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Area Vesuviana

Intervento riuscito al padre che ieri ha lanciato la figlia di 16 mesi dal balcone di casa ed ha tentato il suicidio

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. Intervento riuscito per il 35enne che è giunto ieri all’ di Napoli dopo che ha tentato il suicidio pochi minuti dopo aver lanciato la figlia di appena 16 mesi dalla finestra al secondo piano in via Cozzolino a . “In merito al drammatico evento di la Direzione Strategica del Cardarelli fa sapere che l’uomo ha riportato fratture vertebrali ed ematoma intradurale che è stato risolto grazie ad un delicato intervento chirurgico”  è quanto si legge in una nota dell’ospedale. “Anche in una situazione tanto drammatica – dice il Commissario Straordinario Anna Iervolino – sento di ringraziare tutti i professionisti di questa Azienda ospedaliera. Una struttura che, come sempre, è in prima linea e si conferma nella sue eccellenza. Tutti i traumi maggiori sono centralizzati al Cardarelli, dove i servizi e le sale chirurgiche operano 24h. Siamo fieri di offrire alla città una risposta assistenziale di altissimo livello”.

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Area Vesuviana

Stato di agitazione alla Falco Spa di Striano, azionista del gruppo Trony

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Dopo l’incontro del giorno 05 agosto 2020 presso gli uffici amministrativi in sede della società Falco S.p.A. azienda fornitrice all’ ingrosso di elettrodomestici, appartenente al gruppo Trony, dove la stessa Azienda si impegnava a pagare con la firma del loro Consulente del Lavoro, rinomato su tutto il territorio napoletano, in qualità di rappresentante della stessa, per alcune delle mancanze retributive non riconosciute ai lavoratori, quali: indennità di trasferta e festività; dopo oltre un mese ed in conclusione dell’ accordo, ieri sera è saltato tutto, poiché, la stessa società con una sorta di ricatto, chiedeva che i lavoratori firmassero in conciliazione un nulla a pretendere per tutta la loro vita lavorativa, altrimenti, non li avrebbe pagati né il pregresso pattuito e conteggiato e né messi in tutela contrattuale riconoscendogli i diritti per il futuro, nulla a che vedere con quanto, sia noi come Organizzazione Sindacale e sia i lavoratori stessi, abbiamo rivendicato.

Sono 9 mesi di vessazioni e le solite anomalie per i pagamenti sui cedolini paga, dove per prassi consolidata molte aziende del territorio applicano ai dipendenti, sempre la formula del ricatto: “se ti sta bene prendi questo oppure puoi andare!”.
Ma c’è da dire altro, durante le trattative e per andare incontro economicamente alla stessa azienda, i lavoratori erano disposti anche alla decurtazione di quanto conteggiato nel pregresso e accettavano la conciliazione in sede sindacale, ma nulla è servito, nonostante la stessa CUB Trasporti mirava a regolarizzare sia i lavoratori per tutelarli contrattualmente e sia lo stesso datore di lavoro, infatti, si legge nella lettera inviata all’ azienda – “si fa presente che, il rispetto del CCNL di riferimento presente nei cedolini paga dei dipendenti è una tutela sia per il lavoratore che per il datore di lavoro, quindi, lavorare ed essere retribuiti per quanto stabilito dal CCNL è un diritto”.

Purtroppo, molti padroni pretendono che i lavoratori si prestino nelle maestranze anche 14 ore di lavoro giornaliere, ma ugualmente gliene paga 8, perché pagare uno straordinario o una festività per questi signori: è un di più, un piacere e se alzi la testa, c’è sempre la formuletta…
Migliorare la qualità della vita dei lavoratori all’ interno dei luoghi di lavoro è imprescindibile, infatti, da questo momento, si metteranno in atto tutte le azioni consentite dalla Leggi vigenti per tutelare questi lavoratori, che chiedono solo di essere rispettati e retribuiti per il loro lavoro, per il loro diritto.

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Striano: Controlli dei Carabinieri. Il N.I.P.A.A.F. sequestra un opificio

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A striano i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale, Agroalimentare e Forestale di hanno controllato un opificio.

L’azienda oggetto del controllo si occupa del trattamento di zincatura con un impianto composto da vasche ad azione galvanica all’interno delle quali avviene la fase di lavaggio degli oggetti e dei materiali trattati, che era collegata a una tubazione direttamente in un bacino fuori terra.

E’ stata accertato che le acque anziché essere trattate per essere riutilizzate nell’impianto di filtrazione presente, attraverso vari pozzetti intermedi, confluivano in una vasca imhoff ubicata all’esterno dell’impianto e successivamente nella pubblica fognatura.

L’attività, inoltre, presentava un deposito incontrollato di rifiuti speciali pericolosi (residui di vernici o sverniciatori) in parte su area scoperta non pavimentata.

Accertata inoltre la trasudazione sul suolo proveniente dall’impianto di trattamento metalli (bagni galvanici).

L’impianto di abbattimento delle emissioni in atmosfera risultava non conforme al titolo autorizzativo.

Violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, per mancanza di uscite di sicurezza in caso di emergenza, presenza di pareti con infiltrazioni di muffe tali da non assicurare la necessaria igienicità per la salute dei lavoratori.

L’opificio e i rifiuti speciali pericolosi sono stati sequestrati. Stessa sorte per lo scarico non autorizzato immesso nella pubblica fognatura con recapito finale nel fiume SARNO.

Dal controllo è quindi emerso un sistema parallelo di gestione delle attività svolto in spregio a tutte le normative in materia ambientale, sanitaria e fiscale.

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