Era finito ai domiciliari con l’accusa di minacce di licenzia­mento ed estorsione sul luogo di lavoro. Ora per l’ex re dei Giuseppe D’Auria, difeso dall’avvocato Ti­ziano Tizzano, amministratore unico di una società che ge­stiva centri di distribuzione in tutta la provincia di Salerno, è arrivata la libertà.
Revocato il provvedimento cautelare dopo che lo stesso aveva provveduto a cedere le proprie attività ad un altro imprenditore, già titolare del marchio 365. E quindi sono venute meno le esigenze cautelari non avendo più lo stesso D’Auria rapporti con gli ex dipendenti.
Contro di lui furono formulati numerosi capi d’accusa, molti in concorso con soci o collaboratori, per comporta­menti comprendenti ritorsioni e ricatti ai dipendenti, con altrettante parti offese tutte impiegate in varie mansioni nei suoi punti vendita.
Nell’elenco delle contestazioni formulate rientra anche la vendita di pietanze da asporto preparate con alimenti sca­duti, non idonei alla somministrazione e al consumo, come carne annerita “aggiustata” con l’utilizzo di additivi. Il set­tantenne, noto negli ambienti commerciali come “il colon­nello” per il ruolo ricoperto in passato nell’esercito, abusava della sua posizione attraverso vessazioni, usando continuamente minacce di licenziamento con il meccani­smo delle contestazioni disciplinari per ottenere rinunce alle spettanze da parte dei dipendenti, costretti così a fir­mare conciliazioni sindacali, a rinunciare a permessi e ri­posi, accettando retribuzioni inferiori al lavoro prestato. I in cui avvenivano i casi enumerati si trovano in tutta la provincia di Salerno, da Nocera Superiore a Nocera Inferiore, passando per Sarno, Cava de’ Tirreni, Giffoni Valle Piana, San Valentino Torio, Pagani. Le somme dovute ai dipendenti, costretti con la forza e l’inganno alla rinuncia, andavano dalle migliaia di euro fino a superare i centomila, tra spettanze, trattamenti di fine rapporto e crediti vari di lavoro.



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