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Cronaca

Incidente mentre va al Cenone di Capodanno: muore 48enne di Poggiomarino, grave il figlio di 9 anni

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Si stava recando da alcuni familiari per il cenone di Capodanno ed era a bordo della sua Fiat 500 X con il figlio di 9 anni, quando, da una via laterale, è spuntata un’auto che ha centrato in pieno la sua e l’ha fatta prima capovolgere e poi schiantarsi contro un palo. Il tragico impatto è avvenuto tra Poggiomarino e San Giuseppe Vesuviano, in provincia di Napoli. Senza scampo il 47enne Giuseppe Orbuso, è rimasto incastrato tra le lamiere; il figlio è stato sbalzato fuori dalla vettura e adesso è ricoverato in condizioni serie all’ospedale pediatrico di Napoli Santobono, ma non in pericolo di vita. Feriti anche gli occupanti dell’altra auto.

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Cronaca

Rapina Rolex napoletano in trasferta grave in ospedale a Milano: si è schiantato nella fuga

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E’ ricoverato a Milano in fin di vita una noto rapina Rolex napoletano in trasferta. Si tratta di Espedito Torino, 46anni originario del rione Sanità.

 

L’uomo ,secondo la ricostruzione fatta dalla polizia si è schiantato contro un palo con il scooter curante la fuga dopo aver commesso uno scippo da 38mila euro per un Patek Philippe. L’uomo- come anticipa Il Mattino- faceva parte di una batteria di rapjna Rolex cosiddetti trasfertisti che mettono a segno i colpi con la famosa tecnica dello specchietto. E’ accaduto lo stesso tre giorni fa quando Torino insieme con due complici in sella a un secondo scooter , dopo aver adocchiato vittima, sono entrati in azione.

Poco prima delle 18.30 in piazza della Repubblica un complice di Espedito Torino ha affiancato una Porsche urtandone lo specchietto. Quindi il noto rapinatore è arrivato con un secondo scooter insieme con un terzo complice strappando il Patek Philippe dal polso del guidatore. Ma questi non si è arreso e ha rincorso in auto i banditi. Pochi metri e Torino con lo scooter si è schiantato contro il palo. Il complice che era seduto sul sellino posteriore è risuscito a rialzarsi facendo perdere le sue tracce. Sul posto sono arrivati ambulanza e polizia. Torino è stato trasportato al Policlinico in prognosi riservata per le fratture al bacino, alle costole, al braccio ed un trauma cranico. Gli investigatori stanno accertando la dinamica attraverso la visione delle immagini delle telecamere della zona. E intanto è caccia ai due complici del rapinatore napoletano.  Torino non è nuovo a “imprese” del genere. Era già stato arrestato sempre a Milano nel 2009 per la rapina di un Rolex e nel 2016. Con la sua banda, aveva anche rapinato il Rolex al viceallenatore del Milan, Nenad Sakic.

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A Natale del 2018 a Torino invece trovò la morte un altro specialista rapina Rolex in trasferta. Si tratta di Nunzio Giuliano, figlio del noto boss pentito di Forcella, Guglielmo Giuliano. L’uomo, 36 anni mori il 30 dicembre del 2018 dopo oltre un mese di agonia all’ospedale Cto di Torino.

 

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Caserta e Provincia

Camorra, sequestro beni per 36 milioni di euro a imprenditore edile

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I Finanzieri dei Nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bologna e Napoli hanno eseguito, tra la Campania e il Lazio (nelle province di Napoli, Caserta e Latina).

 

Il provvedimento di confisca di prevenzione di un ingente patrimonio del valore di oltre 36 milioni di euro riconducibile a Morlando Antimo (classe ’61), imprenditore nel settore edile e personaggio di spicco di organizzazioni criminali attive sul territorio.

 

Il provvedimento ablativo è stato emesso dal Tribunale di Napoli (Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione) su proposta della locale Direzione Distrettuale Antimafia e ha riguardato beni mobili, immobili, società e rapporti finanziari riconducibili al Morlando, ai suoi familiari e a “prestanome”.

Già nel mese di luglio del 2017 l’imprenditore era stato tratto in arresto dai citati Reparti nell’ambito dell’operazione “Omphalos”, in quanto ritenuto responsabile dei reati di usura, esercizio abusivo di attività finanziaria, intestazione fittizia di quote societarie, intestazione fittizia di beni e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, aggravati dal cosiddetto “metodo mafioso”, per aver agevolato i clan camorristici “Morelli” prima e “Aversano” poi, attivi nei comuni di Grumo Nevano, Casandrino e Sant’Antimo.

Il Morlando, già tratto in arresto, in passato, per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, era considerato il fulcro della pianificazione delle attività estorsive sul territorio, materialmente eseguite da altri affiliati, come emerso dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Nel tempo si era poi dedicato ai prestiti usurai, riuscendo a penetrare in realtà societarie già affermate e a prenderne il controllo in maniera occulta e surrettizia. Ha inoltre investito nel settore immobiliare ed è stato artefice di una serie di truffe nel settore assicurativo, pur mantenendo la piena partecipazione alle diverse vicende criminali di carattere associativo perpetrate dai sodalizi camorristici di cui comunque faceva parte.

L’odierno provvedimento di confisca costituisce l’epilogo di complesse indagini di polizia economico-finanziaria condotte in stretta collaborazione dalle Fiamme Gialle felsinee e quelle campane, che hanno permesso di ricostruire l’intero compendio patrimoniale illecitamente accumulato dall’imprenditore e di assicurare nelle casse dello Stato un ingentissimo patrimonio definitivamente sottratto alla disponibilità della malavita.

 

L’attività di servizio conferma, ancora una volta, come uno dei prioritari obiettivi del Corpo sia quello di aggredire, con le misure di prevenzione, i patrimoni illecitamente accumulati dalla c.d. “criminalità da profitto”, ovvero da quanti vivono di traffici delittuosi o traggono il proprio reddito dai proventi dell’attività criminale.

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