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Caserta e Provincia

70enne vittima di un malore mentre si trovava nella pizzeria

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E’ successo nella serata di ieri a Piedimonte Matese dove un uomo di 70 anni è stato stroncato da un malore mentre si trovava all’interno di un locale. L’uomo ha trascorso la serata spensierata con amici e familiari quando, verso l’ora di chiusura della pizzeria, è crollato al suolo per un malore. Immediatamente è stata allertata l’ambulanza che è giunta sul posto in pochi minuti. Per l’uomo, però, ormai non c’era più nulla da fare. I medici non hanno potuto fare altro che constatare l’avvenuto decesso.

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Campania

Coronavirus, muore anziana a San Cipriano di Aversa

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Coronavirus, muore anziana a San Cipriano di Aversa. Si torna a morire nel Casertano.

 

Altro decesso di paziente positiva al Coronavirus: a dare la notizia è il sindaco di San Cipriano di Aversa, Vincenzo Caterino che ha dichiarato in un lungo post diretto ai cittadini: “Ci sono aggiornamenti circa la situazione contagio sul nostro territorio. Si sono registrati in totale 46 positivi al Covid, ad oggi si registrano 17 guariti e purtroppo un decesso – scrive il primo cittadino sul proprio profilo Facebook -.

Alla famiglia vanno il nostro cordoglio e vicinanza. San Cipriano conta 28 positivi attuali. Questi nuovi casi ci devono far riflettere, il pericolo è sempre costante e attuale, pertanto l’invito è sempre quello di rispettare senza eccezioni le regole, usare la massima prudenza e tutti gli strumenti che abbiamo per contenere il contagio: evitare gli assembramenti, utilizzare la mascherina, lavare spesso le mani, mantenere la distanza di sicurezza. Attendiamo ancora il risultato di diversi tamponi, vi terrò costantemente aggiornati sui risultati”.

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Caserta e Provincia

Camorra, sequestro beni per 36 milioni di euro a imprenditore edile

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I Finanzieri dei Nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Bologna e Napoli hanno eseguito, tra la Campania e il Lazio (nelle province di Napoli, Caserta e Latina).

 

Il provvedimento di confisca di prevenzione di un ingente patrimonio del valore di oltre 36 milioni di euro riconducibile a Morlando Antimo (classe ’61), imprenditore nel settore edile e personaggio di spicco di organizzazioni criminali attive sul territorio.

 

Il provvedimento ablativo è stato emesso dal Tribunale di Napoli (Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione) su proposta della locale Direzione Distrettuale Antimafia e ha riguardato beni mobili, immobili, società e rapporti finanziari riconducibili al Morlando, ai suoi familiari e a “prestanome”.

Già nel mese di luglio del 2017 l’imprenditore era stato tratto in arresto dai citati Reparti nell’ambito dell’operazione “Omphalos”, in quanto ritenuto responsabile dei reati di usura, esercizio abusivo di attività finanziaria, intestazione fittizia di quote societarie, intestazione fittizia di beni e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, aggravati dal cosiddetto “metodo mafioso”, per aver agevolato i clan camorristici “Morelli” prima e “Aversano” poi, attivi nei comuni di Grumo Nevano, Casandrino e Sant’Antimo.

Il Morlando, già tratto in arresto, in passato, per concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso, era considerato il fulcro della pianificazione delle attività estorsive sul territorio, materialmente eseguite da altri affiliati, come emerso dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia.

Nel tempo si era poi dedicato ai prestiti usurai, riuscendo a penetrare in realtà societarie già affermate e a prenderne il controllo in maniera occulta e surrettizia. Ha inoltre investito nel settore immobiliare ed è stato artefice di una serie di truffe nel settore assicurativo, pur mantenendo la piena partecipazione alle diverse vicende criminali di carattere associativo perpetrate dai sodalizi camorristici di cui comunque faceva parte.

L’odierno provvedimento di confisca costituisce l’epilogo di complesse indagini di polizia economico-finanziaria condotte in stretta collaborazione dalle Fiamme Gialle felsinee e quelle campane, che hanno permesso di ricostruire l’intero compendio patrimoniale illecitamente accumulato dall’imprenditore e di assicurare nelle casse dello Stato un ingentissimo patrimonio definitivamente sottratto alla disponibilità della malavita.

 

L’attività di servizio conferma, ancora una volta, come uno dei prioritari obiettivi del Corpo sia quello di aggredire, con le misure di prevenzione, i patrimoni illecitamente accumulati dalla c.d. “criminalità da profitto”, ovvero da quanti vivono di traffici delittuosi o traggono il proprio reddito dai proventi dell’attività criminale.

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