Nel fascicolo che la procura di Nord ha depositato al tribunale del Riesame di Santa Maria Capua Vetere ci sono quattordici interrogatori di tecnici e dirigenti di Rfi, Astaldi e Italfer, oltre che a collaudatori, ingegneri e tecnici del Comune di Afragola  dove il 6 giugno 2018 è stata inaugurata la stazione dell’alta velocità firmata da Zaha Hadid finita al centro di diverse indagini. I pm Giovanni Corona e Domenico Airoma lo scrivono a chiare lettere: “E’ stata inaugurata frettolosamente”, con collaudi che sono arrivati in tempo sospetti e in alcuni casi falsificati. Il 23 febbraio 2018, come risulta agli atti, la stazione è ancora senza certificato di collaudo statico e questo faceva irritare Roberto Pagone, responsabile di Rfi per il Meridione. Ma il collaudo non arriva e per questo, come rilevato dalle intercettazioni, suggerisce ad un altro tecnico di togliere l’incarico di collaudatore a Donato Inglese. Ecco la sintesi della telefonata fatta dalla polizia giudiziaria. Pagone chiama Evangelista e gli chiede della questione del collaudo di Afragola. Luigi dice che c’è tutto e mancano solo le certificazioni dei lavori e degli ultimissimi ritocchi ed elementi di non conformità. Allora il manager gli chiede di pressare dato “che sta diventando una barzelletta. Se Inglese non se la sente lo dicesse e si togliesse di mezzo. Il compito della società à individuare le persone che si pigliano le responsabilità e quelle che non colgono”.


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