Inquinava il Sarno: sequestrato il depuratore dell’industria ‘La Doria’

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

I carabinieri della stazione forestale di Sarno  hanno sequestrato un impianto di depurazione dell’impresa conserviera “La Doria s.p.a” a ridosso del fiume Sarno.

 

Il provvedimento e’ scattato nell’ambito dei controlli in corso agli scarichi industriali e civili, che finiscono nel fiume Sarno e nei suoi affluenti. Il decreto di sequestro preventivo e’ stato emesso dal Tribunale di Nocera Inferiore. Le indagini sono state condotte dai carabinieri insieme ai tecnici del Dipartimento Provinciale di Salerno dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale Campania e dell’ente Parco Regionale del Bacino Idrografico del fiume Sarno. La richiesta di sequestro dei pm Anna Chiara Fasano e del procuratore Antonio Centore è stata accolta dal gip Giovanni Pipola.

Il sequestro ha interessato le vasche situate a valle dell’impianto di depurazione del sito produttivo, in quanto non indicate quali aree di deposito temporaneo nell’atto di autorizzazione e nelle quali erano illecitamente depositati rifiuti liquidi e fanghi. Il provvedimento riguarda anche l’impianto di osmosi e filtrazione dell’ impresa, poiché durante il ciclo industriale le acque provenienti dall’ impianto venivano scaricate direttamente nel Rio Foce, affluente del fiume Sarno, che ricade nel parco Regionale del fiume Sarno, senza che fossero sottoposte ai prescritti trattamenti di depurazione.


PUBBLICITA

Shorts

● LIVE
Ultime notizie
Ultimo aggiornamento 13:44
05/04/2026 13:44

Pistola carica nascosta in un mattone: il blitz dei carabinieri a Poggioreale

05/04/2026 11:57

Napoli, targa fai-da-te con Word, ma sbaglia il numero di cifre: 48enne denunciato

05/04/2026 09:42

Napoli, spacca la faccia all'ex moglie per soldi: 48enne arrestato a Pianura

05/04/2026 09:12

Napoli, " Meno pistole, più scuola ": cittadini in piazza Carolina contro la guerra delle baby gang

05/04/2026 09:01

Arrestato a Portici, deve scontare oltre quattro anni di carcere

PUBBLICITA

Primo piano