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Cronaca

Rapinano automobilista e poi vanno a fare acquisti con la sua carta di credito: tre napoletani arrestati a Roma

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“In trasferta” da Napoli hanno utilizzato il classico trucco della gomma bucata, consistente nel distrarre il conducente dell’auto segnalando un pneumatico forato, mentre un complice si appropria degli oggetti presenti all’interno del mezzo. In questo caso ad essere derubato é stato un uomo, a cui i tre colpevoli, due donne e un uomo, hanno portato via un borsello contenente danaro contante, documenti ed alcune carte di credito. E poi utilizzando le stesse, poco dopo, sono andati a fare acquisti presso alcuni negozi all’interno di un centro commerciale su via Casilina. Il maldestro tentativo non e’ andato a buon fine e i tre, scoperti, si sono dati alla fuga a bordo di un’autovettura, rischiando anche di investire un addetto del centro commerciale. L’allarme e’ stato subito inoltrato al Nue, e la sala operativa della Questura ha fatto convergere sul posto alcune pattuglie, fornendo le loro descrizioni. Alla fine, le pattuglie, una del reparto volanti e un’altra del commissariato Prenestino, hanno intercettato i fuggitivi, due donne ed un uomo, che hanno provato a dileguarsi ma sono stati bloccati dopo un breve inseguimento. Nel corso della perquisizione, sono stati trovati in possesso di alcune carte di credito rubate e di alcune migliaia di euro in contanti, riconsegnate al derubato che nel frattempo aveva sporto denuncia. I tre, identificati per P.S., 40enne nato a Napoli, I.F. e F.M., 33 e 25 anni, anche loro di Napoli, al termine delle indagini sono stati tratti in arresto e per loro il Tribunale ha convalidato la misura restrittiva, disponendo il divieto di ritorno nel comune di Roma. Le indagini non sono comunque concluse. Si cercherà infatti di accertare altri eventuali episodi analoghi di cui i tre potrebbero essersi resi responsabili.

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Cronaca

Sfida virtuale choc a Napoli: ragazzino di 11 anni si lancia nel vuoto e muore

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challenge choc a napoli

La questura di Napoli sta indagando su un episodio choc che si è verificato la notte scorsa a ridosso di Chiaia. Un bambino di 11 anni infatti si è suicidato lanciandosi dalla finestra della casa al decimo piano in cui abita con la famiglia.

Secondo le prime prime ricostruzioni il piccolo avrebbe lasciato anche un biglietto alla madre per spiegare l’insano gesto. Il giovane si è lanciato nel vuoto schiantandosi su un ballatoio sottostante. Quando sono arrivati gli operatori del 118 il suo cuore aveva già cessato di battere. Sconforto tra i familiari che non riescono a spiegare il gesto. Sono stati interrogati anche gli amici oltre ai familiari.

Figlio di due professionisti, non si esclude che sia stato vittima di un gioco sul web, una sorta di challenge che porta a gesti estremi. La polizia ha sequestrato computer e telefono nella disponibilita’ del ragazzino. Secondo quanto si e’ appreso, ci sarebbe anche un messaggio ai genitori che orienta le indagini sulla sfida virtuale. La procura ha aperto una indagine per istigazione al suicidio.

 

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Campania

Coronavirus, i titolari dei bar di Napoli: ‘Piu’ controlli invece di chiusura’

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Coronavirus, i titolari dei bar di Napoli: ‘Piu’ controlli invece di chiusura’

Una stretta sulla movida era nell’aria, quasi non sono sorpresi i titolari di molti locali del centro storico di Napoli, quando viene emanata l’ordinanza regionale sugli orari di chiusura. La preoccupazione e’ di non riuscire a risalire la china dopo i mesi di lockdown che hanno del tutto bloccato le loro attivita’. “Avremmo preferito controlli serrati, ma non limitazioni – spiega il proprietario di un bar del centro, meta serale di molti ragazzi – All’interno, si riesce a tenere sotto controllo la situazione perche’ non lasciamo entrare nessuno senza mascherina. Il nodo resta all’esterno dove i ragazzi si fermano. Piu’ controlli per verificare l’utilizzo di mascherine, questo sarebbe servito e forse stato piu’ utile”. Riflessioni comuni a molti, come i timori che le misure adottate dall’ordinanza del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, possano essere un ulteriore freno alla ripresa delle attivita’. In molti ancora scontano i danni del lockdown, i giorni della ‘folla’ . “Non e’ stata la solita estate – racconta un esercente – Non c’erano turisti, pochi ragazzi per strada rispetto agli altri anni. Se le cose continuano cosi’, rischiamo di chiudere”. “Ora vogliono di nuovo gettare la croce addosso a noi che gestiamo i locali della movida – sottolinea un esercente – dopo la ‘colpa’ della diffusione del virus sara’ di qualcun altro. La verita’ e’ che l’emergenza sanitaria non e’ mai finita e chi di dovere non ha saputo gestirla”. C’e’ tra i commercianti un certo sconforto, dovuto anche alla tempistica dell’emanazione della delibera. “Il coronavirus e’ tornato adesso? Non se n’e’ mai andato – afferma un altro titolare di un altro locale del centro – pero’ fino a prima del voto tutto andava bene, poi all’improvviso il pericolo e’ di nuovo altissimo, la pandemia spaventa tutti”.

 

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