa troviamo, inoltre, in quel periodo, il singolo Papa Chico.

I suoi brani sono stati “reinterpretati” da molti degli artisti più importanti degli anni settanta, fra cui i Boney M. Partecipa a tre edizioni del Festival di Sanremo, nel 1987 con “Sinuè”, nel 1990 al fianco di Eugenio Bennato con “Novecento aufwiedersehen” e nel 1993 con i Ladri di Biciclette con “Cambiamo musica”, ottenendo sempre un buon riscontro commercial-discografico. Nel 1989 gli viene conferito il “Nastro d’Argento” per la colonna sonora del film Un complicato intrigo di donne vicoli e delitti di Lina Wertmuller.
Compone poi, nel 1990, la sigla del programma televisivo “Serata Mondiale”, dedicato ai Mondiali di calcio, ed ancora, nel 1992, la sigla delle Colombiadi, o “Columbus Games”.

Nel 1996, poi, firma la colonna sonora di Storie d’amore con i crampi, film di e con Pino Quartullo, con Chiara Caselli, Sergio Rubini e Debora Caprioglio.

Nel 1997 Tony Esposito è l’unico italiano chiamato ad esibirsi al “Festival della gioventù” de L’Avana, a Cuba. Nello stesso anno, ad agosto, Tony Esposito è ancora l’unico italiano che si esibisce al “Rock in Rio”, a Rio De Janeiro, insieme al mitico Gilberto Gil. L’anno successivo, poi, è ospite al Sambodromo di Rio de Janeiro, nella serata finale del carnevale più importante del mondo. Dopo una lunga pausa dedicata a molti concerti dal vivo, nel 2003 pubblica il CD Viaggio Tribale, lavoro partorito dopo un lungo girovagare per i paesi del Mar Mediterraneo.
 Ma è soprattutto nella melodia saggia e contemporanea di Franco Battiato, nel canto rock metropolitano di Edoardo Bennato, nel jazz-sound del contrabbassista Wayne Dockery, nelle old-afro-melody dei Gregg Brown (Osibisa), e nei virtuosi assoli chitarristici di John Tropea, che Tony Esposito trova gli stimoli che gli permetteranno di ritrovare quel sound inconfondibile che ha creato negli anni il fenomeno del biondo partenopeo “King of percussion”.

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Musica

Ethnos Festival XXV edizione: domani, 1 ottobre, in scena la cantante curda Aynur a Ercolano

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Ethnos 25 – Festival Internazionale della Musica Etnica
1995-2020: 25 anni di musica dei popoli ai piedi del Vesuvio
Tra i prossimi eventi: Aynur (1 ottobre), Maarja Nuut (il 2), Anouar Brahem Trio (il 3) e la chiusura con Omar Sosa, Yilian Canizares e Gustavo Ovalles (il 4)

 

 

La XXV edizione di Ethnos, festival internazionale della musica etnica ideato e diretto da Gigi Di Luca, entra nel vivo questa settimana con 4 concerti in esclusiva per l’Italia.

Il festival, che quest’anno festeggia i suoi 25 anni, è programmato e finanziato dalla Regione Campania attraverso Scabec, organizzato da La Bazzarra, con il patrocino della Città Metropolitana di Napoli, in partenariato con i comuni di San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano, Torre del Greco e Torre Annunziata, in collaborazione con la Fondazione per le Ville Vesuviane e il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Partner culturale del festival è campania>artecard.

Dopo il concerto inaugurale con i Violons Barbares – power trio che incarna alla perfezione lo spirito nomade della world music contemporanea, formato dal violinista e cantante mongolo Dandarvaanchig Enkhjargal (virtuoso di morin khuur), da Dimitar Gougov alla gadulka (la lira bulgara) e dal percussionista francese Fabien Guyot – il festival Ethnos riprende giovedì 1 settembre a Ercolano (Villa Campolieto), con il concerto della cantante e musicista curda Aynur. Vincitrice del Mediterranean Music Award nel 2017 e importante rappresentante del popolo curdo in Turchia, Aynur Doğan presenta in esclusiva il suo settimo e ultimo lavoro discografico, “Hedûr” (conforto), registrato e mixato fra Istanbul e Amsterdam. Applaudita lo scorso luglio al Parco Archeologico di Paestum nel concerto per la Siria diretto da Riccardo Muti, la cantante originaria di Çemişgezek, piccola città di montagna nella provincia di Dersim, torna in Campania per un live tutto suo, accompagnata da Xavier Torres Vicente al pianoforte e Sjahin During alle percussioni.

Villa Parnaso a Torre Annunziata ospiterà, invece, venerdì 2 ottobre l’esibizione della cantante e violinista estone, Maarja Nuut. Un’artista innovativa, alla costante ricerca di una personale fusione tra le tradizioni musicali del passato e le nuove tecnologie: dal vivo usa loop ed elettronica per creare un suono minimalista che incontra polke e Baltic folk.

Le due serate conclusive di questa XXV edizione si terranno entrambe a San Giorgio a Cremano. Si inizia sabato 3 ottobre a Villa Vannucchi con l’atteso concerto del compositore tunisino, Anouar Brahem in trio. Autore di colonne sonore per il cinema, direttore d’orchestra e virtuoso dell’oud, Brahem mescola nei sui progetti musica classica araba, motivi folk e jazz europeo. Per la ECM ha registrato più di 10 album, tra cui “Madar” (con Jan Garbarek e Shaukat Hussain), “Khomsa” (con Richard Galliano), “Thimar” (con Dave Holland e John Surman) e “Blue Maqams” (sempre con Holland, Jack DeJohnette e Django Bates). All’ombra del Vesuvio si esibirà in trio con il clarinettista tedesco Klaus Gesing e il bassista svedese Björn Meyer.

Domenica 4 ottobre il gran finale con due appuntamenti in cartellone. La mattina, dalle 10.30 a Villa Bruno, spazio a “Taranta Atelier”, workshop di danza a cura di Maristella Martella. In serata, dalle 20.30 a Villa Vannucchi, invece, il live di Omar Sosa e Yilian Canizares, special guest Gustavo Ovalles. Il trio, partendo dai brani incisi per l’album “Aguas”, propone un mix coinvolgente e creativo delle radici afro-cubane di Sosa e Canizares, di musica classica occidentale, di jazz e world music, impreziosito dalle percussioni multicolori e multiformi del venezuelano Ovalles.

In cartellone anche le esibizioni dei vincitori di Ethnos Generazioni, contest rivolto ai giovani artisti under 35 che si è tenuto tra a giugno e settembre 2020. Per la sezione musica in scena Davide Ambrogio, per la danza Bollywood Dance Aishanti Company e per il teatro la Compagnia Fucina Zero.

Ethnos è una manifestazione artistico-culturale ideata per promuovere la conoscenza delle “culture e arti del mondo”. Nato nel 1995 con l’intento di recuperare le tradizioni popolari dell’area vesuviana, nel corso degli anni il festival ha allargato il suo raggio di azione, diventando uno dei maggiori appuntamenti dedicati alla world music in Italia.

La kermesse ha, inoltre, sviluppato progetti collaterali come Ethnos per le Scuole, il Premio Ethnos, e più di recente Ethnos Italia – dialoghi musicali per un contagio popolare – realizzato in streaming lo scorso aprile durante il lockdown.

Tra gli artisti che si sono esibiti al festival Ethnos nel corso di questi 25 anni: Miriam Makeba, Gilberto Gil, Mercedes Sosa, Rokia Traorè, Ryūichi Sakamoto, Khaled, Dulce Pontes, Buena Vista Social Club, The Cheftains, Bombino, Oumou Sangaré, Fatumata Diawara. Oltre a grandi nomi del panorama musicale italiano come Angelo Branduardi, Enzo Avitabile, Vinicio Capossela, Ivano Fossati, Teresa De Sio, Mauro Pagani, Eugenio Bennato, Elena Ledda, Moni Ovadia, Nuova Compagnia di Canto Popolare, solo per citarne alcuni.

Tutti gli eventi in programma sono ad ingresso gratuito fino ad esaurimento posti disponibili, con prenotazione obbligatoria su Eventbrite. Gli spettacolo si terranno in piena sicurezza e nel rispetto delle norme anti-Covid vigenti.

Info e contatti:  3299126146 | www.facebook.com/EthnosFestival

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Cultura

Il Teatro San Carlo va alla Biblioteca Nazionale di Napoli con la musica napoletana

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Musica, memoria, storia, l’incanto del paesaggio napoletano: l’appuntamento di Invito a Corte del Teatro San Carlo questo week end è alla Biblioteca Nazionale di Napoli per vivere un’esperienza indimenticabile: sabato un concerto di eccezione di musica e canzoni napoletane nella atmosfera indimenticabile della sala che ospita i primo testi a stampa del quattrocento ed altre opere pregiate mentre le note d ‘O PAESE D’O SOLE prendono vita accanto al pianoforte di Vincenzo D’Annibale, dove sono state composte.

 

 

Domenica la magia assume il fascino di assistere sulle terrazze che affacciano sul golfo di Napoli allo spettacolo degli ultimi barlumi del sole che scompare nel mare mentre le più famose aree liriche napoletane infiammano il tramonto.

«Abbiamo senza esitazione accettato l’ “INVITO A CORTE” del Teatro San Carlo – commenta il direttore della Biblioteca Nazionale di Napoli, Gabriele Capone – per una convinta rinnovata sinergia con il Massimo napoletano, che in questo momento di ripresa delle attività culturali post-covid si fa essenziale . Abbiamo inteso, ospitando i tre concerti, di ampliare la nostra offerta culturale, creando nuove occasioni per promuovere il nostro patrimonio librario e museale. »

«La Biblioteca Nazionale di Napoli – aggiunge Gabriele Capone – da sempre conserva e tutela un prestigioso patrimonio musicale di innegabile unicità: dai testi più antichi come il papiro ercolanese che ci ha consegnato il De Musica di Filodemo di Gadara, ai messali e corali manoscritti fino alle preziose raccolte di canzoni napoletane ed alle innumerevoli testimonianze musicali autografe di autori moderni e contemporanei. La valorizzazione di questo patrimonio in una biblioteca che si trasforma sempre più in un centro informativo e laboratorio di crescita, necessita di forme e comunicazioni più articolate che combinino la memoria scritta conservata nella tradizione della carta, con lo stesso messaggio musicale, visivo ed emozionale . »

In particolare la Biblioteca nazionale di Napoli nella Sezione Lucchesi Palli conserva una ricchissima dotazione di testi e spartiti musicali che documentano la storia della canzone napoletana fin dalle sue origini come la prima edizione dei Passatempi musicali di Guillaume Cottrau [ in programma in concerto sabato e domenica FENESTA CA LUCIVE che si può ammirare in internet nell’edizione digitalizzata dell’album].

La sezione Lucchesi Palli per donazione degli eredi accoglie dal 4 nov. 2016, anche l’ Archivio di Vincenzo D’Annibale un fondo impareggiabile di lettere manoscritte, spartiti autografi , fotografie ma anche di preziosi cimeli come il pianoforte Ronisch, dove il maestro compose i brani più celebri, che gli spettatori potranno ammirare in Sala rari, dove si svolgerà il concerto di sabato.

«L’adesione ad “Invito a corte” – conclude Gabriele Capone – sottolinea l’intento di questa Biblioteca di ricreare con modi nuovi la collaborazione con il San Carlo, la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio, il Polo Museale per la Campania, Palazzo Real , per portare avanti con il supporto della Regione Campania il progetto di valorizzazione del Palazzo Reale di Napoli. La biblioteca ha un ruolo determinante nella promozione della storica dimora, della quale occupa un’ampia superficie, dal primo piano destinato alle sale delle feste dai Borbone, al secondo piano con gli appartamenti privati reali . Le collezioni della biblioteca si intrecciano con la storia del palazzo in un percorso dai Borbone ai Savoia, raccontandone aspetti inediti , originali ed inconsueti come la Collezione di trofei di Caccia ed animali tassidermizzati della Principessa Elena d’Aosta di rilevante importanza zoologica e naturalistica. »

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