La Corte di Appello di Napoli ha confermato la pena di 16 anni e mezzo di carcere inflitta in primo grado ai tre giovani accusati della morte di Francesco Della Corte, la guardia giurata colpita a morte alla testa, con una spranga, il 3 marzo 2018, davanti a una stazione della linea 2 della metropolitana di Napoli, e deceduta in ospedale dopo oltre dieci giorni di agonia. Nei giorni scorsi ha suscitato un vespaio di polemiche e, soprattutto la disapprovazione della famiglia del vigilante, la decisione di concedere, nell’ambito di un programma di riabilitazione, dei permessi di uscita dall’istituto penale dove e’ ristretto a uno dei tre ragazzi, Ciro, che cosi’ ha potuto festeggiare i suoi 18 anni a casa e di sostenere un provino da calciatore, nel Beneventano.
Il 16 aprile 2021, un operaio di 53 anni perse la vita in un cantiere ferroviario a Viserba, in provincia di Rimini. L’uomo, dipendente di una ditta subappaltatrice, fu investito da una ruspa in movimento mentre si stavano svolgendo lavori per la nuova viabilità dell'area, lungo la linea ferroviaria Rimini-Ravenna, sotto la gestione di RFI…
La Cassazione ha respinto il ricorso dei legali dei tre giovani che il 3 marzo del 2018 alla stazione della metro di Piscinola a Napoli uccisero il vigilante Francesco Della Corte
La Corte di Appello minorenni di Napoli ha condannato Luigi Carrozza, Kevin Ardis e Ciro Urgillo, alla pena di 14 anni e 6 mesi di reclusione, escludendo l'aggravante della crudelta' (ex art. 61 num. 4 del cp). I tre giovani, minorenni all'epoca dei fatti, sono stati ritenuti responsabili della morte del vigilante Francesco Della Corte, avvenuta il 16 marzo 2018 in ospedale, dopo una aggressione subìta 13 giorni prima all'uscita della metropolitana di Piscinola di Napoli. La sentenza ha suscitato la reazione di alcuni componenti la famiglia del vigilante, presenti in aula.
Lo scorso luglio, la Corte di Cassazione ha annullato le sentenze emesse nei confronti dei tre giovani, condannati in primo e secondo grado a 16 anni e 6 mesi di reclusione. Anche questa decisione suscito' la veemente reazione della famiglia. Luigi Carrozza, Kevin Ardis e Ciro Urgillo sono stati difesi, rispettivamente, dagli avvocati Mario Covelli, dall'avvocato Giuseppe Musella e dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Nicola Pomponio. Francesco della Corte, 51 anni, venne colpito violentemente alla testa con il piede di un tavolo di legno, trovato nell'immondizia.
REDAZIONE






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