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Givova Scafati basket: arriva il ‘gigante’ americano Charles Thomas

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La Givova Scafati informa di aver concluso l’accordo con l’atleta statunitense . Ala grande / centro di 201 cm per 102 kg, dispone di importanti mezzi fisici, tali da renderlo un giocatore esplosivo e versatile, in grado di giocare si fronte che spalle al canestro, con numeri importanti ed esperienza da vendere, anche nei campionati italiani, dove gioca ininterrottamente già da tre anni.

 

Nato a Jackson (nel Mississippi) il 21 gennaio del 1986, il neo acquisto gialloblù cresceva cestisticamente, durante la high school, nelle fila degli Arkansas Razorbacks. La prima esperienza fuori dalla propria nazione risaliva al 2008/2009, durante la quale giocava prima per l’Atletico Bigua in Uruguay (15,3 punti e 9,98 rimbalzi di media), poi per il Forssan Korlpojat in Fionlandia (16,9 punti e 8,4 rimbalzi di media) ed infine per il KK Siroki Eronet in Bosnia. La stagione successiva passava in Ucraina, dove vi restava per diverse stagioni, iniziando nelle fila del Ferro ZNTU Zaporoshye (20 punti e 10,2 rimbalzi di media). Poi si spostava nel 2010/2011 all’Azovmash Mariupol (12,1 punti e 6,1 rimbalzi di media), in seguito al Dnipro Dnepropetrovsk (14,3 punti e 5,8 rimbalzi di media) ed infine (2012/2013) al Sk Cherkasy Monkeys (16,9 punti e 5,7 rimbalzi di media).

Dopo l’esperienza ucraina, si trasferiva in Francia per indossare la divisa del Chorale de Roanne Basket e poi (da dicembre 2013) in Libano con la maglia di Al Hekmeh Beirut (19,3 punti e 8,9 rimbalzi di media). Era poi la volta del campionato bulgaro con la casacca di Lukoil Academic Sofia, che svestiva a dicembre 2014 per tornare a giocare con Al Hekmeh Beirut (17,9 punti e 8,1 rimbalzi di media) e concludere la stagione in Israele con il Maccabi Ashdod, società con la quale militava anche nella stagione 2015/2016 (19,6 punti e 5,4 rimbalzi di media). Restava in Israele nella stagione 2016/2017 per favorire il Maccabi Rishon Le-Zion (12,5 punti e 4,8 rimbalzi). Poi iniziava l’avventura italiana, prima a Cantù in massima serie (12,2 punti e 4,2 rimbalzi di media), poi a Legnano in serie A2 (24,6 punti e 7,4 rimbalzi di media) ed infine, dopo una breve parentesi venezuelana con il Trotamundos de Carabobo, a Ravenna, dove, nell’ultima stagione, ha fatto registrare 19,9 punti e 6,6 rimbalzi di media.

Dichiarazione del responsabile scouting Enrico Longobardi: «Quest’anno per gli USA abbiamo deciso di iniziare andando sul sicuro, cioè firmando quello che probabilmente sarebbe stato l’MVP dello scorso campionato. Abbiamo sempre e solo puntato su Charles, è stato il nostro primo obiettivo fin dall’inizio e non abbiamo mai cercato nessun altro, anche perché vogliamo avere leader non solo tra il gruppo di italiani, che è pieno di giocatori di personalità, ma anche tra gli stranieri, che dovranno mettere la ciliegina sulla torta al mercato di alto livello che abbiamo portato avanti».

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Campionessa italiana di lancio del peso: ‘A Suarez cittadinanza a me no’

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“Ci sono extracomunitari di serie A (in tutti i sensi) ed extracomunitari di serie B, o meglio, c’è chi guadagna 10 milioni a stagione quindi ‘non glieli puoi far saltare perché non ha il B1′, e ci sono tanti giovani che come me hanno passato la maggior parte della loro vita qui, studiano o lavorano ma sono fantasmi per lo Stato”. Danielle Frederique Madam, 23 anni, da 16 e’ in Italia con la sua famiglia, a Pavia, ma la cittadinanza non ce l’ha: ha vinto cinque titoli italiani giovanili nel lancio del peso e una sfilza di altri trofei – l’ultimo conquistato appena 1 mese fa, il 22 agosto, campionessa regionale Lombardia 2020 -, e per questo la vicenda di Suarez l’ha fatta arrabbiare moltissimo. Originaria del Camerun, Danielle e’ in attesa della cittadinanza italiana, status che non arriva perche’ negli ultimi dieci anni ha vissuto in una casa famiglia e per questo ha il requisito del domicilio, ma non della residenza, e cio’ a livello burocratico appare un ostacolo difficilissimo fa superare. Nel frattempo ha frequentato le scuole italiane, e’ iscritta alla facolta’ di comunicazione, innovazione e multimedialità di Pavia ma senza cittadinanza non puo’ far parte della Nazionale ma puo’ gareggiare, anche a livello assoluto, come “equiparata”. “Ho sempre sperato di poter indossare la maglia azzurra e per quella avrei dato veramente tutto – scrive in un lungo post dal titolo Piccolo sfogo caso#Suarez – Sono in Italia dall’età di 7 anni (quindi da ben 16 anni!) e sin da piccola sono sempre stata una ragazza molto determinata, con lo studio come nell’atletica, ho sempre impostato la mia vita su piccoli grandi obiettivi da raggiungere. Ho fatto tutti i miei studi qui, frequento l’ultimo anno di università della facoltà di comunicazione, innovazione e multimedialità di Pavia, parlo perfettamente italiano e in atletica grazie ai miei sforzi, nel mio piccolo, ho vinto 5 titoli di campionessa italiana e molti di campionessa regionale assoluta, l’ultimo 1 mese fa…” “Questo piccolo sfogo perché!? Vi starete chiedendo… – scrive ancora – Succede che in Italia, più precisamente a Perugia il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza ha riscontrato diverse irregolarità sull’esame di certificazione della lingua italiana (al fine dell’ottenimento della cittadinanza italiana) sostenuto dal calciatore Luis Suarez: gli argomenti oggetto della prova d’esame sarebbero stati concordati preventivamente con il calciatore. Nonostante sia stata riscontrata una conoscenza solo elementare della lingua. Anche il voto finale sarebbe stato comunicato in anticipo al candidato. Questo e’ davvero troppo! – sottolinea l’atleta – Ci sono extracomunitari di serie A (in tutti i sensi) ed extracomunitari di serie B, o meglio, c’è chi guadagna 10 milioni a stagione quindi “non glieli puoi far saltare perché non ha il B1″, e ci sono tanti giovani che come me hanno passato la più parte della loro vita qui, studiano o lavorano ma sono fantasmi per lo stato”. Danielle Frederique Madam non perde comunque la speranza: “Nonostante tutto credo in questo paese, credo nella giustizia e spero che un giorno qualcuno dall’alto si metterà la mano sulla coscienza e penserà anche ai diritti negati ai noi, italiani di seconda generazione senza cittadinanza italiana”.

 

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Coronavirus, Lega Pallavolo Serie A e Federlab Italia siglano protocollo d’intesa per l’esecuzione di tamponi e test ai club

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Coronavirus, Lega Pallavolo Serie A e Federlab Italia siglano protocollo d’intesa per l’esecuzione di tamponi e test ai club.

La Lega Pallavolo Serie A, e Federlab Italia, tra le principali associazioni di categoria del comparto dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con il SSN, hanno siglato un protocollo d’intesa per l’esecuzione di tamponi e test per la ricerca degli anticorpi contro il virus della Sars Cov2, ai tesserati dei 48 Club di SuperLega, Serie A2 e A3 aderenti del Consorzio. L’associazione metterà a disposizione dei team la propria rete di laboratori (oltre 2mila strutture associate presenti su tutto il territorio nazionale), così da supportare le squadre della Lega Pallavolo Serie A nella sorveglianza epidemiologica e nel monitoraggio dei casi sospetti di Covid. Un call center dedicato sarà a disposizione dei club. Quindi, a seconda dei laboratori più vicini, ci si organizzerà in base alle necessità, inviando personale specializzato direttamente nei centri sportivi o nelle sedi individuate dalle società, così da poter eseguire lo screening direttamente “a domicilio” ed in tutta sicurezza, nel pieno rispetto delle normative regionali.
“Dopo quelli con la Lega Pro di Calcio, la Lega Nazionale Pallacanestro (LNB) e la Lega Pallavolo Serie A Femminile, sigliamo un altro importante protocollo in ambito sportivo, questa volta con il mondo della pallavolo maschile. Il tutto a conferma del ruolo sempre più centrale che la nostra associazione, intesa anche come network di aziende, sta svolgendo nel vasto panorama delle strutture poliambulatoriali italiane” spiega Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia. “Grazie allo sforzo prodotto dai nostri associati, siamo pronti ad offrire tutto il supporto che occorre per garantire sicurezza certificata ai ragazzi del volley italiano con l’auspicio che presto lo sport tutto possa tornare alla normalità”, conclude Lamberti.

 

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