Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy

Cultura

Rientrati al MATT gli affreschi del Larario

Pubblicato

in



Ieri, mercoledì 29 gennaio, presso il , si è tenuto l’evento per il rientro degli affreschi del al MATT, dopo l’esposizione nella Mostra temporanea alle Scuderie del Quirinale in Roma. Hanno preso parte alla manifestazione di apertura della nuova Sala oltre al sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri, l’assessore alla Cultura Genny Falciano, il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo e il direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, Massimo Osanna.
“Il Museo Archeologico di Terzigno – dichiara il sindaco di Terzigno, Francesco Ranieri – è stata una scommessa, con numeri alla mano, che già ci sta dando soddisfazioni. Considerando che in soli tre mesi dall’inaugurazione abbiamo avuto oltre mille visitatori, a cui si aggiungono circa mille studenti delle scuole del territorio e sono stati organizzati oltre 15 eventi culturali di promozione del MATT”.
“La Mostra Archeologica – annuncia il sindaco – a breve sarà ampliata con l’esposizione di ulteriori affreschi del Triclinio, provenienti dalla Villa 6, ricostruendo l’intero Salone”.
Il sindaco conclude: “Questi straordinari risultati sono stati possibili grazie alle sinergie messe in campo con il direttore Massimo Osanna e il presidente Agostino Casillo che hanno creduto in questo progetto dell’Amministrazione Ranieri”.
“Siamo molto contenti di aver investito come Ente Parco Nazionale del Vesuvio su questo progetto che ha visto la realizzazione del MATT – Museo Archeologico Territoriale di Terzigno – dichiara Agostino Casillo, presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio – grazie alla stretta collaborazione con il Comune di Terzigno e con il Parco Archeologico di Pompei si stanno iniziando ad avere risultati di presenze molto interessanti”.
“Questo ci dice – aggiunge Casillo – che c’è una forte domanda di cultura e di fruizione di siti culturali e turistici sul nostro territorio. Tutto ciò si inserisce nel più ampio disegno del “Grande Progetto Vesuvio” con il quale stiamo riqualificando la rete sentieristica del Parco e la valorizzazione dei siti naturali che deve camminare di pari passo con quella dei siti archeologici e museali come questo di Terzigno”.
“Il rientro delle pitture del Larario della cosiddetta “Villa 6” di Terzigno al MATT è significativo, non solo per la possibilità di ammirare un reperto di grande bellezza, ma soprattutto come operazione di valorizzazione del territorio – dichiara il direttore generale Massimo Osanna — Tali eccezionali reperti, posti sotto la tutela del Parco Archeologico di Pompei, e inviati in giro per il mondo attraverso le grandi Mostre, per testimoniare un’epoca, farne conoscere gli usi, i costumi, l’arte e la cultura, devono prioritariamente avere dimora nel luogo della loro provenienza, al fine di raccontare in maniera adeguata il contesto originario e avvicinare i cittadini alle proprie origini e alla consapevolezza del grande patrimonio culturale a loro più prossimo. La struttura del MATT è un contenitore – espositore capace di dare risalto alle pitture di queste ville di campagna, che erano poste poco lontano dall’antica Pompei ed è grazie ad una valida collaborazione tra istituzioni che è stato possibile assicurarne un’ottimale valorizzazione e fruizione per il pubblico”.
Gli affreschi del Larario esposto al Museo MATT nella mostra “Pompei oltre le mura” è stato rinvenuto nella “Villa 6” il 6 giugno 1997; staccato dalla parete, è stato sottoposto a restauro conservativo e restitutivo.
L’ambiente cucina, dove è stato rinvenuto, è collocato nel quartiere residenziale a nord-ovest del Portico. La pittura del Larario è contemporanea alla realizzazione delle pitture di II stile, avvenuta intorno alla metà del I secolo a.C., che decoravano le altre stanze della villa. Questi affreschi del Larario sono tra i più significativi e meglio conservati dell’Area Vesuviana.

Continua a leggere
Pubblicità

Cultura

Premio Siani a Vincenzo Sbrizzi di NapoliToday: “Un onore per chi è nato a Torre Annunziata”

Pubblicato

in

Il Premio Siani 2020 è andato a Vincenzo Sbrizzi, giornalista di NapoliToday, per la pubblicazione “Torre Annunziata tra camorra e deindustrializzazione“.

Il riconoscimento è stato consegnato il 23 settembre durante l’iniziativa “Con Giancarlo Siani” per commemorare i 35 anni dalla morte del cronista ucciso dalla camorra. Insieme a Sbrizzi, il premio è andato anche a Simona Melorio, coautrice dello studio.

“Per un cronista di giudiziaria nato a Torre Annunziata e cresciuto come giornalista percorrendo le stesse strade e vivendo gli stessi luoghi che viveva Giancarlo – racconta Sbrizzi –, ricevere questo premio è un’emozione unica. Ancora oggi, a qualsiasi torrese venga detto di essere un giornalista si riceve come risposta «Vuoi diventare come Siani?». Un modello a cui, chiunque faccia questo mestiere, soprattutto in questa terra, aspira dal primo momento in cui inizia a scrivere. Questo riconoscimento è un onore che dà la forza e obbliga a continuare a raccontare la verità sulla nostra terra, anche se dolorosa”.

La diciassettesima edizione del Premio Siani, è stata coordinata da Gianmario Siani, presidente della Fondazione Giancarlo Siani onlus, e da Geppino Fiorenza, presidente onorario della stessa Fondazione. All’iniziativa, introdotta da Paolo Siani, fratello di Giancarlo, ha partecipato il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. Hanno partecipato, tra gli altri, anche il prefetto di Napoli, Marco Valentini e il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Deindustrializzazione e mafie: il caso di Torre Annunziata

Le crisi industriali influiscono sulla nascita dei fenomeni criminali? A questa domanda risponde la ricerca “Torre Annunziata tra camorra e deindustrializzazione”, scritta da Vincenzo Sbrizzi e Simona Melorio con l’introduzione di Isaia Sales e pubblicata da Editoriale Scientifica di Napoli. Finanziata dalla Fondazione Polis e realizzata con il centro ricerche “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa, la ricerca ha provato a fare luce su un periodo fondamentale per la storia cittadina.

La crisi industriale esplosa nel dopo terremoto del 1980 è stata contemporanea al fenomeno del contrabbando prima e della nascita del clan Gionta poi. Un’escalation che ha portato, dal punto di vista economico, alla dissoluzione del polo industriale oplontino, che si era guadagnato l’appellativo di “Manchester del Sud” e, dal punto di vista criminale, ad una serie di faide che hanno toccato il loro picco di drammaticità con la strage di Sant’Alessandro del 1984 e l’omicidio del giornalista Giancarlo Siani, corrispondente da Torre del quotidiano Il Mattino.

Attraverso lo studio di questi due binari, l’evoluzione economica cittadina e la nascita dei fenomeni criminali, i ricercatori hanno analizzato un caso per certi versi paradigmatico che ha fornito conferme sul ruolo delle crisi economiche nell’evoluzione degli scenari criminali. Una ricerca che ha ripercorso le vicende cittadine a partire dall’inizio dell’800 fino ad arrivare ai giorni nostri e che ha avuto negli anni ’70 e ’80 il suo focus principale.

Particolare attenzione è stata dedicata all’analisi dei dati demografici, occupazionali e delle statistiche dei reati di sangue, gli omicidi in particolare. Per il loro reperimento sono stati utilizzati gli atti giudiziari, gli atti ufficiali del Comune, le pubblicazioni scientifiche, le rassegne stampa degli articoli dell’epoca oltre che le interviste a testimoni privilegiati di quel periodo storico. La ricerca dei dati ha, infine, potuto contare sull’opera certosina della Polizia di Stato, attraverso il reperimento e l’analisi dei dati di Nunzia Brancati che è riuscita a ricostruire ogni singolo delitto commesso a Torre Annunziata dal 1980 al 2018, della giornalista e ricercatrice Rita Annunziata e degli stagisti Antonio Pelliccia e Roberto Scotti. L’opera si è avvalsa inoltre della consulenza di Antonio Fisichella.

Continua a leggere



Pubblicità

DALLA HOME

Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

Inserisci la tua email:

Gestito da Google FeedBurner

Le Notizie più lette