Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità

Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy


Cronaca

‘Ve la farò pagare’, così l’assassino del carabiniere li aveva minacciati qualche giorno fa ad un precedente controllo

Pubblicato

il

pagare


“Ve la farò pagare”: è quanto avrebbe affermato dopo un controllo dei carabinieri avvenuto qualche giorno fa , il pregiudicato di 64 anni che questa mattina ha ucciso il maresciallo e ferito il militare Pasquale Casertano. Minacce che il pregiudicato avrebbe fatto dopo aver saputo della denuncia che sarebbe scattata perché era stato trovato in possesso di quattro dosi di cocaina. “Queste affermazioni fanno parte del fascicolo che è ancora coperto da segreto istruttorio”, sottolineano i Carabinieri. Era stato fermato per un controllo in una piazza centrale di Cagnano Varano, ma invece di mostrare i documenti ha preso una pistola calibro 9 scaricando l’intero caricatore contro la pattuglia dei carabinieri. I due militari che erano a bordo non hanno nemmeno fatto in tempo a scendere dall’auto: il maresciallo , di 47 anni, è stato freddato con colpi all’addome e al torace, il suo collega più giovane, Pasquale Casertano, di 23 anni, se l’è cavata con ferite lievi al braccio e al fianco. Ha avuto la presenza di spirito di guidare per qualche centinaio di metri verso la vicina sede del 118 nella speranza di salvare la vita al suo commilitone. Ma Di Gennaro non ce l’ha fatta. Nel giro di pochi minuti un’altra pattuglia ha bloccato il presunto autore dell’omicidio. Si tratta di un pregiudicato di 67 anni, , non un personaggio di spicco della mala locale, ma comunque una persona con precedenti per droga e che solo qualche giorno fa era stato sottoposto ad una perquisizione. Non e’ ancora chiaro cosa lo abbia spinto ad agire con tanta ferocia, ma pare che durante la perquisizione avesse minacciato i militari dicendo loro: “ve la faro’ pagare”. Intanto, mentre dal mondo delle istituzioni arrivavano messaggi di cordoglio a cominciare dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal premier Giuseppe Conte, in paese i cittadini sotto choc raccontavano della quotidianità della vittima, conosciuta da anni e stimata da tutti. “Brava persona, bravissima persona” raccontano. Stamattina pochi minuti prima della sparatoria, Di Gennaro e il collega più giovane si erano fermati in un bar per un caffè. Poco dopo si sono sentiti gli spari. Il maresciallo viveva con il padre a San Severo e, raccontano alcuni colleghi, aveva deciso di sposarsi e stava per fissare la data delle nozze. Unanime il cordoglio da parte del mondo politico e istituzionale. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il primo a commentare, ha anche postato su Fb la foto dell’arrestato mentre veniva catturato: “Io sono contro la pena di morte – ha detto – ma un infame che ammazza un uomo che sta facendo il suo lavoro, non merita di uscire di galera fino alla fine dei suoi giorni”. Il premier Conte che era a Bari per l’inaugurazione dell’anno accademico del Politecnico, dal palco ha parlato di “giornata triste” e in apertura del suo intervento ha chiesto un minuto di silenzio in segno di cordoglio. Nel pomeriggio e’ poi andato a dove ha incontrato i familiari del maresciallo Di Gennaro, il corpo è stato portato all’obitorio dove verra’ eseguita l’autopsia. Poi si e’ spostato a San Giovani Rotondo (paese dove vive la famiglia del premier) dove ha fatto visita al giovane carabiniere ferito che e’ ricoverato nell’ospedale Casa sollievo della Sofferenza. “L’ho trovato in buone condizioni. E’ fuori pericolo”, ha spiegato il premier. Il militare ha detto ai cronisti: “Scusatemi non ricordo assolutamente nulla, sono provato”. Anche il governatore pugliese, Michele Emiliano, e’ andato a e poi in ospedale ad incontrare Casertano. “Chi tocca un carabiniere tocca lo Stato – ha commentato il vicepremier Luigi Di Maio – tocca ognuno di noi. Ora basta, ci sara’ una reazione!”. Cordoglio e’ stato espresso da tutte le forze politiche e dai vertici istituzionali, tra cui i presidenti di Camera e Senato, e i ministri della Difesa, Elisabetta Trenta, e del Sud, Barbara Lezzi, il capo di Stato Maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, e il capo della Polizia, Franco Gabrielli. Il presidente Mattarella ha parlato di “profondo dolore”. “In questa dolorosa circostanza – ha scritto in un messaggio al comandante dell’Arma Giovanni Nistri – desidero esprimere a lei e all’Arma dei Carabinieri la mia solidale vicinanza”. “La prego di far pervenire ai familiari del Maresciallo Maggiore di Gennaro le espressioni della mia commossa partecipazione al loro cordoglio e al militare ferito un augurio di pronto ristabilimento”. Il Comando Generale dell’Arma ha ricordato cosi’ su Fb il maresciallo ucciso: “Una vita umana vale il mondo intero. E cosi’ il maresciallo maggiore Vincenzo Carlo Di Gennaro, morendo in servizio e’ un mondo che scompare”.

Continua a leggere
Pubblicità

Calcio Napoli

Maradona, una delegazione della Roma guidata da Bruno Conti porterà una corona di fiori al murales dei Quartieri

Pubblicato

il

Maradona bruno conti

Maradona, una delegazione della Roma guidata da Bruno Conti porterà una corona di fiori al murales dei Quartieri.

Non solo le iniziative della Lega Serie A per Maradona. La Roma ha pensato di omaggiare l’ex dieci del Napoli in occasione della sfida di domenica inviando una propria delegazione ai Quartieri Spagnoli, per deporre una corona di fiori sotto al murales dedicato a Diego. A “capo” della delegazione nelle prossime ore ci sara’ Bruno Conti che non appena saputo della morte di Maradona e’ stato tra i primi a esprimere il suo cordoglio.

Continua a leggere

Coronavirus

Covid: al Cardarelli le tendostrutture diventano due e permanenti 

Pubblicato

il

covid cardarelli

Le tendostrutture all’ospedale Cardarelli sono diventate due, apriranno in ritardo ma sono state pensate per essere strutture permanenti, per affrontare gravi emergenze sanitarie.

Lo fa sapere l’ospedale Cardarelli di Napoli, dove 25 giorni fa e’ stata allestita una tendostruttura per disingolfare il pronto soccorso ma non ha ancora aperto. Il ritardo e’ stato provocato dalla “decisione di rendere questa struttura stabile per poterla usare anche in futuro in caso di nuove ondate di covid o di altre emergenza che possono essere legate ad altre catastrofi come terremoti o attentati terroristici”, spiega Giuseppe Longo, direttore generale del Cardarelli. “Inizialmente – spiega Longo – era stata allestita una tendostruttura a cu doveva affiancarsi una seconda piu’ piccola per la vestizione dei medici e il deposito del materiale. Poi, di concerto con la protezione civile regionale e la croce rossa, abbiamo deciso di costruirne una seconda uguale alla prima, con un massetto di cemento alla base per sopperire al terreno accidentato e per poter installare senza problemi i collegamenti elettrici e idrici e l’allacciamento alle fognature.

Ora la seconda tendostruttura sara’ quella che ospitera’ i pazienti, mentre la prima servira’ da spogliatoio e deposito. Il ragionamento e’ stato quello di fare una struttura solida e durevole, che ha portato una lavoro piu’ lungo ma ha tutte le caratteristiche per il benessere de pazienti, dai sistemi di riscaldamento alla rete internet per avere sotto controllo il database delle cartelle ciniche, insomma, un ragionamento di piu’ ampio respiro e non solo di stretta emergenza”. I lavori sono durati quindi oltre venti gironi ma ora e’ tutto pronto: lunedi’ ci sara’ l’ultima verifica e martedi’ l’apertura ai pazienti. “In concomitanza con la fine dei lavori – spiega Longo – la protezione civile ci ha trasmesso i nomi dei medici che arrivano qui dalla call nazionale. Oggi arrivano 11 medici laureati non specialisti della precedente ordinanza e 2 soli medici specialisti dell’ultima ordinanza della protezione civile. Il gruppo in ogni caso e’ integrato dai medici esperti del pronto soccorso e verra’ usato per la tendostruttura”. Il parcheggio alle spalle del Pronto soccorso, quindi, non ci sara’ piu’: “E’ stato un sacrificio – spiega Longo – necessario, il cardarelli e’ un punto di riferimento fondamentale per ogni tipo di emergenza, servono grandi spazi per raccogliere e curare in caso di iperafflusso al pronto soccorso e dobbiamo essere pronti, per il parcheggio troveremo un’altra organizzazione”.

Continua a leggere

Le Notizie più lette