AGGIORNAMENTO : 13 Febbraio 2026 - 11:27
15.5 C
Napoli
AGGIORNAMENTO : 13 Febbraio 2026 - 11:27
15.5 C
Napoli

Boscoreale, droga al Piano Napoli: scarcerato il ras Umberto Padovani

Ascolta questo articolo ora...
Caricamento in corso...

Boscoreale. Prima scarcarazione “eccellente” nell’ordinanza Piano Napoli. Scarcerato il rampollo della famiglia Padovani, Umberto.Il riesame ha accolto l’istanza presentata dal suo avvocato Gennaro De Gennaro ed ha rimesso in libertà uno delle figure apicali del sistema di spaccio della nota famiglia Padovani.
L’unico ad essere scarcerato.
Dopo Carlo Padovani, considerato il signore della droga era esplosa la figura di Giovanni che riforniva l’intero vesuviano di stupefacenti finanche ai professionisti. Secondo l’accusa Umberto non era da meno. Un giro d’ affari di 2.400 euro al giorno e quindi da 72mila euro al mese, pari a 850.000 euro all’anno. Questo è quello che rendeva la piazza del Piano Napoli di via Passanti Scafati a Boscoreale gestita dalla famiglia Padovani.
La più pericolosa piazza di spaccio del sud Italia che non è secondo neppure a Scampia. È quanto scoperto dalla Compagnia carabinieri di Torre Annunziata che hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale oplontino su richiesta della locale procura nei confronti di 13 indagati ritenuti responsabili di detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Centinaia le cessioni di droga documentate, prevalentemente di cocaina, che avvenivano nel rione popolare “Piano Napoli” di Boscoreale. Le consegne erano a domicilio, previa richiesta telefonica.
In carcere sono finiti Umberto, Giovanni e Gennaro Padovani, 24, 28 e 30 anni, ritenuti i capi del gruppo di spacciatori di cocaina, tutti imparentati con il boss “Carletto” Padovani, detenuto perché sta scontando una pena definitiva per traffico di stupefacenti. In cella anche Salvatore Russo, 39 anni, Giuseppe Borriello, 45, Gennaro Riccio, 31, Ivan Ranieri, 34, tutti residenti in via Passanti; e ancora Luigi Pecoraro, 43 anni, di Pompei; Giuseppe Faraco, 28, di Giugliano in Campania; Raimondo Caso, 42 anni, e Cesare Barbarito, 34, entrambi di Scafati. Ai domiciliari, invece, sono finiti Giuseppe Buono, 45enne di Boscoreale, i cugini Gennaro Rapuano (stesso nome, 25 e 21 anni), entrambi dei Quartieri Spagnoli; e Gaetano Padovani, il 23enne, più giovane della famiglia di pusher boschesi.
Nella maggior parte dei casi, le consegne di droga agli acquirenti venivano concordate al telefono, ma i pusher utilizzavano sempre utenze diverse, intestate a persone inesistenti.
Gli spacciatori si dirigevano poi nell’area vesuviana e nell’agro nocerino-sarnese, da dove venivano effettuate le richieste. Una cinquantina erano i clienti “fissi” che venivano contattati direttamente dagli spacciatori dopo il cambio di numero telefonico, che avveniva una volta a settimana. I Padovani vendevano “quasi esclusivamente cocaina, sempre con le stesse modalità e a prezzo fisso di 20 euro a dose”. I pusher utilizzavano un linguaggio cifrato a telefono per definire quantità e qualità dello stupefacente che doveva essere ceduto. “Vieni ci possiamo prendere un caffè e porti un caffè” oppure “Tre caffè” . Era questo lo scambio che avveniva telefonicamente con i clienti. E tra questi anche un noto medico locale della guardia medica. Prima bocciatura all’impostazione accusatoria. Scarcerazione e divieto di dimora limitato a Napoli e Provincia per Padovani Umberto.

LEGGI ANCHE
IL CASO

Omicidio Alessandra Matteuzzi, ergastolo per l’ex calciatore Giovanni Padovani

Giovanni Padovani, l'ex calciatore di 28 anni, è stato condannato oggi all'ergastolo, anche con aggravanti, per l'omicidio della sua ex compagna Alessandra Matteuzzi, di 56 anni, avvenuto la sera del 23 agosto 2022 scorso nella città di Bologna, sotto casa della vittima. Il delitto fu commesso come detto proprio sotto casa della donna, situata in via dell'Arcoveggio, utilizzando un martello, calci, pugni e una panchina prelevata dal giardino condominiale. Prima di essere uccisa, Alessandra Matteuzzi aveva denunciato Padovani per stalking. La sentenza è stata emessa dalla Corte d'Assise di Bologna dopo due ore di camera di consiglio, confermando le aggravanti di premeditazione, futili motivi, legame affettivo e stalking. Il processo era iniziato nel mese di maggio scorso, nel 2023, e oggi è arrivata la decisione.

Continua a leggere

Il calciatore assassino su Instagram: “E’ giunto il momento di andarsene”.

Il gip del Tribunale di Bologna, Andrea Salvatore Romito, ha convalidato l'arresto e disposto la custodia cautelare in carcere per Giovanni Padovani, il 27enne calciatore assassino arrestato per l'omicidio della compagna Alessandra Matteuzzi, colpita a martellate martedi' sera a Bologna. L'udienza si era tenuta questa mattina e il gip si era riservato la decisione. Davanti al giudice l'indagato, difeso d'ufficio dall'avvocato Enrico Buono, si era avvalso della facolta' di non rispondere. “E' molto provato”, ha spiegato il legale ai giornalisti. Poco prima di uccidere Alessandra, Giovanni aveva pubblicato una storia su Instagram in cui dice: “è giunto il momento di andarsene”. Poi però ha “mandato via” un’altra persona al suo posto. Tutti nel palazzo in cui abitava Alessandra Matteuzzi sapevano dei ripetuti episodi persecutori di quell’uomo nei suoi confronti. Tutti erano stati testimoni di quelle gravi minacce e violenze. Ma alla procura non è bastato. Intanto emergono i primi macabri dettagli sul martello con cui Alessandra è stata uccisa. Sembra che Padovani lo abbia sottratto dall'officina di suo nonno a Senigallia, prima di mettersi in macchina e raggiungere Bologna. Ciò…

Continua a leggere

Bologna, il calciatore assassino era cresciuto nelle giovanili del Napoli

Era cresciuto nella giovanili del Napoli il calciatore assassino Giovanni Padovani di 27 anni. L'uomo prima stalker e poi assassino è originario di Senigallia, nelle Marche. Ieri sera si è reso protagonista di un violento femminicidio a Bologna: ha ucciso a colpi di mazza Alessandra Matteuzzi di circa 30 anni più grande di lui e con la quale aveva avuto una breve relazione. Dopo avere fatto per qualche anno il modello, come si evince da alcune delle foto pubblicate sui social, ora faceva il calciatore dilettante. Cresciuto nelle giovanili del Napoli, ha militato in varie squadre di serie C e D tra cui il Foligno e il Giarre. Nove anni fa era anche entrato nel gruppo della Nazionale Under 17 e ora giocava nella Sancataldese, squadra siciliana che però, proprio pochi giorni fa, lo aveva messo fuori rosa per un "ingiustificato allontanamento". Lo ha fatto sapere la stessa società: "Avevamo intuito – spiegano i legali della squadra siciliana- che avesse dei problemi e che non era sereno. Spesso si isolava, tant'è che sabato aveva lasciato improvvisamente il ritiro dicendo all'allenatore…

Continua a leggere

REDAZIONE
PUBBLICITA
PUBBLICITA

Primo piano

PUBBLICITA
CRONACHE TV
Seguici su
YouTube
Ad is loading…
Ad is loading…