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Cultura

Conclusa la V edizione di Story Riders con la premiazione dei racconti vincitori

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Il “”, tema Unesco dell’anno, è stato il centro dell’ultimo appuntamento della quinta edizione di Storyriders di domenica 6 ottobre. Alle 16:30 “Il salotto delle storie”, ne “I luoghi della memoria” è stato ricordato Michele Prisco nei i suoi viaggi dalla figlia Annella, che si soffermerà portando anche una nota nostalgica, sul ricordo del viaggiare lento di una volta in compagnia del padre. Come ogni anno, Raffaele Aragona con Cinzia Dato che questa volta hanno raccontato del viaggio di un inglese del ‘700 da Londra a Parigi per arrivare a Napoli all’ombra del Vulcano. Il giornalista Marcello Napoli con il critico Francesco d’Episcopo hanno raccontato invece gli anni del poeta Alfonso Gatto esiliato in Sardegna in una sorta di turismo coatto.
La manifestazione si è chiusa con l’attrice Eliana Miglio che ha presentato e premiato, con il presidente della BCC Buccino Comuni Cilentani, Lucio Alfieri e la giornalista Rosaria Sica le aziende eccellenti del territorio e i vincitori del concorso , riservato a scrittori e fotografi. Racconti letterari inviati da tutti Italia al concorso , organizzato nell’ambito della manifestazione, unitamente ad un laboratorio di scrittura ri-creativa.
Common People il concorso letterario di StoryRiders, ha riscontrato un notevole successo attestandosi come una competizione che va ben oltre il paese medievale di nel Cilento dove si propone e sviluppa.
“Sono molto soddisfatta – ha dichiarato Angela Riccio, ideatrice dell’evento e proprietaria della Dimora Storica Borgo Riccio, che offre ospitalità a tutti i partecipanti – Il tema del turismo lento, scelto dall’Unesco come argomento dell’anno e da noi ripreso nel bando di concorso come fil rouge per i racconti , è stato premiante. I tanti racconti pervenuti da tutta Italia ci rafforzano nella convinzione di come questo tipo di eventi sia fondamentale per promuovere un territorio ricco di storia e di cultura come il Cilento”Tra i tanti racconti, più che raddoppiati rispetto allo scorso anno, quelli selezionati per la pubblicazione sono stati solo 15, cui si aggiungono i tre premiati e i Premi Speciali della Giuria. Cinque i racconti provenienti dalla regione Campania tra cui il vincitore Gianluca Papadia con La crociera. Il secondo premio è andato ad un milanese Cristiano Fabris con Una faccia una razza, mentre il terzo premio ex equo se lo sono aggiudicato due romani Sani Fabrizio con Cappotto Rosso e Anna Pasquini con La fine del mondo. Il premio assoluto per la migliore fotografia è andato ad un artista di Como Agostino Scarabelli per l’immagine Verde oro:essenza del Cilento. Premi Speciali della Giuria se li sono aggiudicati il torinese Enrico Danna con Nonno John e il napoletano Giancarlo Marino con Parigi.
Una Giuria che non ha concesso sconti presieduta da Raffaele Aragona, tra i fondatori di Oplepo in Italia, autore dei famosi dizionari Zanichelli, da Gennaro Guida scrittore di libri per ragazzi, l’ultimo Cento parole, in gara al Premio Rodari e Nunziante Mastrolia, anima e proprietario della casa editrice Licosia. Il Libro StoryRiders 2019 è pubblicato da Licosia edizioni ed è disponibile sui più importanti store on line.

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Cultura

Premio Siani a Vincenzo Sbrizzi di NapoliToday: “Un onore per chi è nato a Torre Annunziata”

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Il Premio Siani 2020 è andato a Vincenzo Sbrizzi, giornalista di NapoliToday, per la pubblicazione “Torre Annunziata tra camorra e deindustrializzazione“.

Il riconoscimento è stato consegnato il 23 settembre durante l’iniziativa “Con Giancarlo Siani” per commemorare i 35 anni dalla morte del cronista ucciso dalla camorra. Insieme a Sbrizzi, il premio è andato anche a Simona Melorio, coautrice dello studio.

“Per un cronista di giudiziaria nato a Torre Annunziata e cresciuto come giornalista percorrendo le stesse strade e vivendo gli stessi luoghi che viveva Giancarlo – racconta Sbrizzi –, ricevere questo premio è un’emozione unica. Ancora oggi, a qualsiasi torrese venga detto di essere un giornalista si riceve come risposta «Vuoi diventare come Siani?». Un modello a cui, chiunque faccia questo mestiere, soprattutto in questa terra, aspira dal primo momento in cui inizia a scrivere. Questo riconoscimento è un onore che dà la forza e obbliga a continuare a raccontare la verità sulla nostra terra, anche se dolorosa”.

La diciassettesima edizione del Premio Siani, è stata coordinata da Gianmario Siani, presidente della Fondazione Giancarlo Siani onlus, e da Geppino Fiorenza, presidente onorario della stessa Fondazione. All’iniziativa, introdotta da Paolo Siani, fratello di Giancarlo, ha partecipato il presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. Hanno partecipato, tra gli altri, anche il prefetto di Napoli, Marco Valentini e il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris.

Deindustrializzazione e mafie: il caso di Torre Annunziata

Le crisi industriali influiscono sulla nascita dei fenomeni criminali? A questa domanda risponde la ricerca “Torre Annunziata tra camorra e deindustrializzazione”, scritta da Vincenzo Sbrizzi e Simona Melorio con l’introduzione di Isaia Sales e pubblicata da Editoriale Scientifica di Napoli. Finanziata dalla Fondazione Polis e realizzata con il centro ricerche “Res Incorrupta” dell’Università Suor Orsola Benincasa, la ricerca ha provato a fare luce su un periodo fondamentale per la storia cittadina.

La crisi industriale esplosa nel dopo terremoto del 1980 è stata contemporanea al fenomeno del contrabbando prima e della nascita del clan Gionta poi. Un’escalation che ha portato, dal punto di vista economico, alla dissoluzione del polo industriale oplontino, che si era guadagnato l’appellativo di “Manchester del Sud” e, dal punto di vista criminale, ad una serie di faide che hanno toccato il loro picco di drammaticità con la strage di Sant’Alessandro del 1984 e l’omicidio del giornalista Giancarlo Siani, corrispondente da Torre del quotidiano Il Mattino.

Attraverso lo studio di questi due binari, l’evoluzione economica cittadina e la nascita dei fenomeni criminali, i ricercatori hanno analizzato un caso per certi versi paradigmatico che ha fornito conferme sul ruolo delle crisi economiche nell’evoluzione degli scenari criminali. Una ricerca che ha ripercorso le vicende cittadine a partire dall’inizio dell’800 fino ad arrivare ai giorni nostri e che ha avuto negli anni ’70 e ’80 il suo focus principale.

Particolare attenzione è stata dedicata all’analisi dei dati demografici, occupazionali e delle statistiche dei reati di sangue, gli omicidi in particolare. Per il loro reperimento sono stati utilizzati gli atti giudiziari, gli atti ufficiali del Comune, le pubblicazioni scientifiche, le rassegne stampa degli articoli dell’epoca oltre che le interviste a testimoni privilegiati di quel periodo storico. La ricerca dei dati ha, infine, potuto contare sull’opera certosina della Polizia di Stato, attraverso il reperimento e l’analisi dei dati di Nunzia Brancati che è riuscita a ricostruire ogni singolo delitto commesso a Torre Annunziata dal 1980 al 2018, della giornalista e ricercatrice Rita Annunziata e degli stagisti Antonio Pelliccia e Roberto Scotti. L’opera si è avvalsa inoltre della consulenza di Antonio Fisichella.

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