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Cultura

In tutte le librerie italiane, l’ultimo libro di Stephen King: ‘Se scorre il sangue’

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Da oggi – 12 maggio – arriva nelle librerie italiane “Se scorre il sangue” (512 pagg,  21,90 euro), il nuovo libro di Stephen King.

Quattro racconti sulla paura pubblicate da Sperling & Kupfer nella traduzione di Luca Briasco, già in testa alle classifiche dei più venduti negli Usa, in Canada e in Gran Bretagna ad appena di due settimane dal suo esordio in pieno lockdown.

Nel racconto di Stephen King, il maestro dell’horror all’americana, che dà il titolo a questa raccolta, è una bomba alla Albert Macready Middle School a garantire i titoli cubitali delle prime pagine dei giornali e le cruente immagini di apertura dei telegiornali. Tra i milioni di spettatori inorriditi davanti allo schermo, però, ce n’è una che coglie una nota stonata. Holly Gibney, l’investigatrice che ha già avuto esperienze ai confini della realtà con “Mr Mercedes” e con l'”Outsider”, osserva la scena del crimine e si rende conto che qualcosa non va, che il primo inviato sul luogo della strage ha qualcosa di sbagliato. Inizia così “Se scorre il sangue”, sequel indipendente del bestseller “The Outsider”, protagonista la formidabile Holly nel suo primo caso da solista. Ma il lungo racconto dedicato alla detective preferita di King (come scrive lui stesso nella sua nota finale) è solo uno dei quattro che compongono la raccolta. Da “Il telefono del signor Harrigan”, dove vita e tecnologia si intrecciano in modo inusuale, a “La vita di Chuck”, ispirato a un cartellone pubblicitario, fino a “Ratto” – che gioca con la natura stessa del talento di uno scrittore – le storie di questa raccolta sono sorprendenti, fuori dagli schemi, a volte sentimentali, forse anche fuori dal tempo. In una parola, sublimemente kinghiane.

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Politica Napoli

Eleonora De Majo risponde a Colasio: ‘Napoli merita le scuse’

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De Majo a Colasio: “Napoli merita delle scuse, ha dimostrato senso di responsabilità”

 

Leggi la dichiarazione dell’assessore del Comune di Padova, Andrea Colasio:
https://www.padovaoggi.it/politica/assessore-colasio-servivano-provvedimenti-differenziati-qui-non-siamo-a-napoli.html

“Basta! Davvero non se ne può più!
Queste battute sarebbero fuori luogo anche pronunciate al bancone di un bar – così in un post su Facebook, l’assessore alla cultura del comune di Napoli Eleonora de Majo in merito alle parole pronunciate dall’assessore alla cultura del comune di Padova secondo cui Padova non è Napoli e c’è molto senso civico.

Parole pronunciate per contestare le misure contenute nell’ultimo DPCM e le chiusure dei ristoranti e dei luoghi della cultura e che, continua de Majo “dimostrano plasticamente quanto il razzismo, gli stereotipi carichi di pregiudizio e la sottocultura antimeridionale , siano sentimenti incrostati nelle viscere del nostro paese. La città merita delle scuse.

Napoli ha dimostrato in questi mesi, come tutte le altre città italiane, un enorme senso di responsabilità ed una straordinaria capacità di cura della comunità, nonostante un reddito procapite medio che è quasi la metà di molte città del settentrione. Napoli è stata la città delle mani tese e dei “panari” pieni di cibo calati ai balconi durante il lockdown per offrire a chi non aveva niente, qualcosa da mangiare.
È stata la città in cui d’estate si sono organizzati più di trecento eventi culturali piccoli e grandi, tra centro e periferia, tutti nel massimo rispetto delle prescrizioni e nella massima tutela della saluta pubblica.
È anche per questo che le parole dell’Assessore Colasio risultano ancora più deprecabili e fuori luogo e richiedono una immediata smentita.”

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