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Cultura

Per I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno, ‘Poesie’ di Eliana Forcignanò

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La poesia di Eliana Forcignanò è attraversata da un concerto di voci differenti che s’intersecano in un equilibrio armonico, oppure si puntellano a vicenda in un controcanto che dà al lettore un senso di vertiginosa precarietà, rispecchiando, in questo modo, l’esibito disagio interiore dell’autrice. (…) In questo suo continuo gettar semi per poi nasconderli, è come se l’autrice volesse invitare il lettore nel suo giardino privato, che è assieme lucente e tetro, e cioè nella parte di sé più segreta; ma poi è come se innalzasse attorno a quel giardino, per complicarne o comprometterne l’accesso, un intricato groviglio di rovi. (Simone Giorgino)

Eliana Forcignanò (Lecce, 1983) è laureata in Storia della Filosofia presso l’Università del Salento, con una tesi in Storia della filosofia antica sul pensiero politico di Platone. Collabora con testate giornalistiche cartacee e telematiche e, in virtù del suo interesse per la critica letteraria e la poesia, ha curato due saggi, rispettivamente sulla poetessa Claudia Ruggeri e su Vittorio Pagano, per l’antologia A Sud del Sud dei Santi (LietoColle, 2013). Nell’àmbito della scrittura poetica, la sua prima silloge è intitolata Fiato corto (LietoColle, 2011) cui è seguita D’abissi e rinascite (Spagine, 2014) e, più di recente, Guerrigliera (IQdB edizioni) che ha ricevuto una recensione sul mensile internazionale Poesia edito da Crocetti (Marzo 2016). Nel 2019 con Clueb pubblica Come sognava Jung. Male, miti e pulsione di morte dai testi originali delle Opere

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Cultura

Mattarella: ‘De Filippo genio creativo amato nel mondo, preziosa eredità da custodire’

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“Centoventi anni fa nasceva Eduardo De Filippo, straordinario protagonista del panorama culturale italiano del Novecento, autore prolifico e genio creativo apprezzato in tutto il mondo, che ha saputo coniugare tradizione e modernità”.

 

Lo ricorda in una dichiarazione il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Figlio d’arte – prosegue Mattarella – formatosi giovanissimo nell’ambito del teatro napoletano, ha sperimentato, nel corso della sua vasta e versatile carriera, percorsi inediti che, superando la comicità farsesca fine a sé stessa, hanno trasposto nella rappresentazione scenica i temi della realtà contemporanea, con le incertezze, le aspettative, le illusioni e i disincanti di una umanità segnata da eventi epocali e da forti contraddizioni. Il suo peculiare stile espressivo, incentrato sulla caratterizzazione dei personaggi impersonati, resi vitali e spontanei grazie a una raffinata tecnica di recitazione che univa al sapiente uso del dialetto, dando luogo a fraseggi entrati nel nostro patrimonio linguistico, l’intensa capacità interpretativa, ne testimonia l’abile maestria e il talento comunicativo”.

“Oltre alla qualità del repertorio artistico, ricco di capolavori di impareggiabile valore e di grandissima notorietà, estesosi nel tempo alla cinematografia, la figura di Eduardo De Filippo si è distinta anche per l’impegno sociale e civile sollecitando l’attenzione sulla tutela dei diritti dei minori detenuti negli Istituti di pena e sulla realizzazione di un teatro stabile nella sua città”. Ricorda ancora il presidente Mattarella. E poi aggiunge: “Il suo contributo al servizio del teatro e della cultura – aggiunge Mattarella – che gli valse l’assegnazione di prestigiosi premi e, nel 1981, il più alto riconoscimento con la nomina a Senatore a vita, costituisce tuttora un autentico punto di riferimento per generazioni di artisti e una preziosa eredita’ da custodire”.

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Arte e Musei

Il Canto di Circe: il trittico di Nello Petrucci, omaggio a Giordano Bruno, per Maggio dei Monumenti

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Il canto di Circe

L’opera Il Canto di Circe sarà fruibile dal 23 maggio online sulla pagina Facebook dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli attraverso un video realizzato dall’artista e successivamente la Biblioteca sarà aperta al pubblico con date e orari che verranno resi noti sempre attraverso la pagina Facebook dell’Assessorato.

 

La Sala delle Biblioteca del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli, ospita l’installazione site specific, dell’artista Nello Petrucci dal titolo “Il Canto di Circe” a cura di Marina Guida. Il progetto installativo pensato appositamente per questa occasione – e reso fruibile in streaming sui canali social dell’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli – è promosso dall’ Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli in collaborazione con Contemply nell’ambito della manifestazione Maggio dei Monumenti 2020 e presenta tre opere di grande formano, un trittico su tavola, omaggio al pensiero del filosofo nolano Giordano Bruno.
Non a caso è stata scelta dall’artista proprio la Sala della Biblioteca del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, luogo in cui il giovane filosofo ebbe modo di formare il suo pensiero critico ed indipendente, anche attraverso la lettura di testi proibiti di cui questa biblioteca era fornita.
E non è casuale nemmeno il giorno scelto per l’inaugurazione, quel 23 maggio in cui Giordano Bruno nel 1592 fu arrestato a Venezia e trasferito nelle carceri del Sant’Uffizio di San Domenico di Castello (Venezia). Le opere del trittico raccontano infatti proprio quell’avvenimento in tre momenti: il giorno della mancata abiura, la censura e l’arresto.
Nelle tre tavole di Petrucci – realizzate in tecnica mista fondendo decollage/collage, pittura, grafica computerizzata, fotografia e stampa in quadricromia – la potente icona del filosofo emerge sui frammenti di manifesti strappati che rappresentano simbolicamente le false credenze, i proclami e le finte certezze dell’era globalizzata e massificata. L’ispirazione per quest’opera è stata tratta dal libro il “Canto di Circe” che il filosofo Giordano Bruno pubblicò a Parigi 1582. Nella quarta, quinta e sesta “questione” del “Dialogo Primo” del libro, il filosofo descrive la vera natura di taluni esseri, umani in apparenza ma ferini nella sostanza e, riferendosi alla specie degli uomini ridiventati scimmie fa dichiarare a Circe: ”Questi animali – privi di qualsiasi utilità nelle faccende serie – si rendevano graditi ai magnati adulandoli, facendo gli istrioni e recitando la parte dei parassiti: anche adesso, giacché non possono portare pesi insieme agli asini, marciare in terra insieme ai cavalli, arare insieme ai buoi, pascersi di cadaveri insieme ai porci, non servono ad altro che a far ridere.” Circe descrive gli uomini scimmia, cortigiani del potere, oppositori del libero pensiero. L’artista Nello Petrucci riprende l’immagine della scimmia – in questo caso è la personificazione della censura, che blocca la libertà di pensiero e di espressione – e costruisce la scena con due figure antitetiche: la libertà di pensiero personificata da Giordano Bruno e la censura che tutti i poteri costituiti, dalla notte dei tempi, esercitano sulla prima, cercando di limitarla e sopprimerla in ogni sua forma.
Nello Petrucci dopo il 2018 – anno della sua residenza artistica presso il 3World Trade Centre, dove ha realizzato la monumentale The Essence of Lightness – ha iniziato a formulare un pensiero visivo che fonde gli stilemi ed i codici iconografici desunti dalla storia dell’arte dei secoli scorsi, con le soluzioni formali tipiche della street-art, in cui una complessa commistione di persistenze e citazioni, rimandi e parallelismi, formano un universo visivo che dà vita a immagini a cavallo tra l’antico ed il contemporaneo, offrendo molteplici livelli semantici. Il Canto di Circe può essere considerata un’opera di street art allestita in un luogo pubblico e rappresenta un omaggio al pensiero libero ed un invito ad andare simbolicamente oltre i doxa di tutte le forme dittatoriali di potere, manifeste o occulte e perseguire sempre la veritas, come il filosofo Giordano Bruno ci ha insegnato, con ostinazione e coraggio.

Nello Petrucci (Castellammare di Stabia, 1981) vive a Pompei ed è un artista e filmmaker italiano, laureato all’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Una curiosità onnivora, e un talento poliedrico, hanno generato l’inconfondibile stile dei suoi “Decollage”; tanto che i critici hanno coniato un nuovo termine, “Pop Cinetica”, per definire la sua arte. Una sua opera, The essence of lightness è esposta permanentemente al 45° piano del 3° World Trade Center di New York; unico italiano invitato ad esporre, insieme ai migliori street artist del mondo. Sempre a New York ha esposto due volte all’Agorà Gallery, e poi a Roma all’Ambasciata Americana di Roma con Over the Sky, una serie di tele dedicate all’11 settembre. Sul versante cinematografico, oltre a interpretare diversi ruoli in veste di attore, tra cui anche una piccola parte in Gangs of New York di Martin Scorsese, gira un cortometraggio Lost Love (2019) sul tema del razzismo e firma la regia del videoclip Remove the frame sul tema dell’omosessualità all’interno del Parco Archeologico di Pompei. Nel 2019 fonda la casa di produzione cinematografica Satyr M.B. production.

Scheda della mostra
Promosso da Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli
Titolo Il Canto di Circe
Autore Nello Petrucci
A cura di Marina Guida
Sede Complesso Monumentale S. Domenico Maggiore – Napoli
Date 23 maggio 2020 – 28 giugno 2020

 

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Cultura

Raiplay omaggia Eduardo a 120 anni dalla nascita

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Viso scarno e malinconico, occhi penetranti, voce dal timbro inconfondibile, maschera mai dimenticata del teatro napoletano nel mondo, questo era Eduardo De Filippo. A centoventi anni dalla nascita, il 24 maggio del 1900, RaiPlay propone una raccolta di quaranta commedie di cui De Filippo è stato autore e interprete indimenticabile. Come ”Filumena Marturano”, ”Il sindaco del rione sanità”, ”Napoli Milionaria”, ”Questi Fantasmi”, ”Gli esami non finiscono mai” e l’indimenticabile ”Natale in Casa Cupiello”. Nell’antologia di RaiPlay, anche ”Peppino Girella”, lo sceneggiato televisivo in sei puntate scritto, diretto e interpretato da Eduardo, nel quale racconta le difficoltà dell’esistenza quotidiana nei “bassi” di Napoli, il problema del lavoro minorile e il dramma della disoccupazione.

Inoltre, fanno parte dell’offerta RaiPlay, due grandi commedie di altri drammaturghi: ”Il Berretto a Sonagli” di Pirandello e ”Miseria e Nobiltà” di Scarpetta, che segna anche il debutto del piccolo Luca De Filippo, nelle quali Eduardo oltre ad essere interprete, ha anche curato adattamento e regia.

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