Napoli. Voto di scambio alle elezioni Regionali del 2015: al via il processo ma c’è subito il rinvio per la mancata citazione di un teste. Il processo che si tiene al tribunale di Napoli Nord, vede imputati il senatore di Forza Italia Luigi Cesaro, il fratello Aniello, e il figlio di Luigi, Armando, consigliere regionale forzista, che alla tornata di quattro anni fa prese 27mila preferenze. A giudizio anche altre 25 persone, tra cui la consigliera regionale di Forza Italia Flora Beneduce, l’ex assessore provinciale Antonio Di Guida, l’ex sindaco di Marano Angelo Liccardo e numerosi dipendenti e vigili del Comune di Marano. Una prima udienza si era già celebrata a dicembre, e c’era stato un rinvio per esigenze tecniche e difetti di notifiche, oggi il tribunale ha rinviato al 25 giugno prossimo per una mancata citazione. Per l’accusa – rappresentata in aula dal pm Simone De Roxas – nella primavera del 2015, alla vigilia delle elezioni regionali poi vinte da Vincenzo De Luca, i Cesaro e i loro referenti politici di Marano, in primis l’ex assessore provinciale Di Guida, avrebbero promesso appalti, incarichi e posti di lavoro per favorire l’ascesa elettorale di Armando Cesaro. Tra gli episodi contestati la presunta raccomandazione di un praticante per entrare in uno studio legale che Cesaro avrebbe promesso ad un elettore in cambio di voti per il figlio, ma anche il pagamento di abbonamenti ad alcuni elettori presso la piscina di Portici di proprietà dei Cesaro. Il processo trae origine dall’inchiesta sull’area Pip di Marano, che vede imputati per concorso esterno in associazione camorristica i fratelli imprenditori Raffaele e Aniello Cesaro. 

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