Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy

Cronaca

San Giorgio, sgomento e perplessità sulla scarcerazione di uno dei tre presunti stupratori della Circum

Pubblicato

in



Sgomento nella città di San Giorgio a Cremano per la scarcerazione del diciottenne Alessandro Sbrescia, detenuto due settimane presso la casa circondariale di Secondigliano con l’accusa di stupro di gruppo ai danni di una venticinquenne, tuttavia iniziano a trapelare le prime indiscrezioni. Da quando si apprende ci sono contraddizioni tra il racconto della ragazza presunta vittima di violenza e gli elementi probatori raccolti, in particolare la ragazza aveva dichiarato di essere stata spinta in ascensore ma dal filmato non appare veritiera questa dichiarazione, non sarebbe stata spinta da nessuno ma anzi spontaneamente si sarebbe recata presso il vano ascensore. Questo particolare ha fatto venire meno i gravi indizi di colpevolezza e gettato ombre sull’attendibilità del narrato della denunciante. Su questo punto gli avvocati hanno intrapreso una forte battaglia tanto da mettere in dubbio l’attendibilità della ragazza. La procura ha infatti disposto anche una perizia psichiatrica per valutare l’attendibilità della giovane in vista dell’incidente probatorio. Emerge infatti che già prima dei tragici fatti la ragazza fosse in cura presso l’igiene mentale, motivo che l’aveva spinta a rifiutare l’assistenza psicologica post trauma per le vittime di stupro offertale come prassi in questi casi dall’ospedale Loreto Mare dove fu poi trasferita successivamente al suo ricovero presso la Betania per effettuare un tampone.
Soddisfazione tra i familiari e i conoscenti del ragazzo scarcerato ma anche tra i familiari e parenti e conoscenti degli altri due ragazzi ancora in carcere che a questo punto guardano come imminente una loro prossima scarcerazione. Sgomento tra i familiari della presunta vittima “lo dico da uomo, da cittadino, da padre. Sono profondamente amareggiato per quello che sta accadendo, a questo punto noi siamo gli unici prigionieri, qui tappati in casa mentre gli altri usciranno a poco a poco. Un incubo infinito il nostro, oltre alla violenza subita anche la beffa di questa decisione”. Cosi si è espresso il padre della ragazza. La città di San Giorgio si è stretta solidale a fianco alla presunta vittima ma dopo la scarcerazione del Brescia si iniziano a sollevarsi anche isolate voci dissonanti che prendono le difese dei tre imputati.

Giorgio Kontovas

Continua a leggere
Pubblicità

Cronaca Napoli

Napoli, coniugi stranieri trovati con mezzo chilo di hashish: arrestati.

Pubblicato

in

Napoli. Coniugi stranieri trovati con mezzo chilo di hashish: arrestati.

 

Ieri sera i falchi della Squadra Mobile, durante un servizio di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, hanno controllato in via Santa Teresa degli Scalzi una coppia a bordo di un’auto trovando indosso alla donna 3 panetti di hashish e addosso al marito altri due panetti della stessa sostanza per un peso complessivo di circa 500 grammi.
Un paraguaiano di 37 anni e la moglie, una rumena di 32 anni, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso. La polizia ora continua le indagini per risalire ai fornitori della coppia e per conto di chi veniva venduta la droga.

Continua a leggere



Area Vesuviana

Giancarlo Siani, storia di un giornalista morto per la verità

Pubblicato

in

Giancarlo Siani, storia di un giornalista morto per la verità

 

Il 23 settembre 1985 Giancarlo Siani cronista del giornale ” Il Mattino”, viene colpito da una raffica di proiettili partiti dalle pistole di almeno due sicari nel quartiere Vomero, dove il 26enne abitava. Un brutale omicidio, commissionato dalla camorra per punire Siani che aveva osato denunciare ,con le sue inchieste, la collusione tra camorra e politica negli appalti sulla ricostruzione che interessarono la Campania dopo il sisma del 1980. Un elemento scomodo per i clan Nuvoletta, Bardellino che, collusi con esponenti della politica oplontina, sul territorio tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia, avevano costruito un impero grazie alla gestione e al controllo dello spaccio di droga e il contrabbando di sigarette. Articoli scomodi tanto da dirimere la morte del cronista. In un dossier Siani scrisse che l’arresto del boss Valentino Gionta era stato eseguito dai carabinieri, grazie a una “soffiata” partita da elementi del clan Nuvoletta, i quali volevano spodestare il boss per avere maggior potere negli illeciti affari insieme ai Bardellino; la rabbia oscura la mente dei fratelli Angelo e Lorenzo Nuvoletta, alla lettura delle accuse sollevate da Siani nell’articolo pubblicato.

I due capi bastone rischiano di essere giudicati “infami” nell’ambiente malavitoso, il codice d’onore camorristico bandisce le amicizie con appartenenti alle forze dell’ordine. I Nuvoletta decisero la morte del giornalista. Le indagini, condotte dalla magistratura e le rivelazioni di tre pentiti, portano all’arresto dei mandanti dell’omicidio: i fratelli Nuvoletta e degli esecutori materiali, Ciro Capuccio e Armando Del Core. Con la sentenza, emessa in fase di giudizio il 15 Aprile 1997, la Corte d’Assisi di Napoli ha condannato all’ergastolo mandanti ed esecutori. Sono passati 35 anni dalla morte di Giancarlo Siani, ma il suo ricordo, l’amore, l’affetto vive nel Paolo e nelle tante manifestazioni che ogni anno hanno luogo in Campania in sua memoria. Sulla sua vita nel 2009 è stato girato il film Fortapasc, di Marco Risi, un omaggio per non dimenticare colui che era e sarà il simbolo della vera anima del giornalismo: la verità.

Natasha Macri

Continua a leggere



Pubblicità

Pubblicità

DALLA HOME

Iscriviti alla Newsletter

Inserisci la tua email:

Gestito da Google FeedBurner

Le Notizie più lette