Scafati: coca e crack a domicilio, i militari stroncano i traffici di Fattoruso & C.

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Cocaina e crack a domicilio: nuovi guai giudiziari per lo spacciatore delle palazzine popolari e per i suoi complici. Il Gip del tribunale di Nocera Inferiore, Gustavo Danise, ha emesso un’ordinanza cautelare a carico di Gianmarco Fattoruso finito in carcere, ai domiciliari invece finiscono Michele Ruggiero, alias Zigulì, e Yves Improta. Nei guai anche la mamma di Fattoruso, Giovanna Fienga e la compagna Noemi Donnarumma per le quali è scattato il divieto di dimora nella provincia di Salerno. I cinque sono accusato di detenzione e spaccio di stupefacenti per un’inchiesta che è durata solo pochi mesi ma che ha evidenziato un fiorente spaccio di cocaina, crack e marijuana, organizzato da Gianmarco Fattoruso. A fornirgli la droga che poi Fattoruso consegnava a bordo della sua Fiat 500, Vincenzo Starita e tale Peppe di Napoli che i carabinieri della Tenenza di Scafati non sono riusciti ad identificare. A rendere evidente quello che era emerso già nel corso di una precedente attività investigativa che aveva portato all’arresto, lo scorso anno, di Giovanna Fienga la mamma di Fattoruso, le intercettazioni telefoniche chieste e ottenute dalla Procura di Nocera Inferiore nei confronti di Fattoruso. Ed è proprio grazie alle intercettazioni telefoniche che i carabinieri sono riusciti a documentare gli incontri per le cessioni di stupefacenti e a sequestrare numerose dosi di droga. A coadiuvare l’attività di spaccio di Fattoruso, prima la madre (al momento dell’arresto presso la sua abitazione però riversa tutte le colpe sul figlio) poi la compagna. Nonostante fosse affidato ai servizi sociali per un precedente arresto per spaccio, Fattoruso continuava la sua attività. In un’occasione, all’inizio di quest’anno il 31enne scafatese era stato bloccato nei pressi dell’abitazione della compagna e per disfarsi della droga aveva passato un ovulo degli ometti di cioccolata dove era nascosta lo stupefacente alla compagna. Ma l’ovatto era caduto accidentalmente dalla gambe della ragazza ed era stato ritrovato dai carabinieri. La perquisizione in casa non aveva fatto altro che avvalorare la tesi. Il modus operandi dello spacciatore era sempre lo stesso: gli assuntori lo contattavano su un’utenza telefonica e poi si recavano a casa sua nelle palazzine oppure ricevevano la droga direttamente a domicilio. Prezzi modici e rapidità Gianmarco Fattoruso disponeva di numerose dosi di cocaina e droghe leggere e le consegnava in un batter d’occhio. Ma in numerose trasferte il 31enne è stato seguito e osservato e i suoi clienti fermati e interrogati: tutti hanno sostenuto di aver acquistato la droga da tale ‘Marco’ e lo hanno riconosciuto. I carabinieri hanno messo fine al fiorente spaccio di Fattoruso e dei suoi complici.







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