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Costiera Amalfitana

Abusi edilizi dietro le frane di Positano: aperta un’inchiesta

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Un abuso edilizio è la vera causa di due frane che lo scorso 26 luglio hanno interessato un costone roccioso affacciato sul mare in località Laurito a Positano, in Costiera Amalfitana.

 

Dopo la prima frana, sono intervenute sul posto le motovedette della Guardia Costiera per scongiurare eventuali necessità di soccorso, per la sicurezza della balneazione e della navigazione. Durante le prime operazioni tese anche ad interdire il transito e la sosta nel tratto di mare a rischio, una seconda frana ha interessato la stessa costa, senza pericoli per persone o cose data la cornice di sicurezza operata dalle motovedette.

La caratteristica della seconda frana, particolarmente “polverosa” a differenza di come dovrebbe apparire la frana di un costone roccioso, ha attirato l’attenzione degli uomini della Guardia Costiera a bordo dei mezzi nautici che hanno allertato il Centro di coordinamento ambientale della Direzione marittima della Campania, agli ordini dell’ammiraglio ispettore Pietro Vella.

Sono quindi scattate le indagini e una seconda unità operativa è stata inviata a monte del costone: qui i militari hanno trovato una costruzione abusiva con lavori ancora in corso e una macchina per la frantumazione delle rocce, nascosta con un telo mimetico, al fine di impedirne l’individuazione con osservazione aerea.

Sotto il coordinamento della Procura di Salerno, si è quindi operata una prima ricostruzione dell’accaduto con la quale si ipotizza che la frana sia stata causata dallo smottamento del materiale di risulta polverizzato e accumulato in sensibile quantità a monte del costone. Si è quindi provveduto all’immediato sequestro del manufatto abusivo e a mettere sotto sequestro anche il costone roccioso di circa 6mila mq oggetto della frana. Oggi è stato anche eseguito un sorvolo con un elicottero della Guardia Costiera Aw139-Nemo 8 al fine di raccogliere ulteriori elementi investigativi. Ad oggi, sono stati scoperti ulteriori immobili abusivamente costruiti per un totale di circa 200 mq.

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Campania

Intascavano i soldi per il parcheggio: sospesi 6 dipendenti di Amalfi Mobilità

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E’ emerso che gli indagati, in oltre 300 episodi riscontrati in soli tre mesi di osservazione, dopo aver verificato mediante l’apparecchio elettronico che conteggia il tempo effettivo di sosta, si facevano consegnare la somma dovuta per il parcheggio dai turisti
Carabinieri di Amalfi in azione: è stata eseguita una misura cautelare di sospensione dall’esercizio di pubblico ufficio nei confronti di 6 dipendenti della società municipalizzata del Comune di Amalfi che gestisce i parcheggi nella cittadina, alias la “Amalfi Mobilità srl”.

Berma parking: questo il nome dell’operazione frutto di un’accurata attività investigativa avviata dagli uomini dell’Arma e coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Salerno, a partire dall’estate 2019, mediante lo svolgimento di mirati servizi di osservazione e pedinamento condotti dai carabinieri.

I militari amalfitani avevano più volte ricevuto segnalazioni da partedi alcuni avventori del parcheggio sul porto situato alla fine del Lungomare dei Cavalieri di una inusuale consegna della somma da pagare per il servizio direttamente all’operatore preposto ad ausiliario alla sosta, invece che inserirla nell’apposita cassa automatica. A quel punto i carabinieri hanno accertato, anche grazie alla videosorveglianza che, effettivamente, gli indagati, in oltre 300 episodi riscontrati in soli tre mesi di osservazione, dopo aver verificato mediante l’apparecchio elettronico che conteggia il tempo effettivo di sosta, si facevano consegnare la somma dovuta per il parcheggio dai numerosi turisti che avevano usufruito del servizio e, invece di inserire il dovuto nell’apposita cassa continua, intascavano il denaro,restituendo agli avventori un chip coin “scarico”, che apriva la sbarra posta all’uscita del parcheggio.
In altre circostanze, invece, gli operatori invitavano gli utenti ad attendere in auto nell’area di uscita dal parcheggio, riscuotendo direttamente il denaro previsto per la sosta e consentendo l’uscita delle vetture con l’attivazione manuale della sbarra, mediante l’apposito pulsante di emergenza, bypassando così l’utilizzo della cassa automatica. Già lo scorso 14 ottobre 2019, i militari dell’Arma avevano tratto in arresto un altro dipendente della municipalizzata comunale di 65 anni, per gli stessi fatti, colto nella flagranza del reato di farsi consegnare da alcuni malcapitati viaggiatori, chiaramente ignari di quanto stava accadendo, la somma di danaro per il pagamento del parcheggio, ricevendo in cambio (anche in quel caso) un chip coin, preventivamente scaricato, per uscire con la loro vettura. Per comprovare le condotte criminose, i turisti, lasciata l’area di sosta, sono stati invitati in caserma dai Carabinieri per riferire nel merito, dove hanno confermato per filo e per segno quanto loro accaduto. Visti gli elementi raccolti, univoci e fortemente concordanti, nell’arco dei mesi in cui si è svolta l’indagine, supportata anche da attività tecniche di intercettazione telefonica, il GIP del Tribunale di Salerno ha emesso nei confronti degli indagati -che hanno cagionato alle casse comunali un danno di ca. 10.000 euro – la misura della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio per dodici mesi, con interdizione totale dalle attività ad esse inerenti. Continueranno ora le indagini per approfondire se ci sia il coinvolgimento di altri soggetti nella vicenda.

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