“La riforma della prescrizione del ministro Bonafede, la cui entrata in vigore e’ prevista il prossimo primo gennaio, e’ una grande truffa informativa a danno dei cittadini, non solo perche’ riguarda una minima parte dei processi, ma anche perche’ le prescrizioni hanno gia’ dei tempi lunghissimi, fino a 60 anni”. Lo ha detto il presidente dell’Unione delle Camere penali italiane (Ucpi), Gian Domenico Caiazza, in una conferenza stampa a Roma, nella sede dell’Ucpi. Per Caiazza, “con questa riforma e’ come se si volesse intervenire sul problema del deterioramento del cibo togliendo la data di scadenza, anziche’ cercando di agire sui fattori per cui abbiamo del cibo in eccesso in vendita, come puo’ essere la quantita’ prodotta”. Il numero uno dell’Ucpi ha poi lanciato un grido di allarme: “Ci sta per esplodere una bomba atomica nei tribunali. Chiediamo che almeno il ministro tenga fede a quello che aveva promesso, cioe’ che si intervenga anche sulla durata dei processi. I tempi delle prescrizioni sono gia’ lunghissimi, parliamo di reati per i quali la prescrizione e’ di 60 anni, come nel caso del sequestro di persona a scopo di estorsione, o di 40 anni, com’e’ per l’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Inoltre, la recente riforma Orlando ha aumentato i termini della prescrizione per alcune tipologie di reato, come per la corruzione in atti giudiziari, con la prescrizione passata da 25 a 30 anni, o per la corruzione per l’esercizio della funzione, i cui termini di prescrizione sono passati da 10 a 12 anni”. L’Ucpi ha realizzato con Eurispes una ricerca sui reali motivi dell’irragionevole durata dei processi ed e’ emerso che il 64% dei rinvii ad altra udienza e’ dovuto a cause “processualmente fisiologiche”, quali l’assenza dei testi, il tentativo di conciliazione o la richiesta di messa alla prova. Un 16,2% dei rinvii e’ invece causato da “disfunzioni del sistema, attinenti agli uffici del giudice, del pm o a problemi di cancelleria”, un 4% e’ dovuto a “impedimenti del difensore o dell’imputato” e un 15,8% ad altro. Ci sono poi grandi differenze da citta’ a citta’: secondo i dati ufficiali 2017 e primo semestre 2018 del ministero della Giustizia, la durata media dei procedimenti penali per reati ordinari e’ di 161 giorni a Trento (prima in classifica per efficienza), 376 giorni a Firenze, 390 giorni a Napoli, 466 giorni a Roma e, infine, di 663 giorni a Brescia. “Tutto dipende dall’organizzazione degli uffici giudiziari”, fanno notare dall’Ucpi, aggiungendo che la protesta in corso in questi giorni “e’ solo la prima iniziativa di una serie di azioni che intendiamo intraprendere per impedire la profonda incivilta’ giuridica che comporta la riforma”.

Renato Pagano
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