La famiglia di Elder Finnegan Lee, accusato dell’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, in una dichiarazione alla Cnn, ha fatto sapere: “Scriviamo come una famiglia per esprimere le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e alla comunità in lutto che ha amato il brigadiere Cerciello Rega. Siamo scioccati e sgomenti per gli eventi che sono stati segnalati, ma abbiamo pochissime informazioni indipendenti su questi eventi”. La famiglia del giovane ha aggiunto che non è stata in grado di comunicare con il figlio e ha fatto appello alle persone, affinché rispettino la propria privacy. “Abbiamo in programma di andare a Roma non appena il Dipartimento di Stato ci assicurerà che saremo in grado di vedere nostro figlio”, ha segnalato ancora la famiglia del ragazzo.
Uno si fa chiamare su Instagram King of Nothing, il Re del niente, e nella sua mini biografia scrive che “la morte e’ certa, la vita no”. L’altro e’ descritto come “spacciatore, rabbioso e violento”. Finnegan Lee Elder, il ragazzo che ha confessato di aver accoltellato otto volte il brigadiere Mario Cerciello Rega, e Gabriel Natale-Hjorth, che era con lui, vengono descritti da amici e ex compagni di scuola come persone da cui molti stavano alla larga. “Finnegan e’ un tipo strano, ma non cattivo”, dice il suo ex compagno di liceo, Charlie Lupenow. Elder frequentava la Santa Barbara City College assieme a Natale-Hjorth, giocatore di lacrosse, una variante sull’erba dell’hockey con le retine a posto della mazza. Era stato Gabriel, che ha parenti in Italia, a convincerlo a fare una vacanza a Roma. Alla stazione Abc di San Francisco, un amico di scuola, senza fornire il nome, descrive Natale-Hjorth cosi’: “Quando e’ sotto effetto delle droghe, Gabriel va fuori di testa e diventa rabbioso, qui e’ famoso per essere uno spacciatore”. In un’intervista a Kpix, un altro compagno di Hjorth, Tommy Flynn, aggiunge: “E’ uno cattivo, da sempre, ma il fatto che abbia avuto l’audacia di compiere un atto cosi’ violento anche all’estero e’ raggelante. E’ disgustoso pensare di aver ucciso un poliziotto, quando e’ gente che lavora per la sicurezza di tutti”.



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