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Pedofilia, la diocesi di Brooklyn pubblica i nomi di 108 preti sospetti. E il Papa ‘caccia’ l’ex arcivescovo di Washington

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La diocesi americana di ha reso noti i nomi di 108 preti sospettati in maniera fondata di aver compiuto abusi sessuali su minori. Non è la prima volta che una diocesi americana pubblica i nomi di sospetti preti pedofili, ma stavolta la lista è particolarmente lunga. La diocesi è anche una delle più grandi del Paese, perchè abbraccia i quartieri newyorkesi di e Queens, con oltre un milione e mezzo di persone. Si tratta di decine di casi, che coinvolgono preti che negli anni hanno prestato servizio in numerose parrocchie, ma anche in scuole della zona. “Sappiamo che i nomi susciteranno molte emozioni nelle vittime che hanno sofferto terribilmente”, ha detto Nicholas Di Marzio, il vescovo di , nella nota con la quale ha accompagnato la lista di nomi. “Per questa loro sofferenza, io sono davvero addolorato. Ho incontrato molte vittime che mi hanno detto che più che altro, essi puntano al riconoscimento di quel che hanno subito. La lista dà loro questo riconoscimento e spero anche un qualche lenimento nel loro percorso verso la consapevolezza”. Il periodo preso in considerazione dalla diocesi è quello dei 166 anni di esistenza. Mercoledì era stata la diocesi del New Jersy ha rendere noti circa 200 nomi: una parte degli accusati è comunque deceduta negli anni, o ha lasciato il clero o è già stata giudicata. La lista è stata pubblicata a pochi giorni dal vertice dei presidenti delle conferenze episcopali convocato dal 21 al 24 febbraio in Vaticano da Papa Francesco.
Le nuove leggi introdotte da Papa Francesco in tema di hanno portato a un giro di vite contro chi si macchia di questo genere di reati. Lo sottolinea il promotore di giustizia Gian Piero Milano in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario vaticano. “Per quanto riguarda i delitti contro i minori – sottolinea – vengono previsti e sanzionati la vendita, l’induzione o gestione della prostituzione minorile, la violenza sessuale, con aggravio di pena se compiuta in danno di infraquattordicenni; gli atti sessuali con minori, la pedopornografia, la detenzione o scambio o trasmissione in varie forme di materiali a essa riferibili, l’arruolamento di minori”. Milano sottolinea nellla sua relazione che “proprio in applicazione di queste previsioni sanzionatorie, nell’anno trascorso il nostro tribunale si è occupato di una vicenda riguardante condotte di detenzione e scambio di materiale pedopornografico da parte di un ecclesiastico. Condotte tenute all’estero, ma doverosamente perseguite dalla nostra giurisdizione. Il processo si è concluso con la condanna dell’imputato al massimo della pena – cinque anni di reclusione”.
Nell’ambito di questo repulisti Papa Francesco ha ‘spretato’ l’ di , , 88 anni, che è stato ridotto allo stato laicale. “In data 11 gennaio 2019, il Congresso della Congregazione per la Dottrina della Fede ha emanato il decreto conclusivo del processo penale a carico di Theodore Edgar McCarrick, Arcivescovo emerito di , D.C., con il quale l’accusato è stato dichiarato colpevole dei seguenti delitti perpetrati da chierico: sollecitazione in Confessione e violazioni del Sesto Comandamento del Decalogo con minori e adulti, con l’aggravante dell’abuso di potere, pertanto gli è stata imposta la pena della dimissione dallo stato clericale”, si legge in un comunicato della Congregazione per la Dottrina della Fede. Il 13 febbraio la sessione Ordinaria (Feria IV) della Congregazione per la Dottrina della Fede ha esaminato gli argomenti presentati nel ricorso del ricorrente e ha deciso di confermare il decreto del Congresso. Questa decisione è stata notificata a Theodore McCarrick in data 15 febbraio 2019. “Il Santo Padre ha riconosciuto la natura definitiva, a norma di legge, di questa decisione, la quale rende il caso res iudicata, cioè non soggetta ad ulteriore ricorso”, conclude il comunicato.

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Attualità

Uccide la moglie e si suicida con una pistola rubata

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Uccide la moglie e si spara, la pistola era rubata. Sembra che su Fb l’uomo avesse anticipato sue intenzioni.

 

E’ risultata rubata la pistola con cui Antonino La Targia, detto Tony, ha ucciso la moglie Maria Masi prima di suicidarsi. Si tratta di una 9×21 IMI, mod Jericho, trovata con ancora il colpo in canna nell’appartamento in cui l’uomo era rimasto solo dopo la separazione. In un cassetto del salone, i militari hanno trovato anche una ventina di proiettili inesplosi all’interno di un cassetto.
Ha anticipato le sue intenzioni su Facebook poche ore prima di uccidere la compagna, Maria Masi di 41 anni, e di spararsi poi alla tempia Antonino La Targia, 46 anni, l’uomo che oggi pomeriggio a Venaria, alle porte di Torino, si e’ tolto la vita dopo avere assassinato la compagna e madre dei suoi due figli, dalla quale si stava separando.
Dal sopralluogo effettuato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Torino, e dai colleghi di Venaria, e’ emerso che la donna e’ stata attinta da almeno sei colpi, esplosi tutti nel tronco; in macchina sono stati trovati nove bossoli.

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Attualità

Tutti negativi al primo tampone i calciatori del Genoa

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Primo giro di tamponi per il Genoa dopo la positività del portiere Mattia Perin.

 

I test ai componenti del gruppo squadra rossoblù sono risultati tutti negativi. Nelle prossime ore verrà effettuato un altro giro di tamponi con i risultati che arriveranno domattina. In caso di conferma delle negatività la squadra volerà alla volta di Napoli dove alle 18 sfiderà gli azzurri in un match valido per la seconda giornata di Serie A. La gara si disputerà allo stadio san Paolo di napoli davanti a mille spettatori invitati dalla società azzurra.

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