Processo Olimpo: 50 anni di carcere ai clan stabiesi

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Processo Olimpo: arrivano le prime condanne per i 9 imputati legati ai clan D’Alessandro, Cesarano e Afeltra di Castellammare, Pimonte e Agerola che hanno scelto il rito abbreviato.

 

E tra questi c’è anche Teresa Martone, vedova del padrino Michele D’Alessandro. Le pene complessive arrivano a circa 50 anni di carcere dimezzate rispetto alle richieste formulate dal pm della Dda, Giuseppe Cimmarota.

In questo processo non compare come imputato l’imprenditore Adolfo Greco, dominus principale dell’inchiesta, al quale però è stato riconosciuto di essere vittime di estorsione da parte Teresa Martone, Nicola esposito, Giovanni Cesarano e Aniello Cesarno e quindi dovrà essere risarcito. Mentre è stata rigettata la sua richiesta risarcitoria complessiva. Condannati al risarcimento in separata sede per tutti gli imputati nei confronti del Comune di Castellammare di Stabia e delle associazioni anticamorra Fai Antiracket e Sos Impresa, che si erano costituiti parte civile.

    Le condanne nel dettaglio: per Teresa Martone, la richiesta era di 9 anni di reclusione ma la pena inflitta è giusto la metà: 4 anni e 6 mesi. La pena più pesante era stata invocata per l’imprenditore del clan Liberato Paturzo detto cocò, da sempre vicino alla cosca di Scanzano,  per il quale l’Antimafia chiedeva 12 anni di carcere: ma è stato condannato a 5 anni e 4 mesi.Per gli altri: 6 anni per Vincenzo Di Vuolo, 5 anni per Giovanni Cesarano (detto Nicola), 5 anni e 4 mesi per Nicola Esposito ’o mostro, Giovanni Gentile e Raffaele Afeltra ’o burraccione, 6 anni e 4 mesi per Aniello Falanga, infine 4 anni e 6 mesi per Francesco Afeltra, fratello di Raffaele.






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