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Nove dipinti e dieci disegni attribuiti ad Amedeo Modigliani che i carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale sospettano possano essere falsi sono stati sequestrati nel corso di perquisizioni tra Modena, Firenze e Venezia nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla procura di Spoleto. I militari hanno anche individuato quello che è ritenuto un “attrezzatissimo laboratorio per la falsificazione” nella disponibilità di un pensionato modenese accusato di contraffazione d’opere d’arte. Sequestrati anche 13 dipinti attribuiti a Lucian Freud, due ad Antonio Bueno e uno a Maurice Utrillo. I militari hanno recuperato anche numerosi timbri, sigilli e vecchie etichette, nonche’ materiale ritenuto idoneo alla falsificazione, riscontrato anche sul retro dei quadri. Il valore delle opere sequestrate, qualora fossero state immesse sul mercato come autentiche, sarebbe ammontato – hanno riferito i militari – a centinaia di milioni di euro. Alcune delle opere, tutte risultate corredate di certificazioni di archiviazioni sottoscritte dal responsabile del concept bord e dal presidente dell’istituto Amedeo Modigliani di Spoleto, erano state esposte nel corso della mostra “Gli amici di Modigliani e l’agguato sociale”, tenutasi presso la Casa Amedeo Modigliani di Spoleto in occasione del Festival dei due Mondi e prima ancora a quella “Modigliani e l’art negre'”. I nuovi sequestri rappresentano gli sviluppi di un’indagine avviata dalla procura di Palermo poi passata per competenza territoriale a quella di Spoleto.
I quadri sequestrati erano – si è appreso dagli investigatori – tra il laboratorio e l’abitazione del pensionato, in passato pittore, nel centro di Modena. Il 31 marzo scorso i carabinieri del comando Tutela patrimonio culturale, su delega della procura di Palermo, avevano sequestrato due dipinti sospettati di essere falsi attribuiti al maestro livornese, esposti in mostra presso il Palazzo Bonocore del capoluogo siciliano. Contestualmente, a Roma e Spoleto, erano state eseguite perquisizioni a carico del presidente dell’Istituto Amedeo Modigliani e del curatore della mostra, entrambi indagati. Veniva così rinvenuta “copiosa documentazione” – riferiscono gli investigatori – relativa all’organizzazione della mostra e alla provenienza delle opere. Venivano inoltre sequestrati 27 beni d’arte di pregio (tra cui tre opere grafiche di Modigliani e 24 dipinti a firma di Picasso, Chagall, De Nittis, Boldini, Dali’ e Guttuso), molti ritenuti non autentici, e materiale informatico considerato interessante per gli ulteriori approfondimenti investigativi, svolti dai militari della Sezione falsificazione ed arte contemporanea del reparto operativo, con il coordinamento della procura della Repubblica di Spoleto, alla quale è stato trasmesso il fascicolo per competenza territoriale. In particolare i carabinieri – si legge in una loro nota – hanno accertato “l’evidente attività” di certificazione e attribuzione di beni d’arte a vari artisti, fra i quali Modigliani, posta in essere, dietro pagamento di un compenso, dal concept bord dell’Istituto Amedeo Modigliani. Tutte le certificazioni – è emerso dagli accertamenti – sono infatti risultate sottoscritte dal presidente dell’Istituto.


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