barcellona napoli

La città di Barcellona in una sorta di ‘quarantena collettiva’ per l’aumento di casi di coronavirus e il scrive all’Uefa perché la gara di ritorno degli ottavi di Champions League non vuole giocarla a Barcellona ma in altra sede.

 

La partita è fissata per l’8 agosto al a porte chiuse. L’organismo europeo del calcio aspetterà l’evolversi della situazione nei prossimi giorni prima di prendere una decisione definitiva. Questo perché crescono i casi di coronavirus in Catalogna, dove ieri le autorità regionali hanno esortato i cittadini a restare a casa e a non riunirsi in gruppi di oltre 10 persone.

“Consigliamo alle persone di non spostarsi se non è assolutamente necessario. È molto importante rispettare queste misure ora, è il modo migliore per evitare un blocco”, ha dichiarato ieri il ministro della Salute, Alba Verges, dopo che il dipartimento sanitario regionale ha rilevato 1.293 nuovi casi in Catalogna nelle ultime 24 ore, una cifra simile a quella registrata a marzo al culmine della pandemia. Nel corso di una settimana il numero di casi a Barcellona è triplicato.

Non si tratta di un vero e proprio lockdown ma per i 13 comuni dell’area metropolitana, oltre che per la regione Lleida di La Noguera e quella di Segrià (circa quattro milioni di abitanti in totale), diventano ora valide le restrizioni che riguardavano il solo comune di L’Hospitalet de Llobregat. Meritxell Budó, portavoce del governo catalano, ha invitato le persone a non recarsi nelle loro seconde case per il fine settimana, chiedendo un “impegno personale e collettivo”. “La pandemia sta avanzando senza sosta – ha dichiarato – i cittadini devono seguire tutte le misure adottate dal governo regionale”.

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Ma anche dal punto di vista sportivo le cose non sembrano andare per la squadra catalana.”La squadra lascia molto a desiderare e lo ha fatto in tante, troppe partite. Se si continua così sarà difficile vincere la Champions, continuando così perderemo anche con il Napoli”. Il capitano del Barcellona, , mastica amaro dopo il ko casalingo con l’Osasuna nel giorno della vittoria della Liga da parte degli eterni rivali del Real Madrid. “Non ci aspettavamo questo epilogo ma tutto ciò conferma l’andamento della stagione -dice il 33enne argentino-.

Siamo una squadra debole e molto irregolare, che ha perso punti dove non avrebbe dovuto. Il Madrid ha fatto la propria parte e, dopo lo stop, non ha perso alcuna partita. Noi, al contrario, abbiamo perso molti punti e dobbiamo fare autocritica, cominciando proprio da noi giocatori per arrivare a tutti gli altri. Siamo il Barcellona e siamo obbligati a vincere ogni partita”.

E quindi la permanenza di Quique sulla panchina del Barcellona potrebbe non esser cosi’ certa. Il giorno dopo la vittoria della Liga da parte del Real Madrid in casa blaugrana, nonostante la stagione non sia effettivamente terminata, e’ tempo di bilanci. Secondo quanto riportato da Il Mundo Deportivo il presidente Josep Maria Bartomeu, dopo aver assistito alla sconfitta casalinga (1-2) contro l’Osasuna allo stadio, avrebbe fissato un incontro con per capire che aria si respira all’interno dello spogliatoio blaugrana.

 

 



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