Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy

Arte e Musei

Scavi di Pompei e i 50 anni trascorsi in attesa del nuovo Antiquarium

Pubblicato

in



Pompei. Mr Qualunque ci ha portati in giro per il Foro da ormai quattro articoli su queste colonne digitali di Cronache della Campania. Quindi procediamo con il quinto articolo dedicato alla visita del nostro turista “alla spicciolata”, Mr Qualunque. Egli aveva appena tirato un sospiro di sollievo per l’imminente sosta all’Autogrill, pregustata dopo averlo sbirciato più volte attraverso l’arco onorifico di mattoni, al fianco del Tempio di Giove nel Foro pompeiano. Mr Qualunque sta quindi per avviarsi finalmente ad attraversare il fornice dell’Arco che lo separa ancora dal Posto di ristoro. A pochi passi ormai. Stanco di cercare con il cellulare la rete WIFI del Parco Archeologico che continua a latitare. Mr Qualunque sbircia in extremis la guida illustrata acquistata da una delle bancarelle dei Souvenir fuori dagli Scavi e legge che quell’arco d’onore era probabilmente dedicato a Germanico e sostituiva quello che era dedicato prima a Caligola.

La guida cartacea non gli racconta altro. Nemmeno che – prima che il Capannone di ferraglia da lui visto nel Foro divenisse l’unica Sala di esposizione di Pompei – i tanti reperti ivi ammassati erano precedentemente esposti nell’ Antiquarium. Mr Qualunque non lo saprà mai. Come non saprà mai che l’’Antiquarium funzionava da… Antiquarium, prima che un gravissimo furto ne portasse via ori e preziosi, negli anni Settanta del Novecento. Né saprà che l’Antiquarium, dopo un lungo periodo di “chiusura per furto” doveva essere interessato da lavori di ristrutturazione per la sua riapertura nei successivi anni Ottanta, con i fondi del famoso terremoto.Fu a quel punto che i suoi reperti scampati al furto furono trasportati in quel capannone di ferraglia “temporaneamente”. Circa quaranta anni or sono! Siamo quindi a un’era geologica fa.

Steve Jobs era appena ventenne e l’iPhone non lo aveva ancora inventato. Il Capannone di ferraglia era già là. Ma sta ancora là, a imperitura memoria.Mr qualunque non saprà nemmeno che i lavori per la ristrutturazione dell’Antiquarium iniziati nei primi anni Ottanta sono poi durati oltre un quarto di secolo. Coetanei del MOSE di Venezia, come si vede. Nelle more però, le paratie del MOSE si sono arrugginite e l’Antiquarium non fa più…l’Antiquarium. Oggi l’ex Antiquarium fa da “preambolo” alla visita degli Scavi e da locale per eventi e mostre temporanee. Ma soprattutto funge da sala vendita. Una fine davvero ingloriosa per quello che fu il vanto di Amedeo Maiuri, che nel dopoguerra ne volle la ricostruzione dopo i gravi bombardamenti che si accanirono sull’area archeologica di Pompei. Oltre un centinaio furono infatti lei bombe sganciate durante le incursioni dai Bombardieri alleati.

In quell’Antiquarium angusto e modesto – pur con il limiti di spazio e allestimento che esso aveva – ci sono però passate la maggiore intellighenzia internazionale e decine di milioni di Mr Qualunque. Nessuno, letteralmente nessuno faceva a meno di visitarlo. Un capannone di ferraglia non può raccogliere una tale eredità.Il Problema di un Museo Pompeiano si pone. Se ne deve discutere. Dentro e fuori delle mura della Città antica. Noi lo faremo anche dalle colonne di questo giornale. Intanto però dobbiamo tornare da Mr Qualunque, il quale non si pone il problema anche perché finalmente vede – al di là di ogni possibile e residuo dubbio – le ampie vetrine del Posto di Ristoro Autogrill degli .Egli rimane però un attimo interdetto in quanto – senza essere certamente un esperto, né un esteta – ne coglie il “fuori scala” dimensionale rispetto al contesto urbano antico.

Le altre botteghe pompeiane – disseminate intorno – appaiono dotate di aperture “giuste”. A misura di muri tirati su con la calce, non con il cemento armato, sia pure rivestito di mattoncini pseudo romani, per un evidente soprassalto di pudore di chi autorizzò quelle vetrine in passato. Un passato abbastanza remoto, che ci permette di dire – senza che nessuno se ne dolga – che sono un vero schifo. Un inverecondo “falso storico”, come si potrebbe dire in architettese archeologico. Non andiamo oltre perché MR Qualunque, senza ulteriori remore, si avvia con passo deciso verso l’ingresso al Posto di Ristoro Autogrill. Noi lo seguiremo…

Federico L. I. Federico

Continua a leggere
Pubblicità

Arte e Musei

Aperto al pubblico 23 anni dopo il Museo Archeologico di Stabiae

Pubblicato

in

Aperto al pubblico 23 anni dopo il Museo Archeologico di Stabiae.

Anche Castellammare ha finalmente il suo “luogo delle muse”… Dopo 23 anni di attesa, ai reperti viene finalmente restituita la dignità. Era dal 1997, infatti, che le porte dell’Antiquarium di via Marco Mario a Castellammare di Stabia avevano chiuso ai battenti. Si scrive una nuova pagina per Stabiae, per anni rimasta bianca perché nessuno si curava fino in fondo di cominciare a scrivere, fino a un anno fa circa, quando è stato firmato un accordo tra il Sindaco Gaetano Cimmino e il Direttore Generale dei Musei Massimo Osanna (allora già direttore del Parco Archeologico di Pompei).

I reperti dell’Antiquarium verranno man mano disposti nell’attuale ubicazione, Palazzo Reale di Quisisana e step dopo step verranno aperte sempre più sale (come dichiarato ieri da Osanna e Cimmino). Dunque, questo è solo l’inizio.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Castellammare, inaugurato il Museo Archeologico di Stabiae Libero D’Orsi

Museo Libero D’Orsi di Castellammare: sanata una frattura con la storia della città

Durante la giornata di venerd’, nel corso della quale c’è stata l’inaugurazione alla presenza del Sindaco Cimmino, del Direttore Generale dei Musei Osanna, del Direttore degli Scavi di Stabia Francesco Muscolino (nonché nuovo direttore del Museo Archeologico di Cagliari) e di altre personalità illustri, il Sindaco ha conferito la cittadinanza onoraria a Osanna, visivamente emozionato.

Il Museo è, dunque, ufficialmente aperto al pubblico da oggi.

Per quanto riguarda gli orari di apertura:
-estivi 9-19 (con ultimo ingresso alle 18);
-invernali 9-17 (con ultimo ingresso alle 16).

Per i biglietti, invece, bisognerà prenotare sulla piattaforma TicketOne e seguiranno i seguenti prezzi:
-intero €6,00 (+ €1,50 su prevendita online);
-ridotto €2,00 (+ €1,50 su prevendita online);
-gratuità come da normativa (si consiglia di informarsi sul sito ufficiale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo).

La chiusura settimanale sarà il martedì. Per ulteriori informazioni utili si consiglia di visitare il sito ufficiale del parco archeologico di Pompei.

Ivana Rita Afeltra

Continua a leggere



Pubblicità

DALLA HOME

Pubblicità

Iscriviti alla Newsletter

Inserisci la tua email:

Gestito da Google FeedBurner

Le Notizie più lette