E’ stata riaperta al pubblico, dopo trentasei anni, la Casa del Bicentenario nell’area archeologica di Ercolano. La cerimonia di riapertura è stata tenuta oggi alla presenza del ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini. La Casa del Bicentenario si trova nel centro della antica Ercolano, affacciata sulla strada principale. Si tratta di un’abitazione di lusso, vicina alla piazza. La casa fu chiusa nel 1983 a causa dei dissesti di ordine strutturale. Il percorso di restauro è stato intrapreso anni fa dalla Soprintendenza di Pompei e tra i partner il parco archeologico di Ercolano, il Pakard Humanities Institute e Istituto Pakard per i Beni culturali nell’ambito dell’Herculaneum Conservation Project (Hcp) e Getty Conservation Institute (Gci). L’apertura dopo più di trentacinque anni della Casa del Bicentenario “è un’altra prova della storia di un riscatto”. Ha detto il ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, al Parco archeologico di Ercolano. “Ercolano ha superato i 500mila visitatori. Qui si fa ricerca, si migliorano i servizi ed è un luogo di grande attrattività. Quello che è successo con riflettori più accesi su Pompei, in questi anni è successo anche a Ercolano e sarà una strada su cui continueremo a investire. Un orgoglio del Paese” ha aggiunto.
Nel peristilio della casa è presente è possibile osservare il lavoro in atto per consentire di nuovo l’accesso al primo piano nel retro della casa e alla ‘croce’ creduta cristiana. “La cura scientifica che contraddistingue l’opera condotta a Ercolano – continua il Ministro – rappresenta un modello” e sarà l’opportunità per “cittadini e turisti di tornare ad ammirare una delle case più interessanti del sito”. Alla riapertura anche il Direttore del Parco archeologico di Ercolano Francesco Sirano: “il progetto del Bicentenario come approccio bifronte rivolto non solo alla cura e alla conservazione del sito ma anche alla riconnessione al territorio di riferimento. Non è un caso che l’inaugurazione si svolga in concomitanza con i lavori di recupero urbani a via Mare”.
Proprio su questo progetto si sofferma il sindaco di Ercolano, Ciro Bonajuto “la prossima tappa è l’inaugurazione della passegggiata archeologica sul pontile di via Mare, che ha un valore simbolico perchè in questa zona, 10 anni fa, venne ucciso Salvatore Barbaro un ragazzo innocente che aveva l’unica colpa di guidare un’auto uguale a quella di un boss”. Le misure previste lungo via Mare hanno previsto l’abbattimento del muro di confine, e l’apertura di uno spazio pubblico verde, gestito in parte dal Parco Archeologico di Ercolano e in parte dal Comune, nel cuore del centro storic, affacciato sul sito archeologico e in corrispondenza del Teatro antico sotterraneo. “Ercolano come Pompei, ha dimostrato negli ultimi anni di essere un esempio virtuoso di gestione pubblica in grado di garantire la salvaguardia e la conservazione del sito e di saperne rilanciare l’immagine” spiega Massimo Osanna, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei.

Redazione
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