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Avellino, Corona si allontana dalla Lombardia: era in un pub dove lavoravano dipendenti senza contratto

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Avellino. Si è allontanato dalla Lombardia per presentare una serata di moda in un locale dove erano impiegati lavoratori in nero: nuova grana giudiziaria per Fabrizio Corona, trovato in un pub di Solofra, in provincia di Avellino, dove c’è stato un blitz dei carabinieri. La serata tra musica, birra e moda per il titolare si è tradotta in una proposta di sospensione dell’attività per l’impiego di lavoratori in nero, ma per Corona l’episodio potrebbe tradursi in qualcosa di più grave. Quando i carabinieri del comando provinciale di Avellino assieme alla Guardia di finanza hanno fatto irruzione nel locale affollatissimo per la presentazione della nuova collezione di capi in pelle di una casa di moda, hanno trovato il re dei paparazzi in sala a presentare l’evento. I controlli sono stati capillari: dalla regolarità dei sistemi di sicurezza, alle condizioni del locale e dei cibi serviti, alla posizione lavorativa del personale impiegato per far fronte al gran numero di avventori. E più del 20 per cento dei dipendenti è risultato non assunto regolarmente. Di qui la proposta di sospensione dell’attività. Per Fabrizio Corona sono in corso approfondimenti, dato che è persona sottoposta gli obblighi dell’affidamento in prova. Secondo quanto disposto dal Tribunale di sorveglianza, Corona non potrebbe allontanarsi dal territorio della Lombardia e non potrebbe guidare in orari notturni. Non è la prima volta che Corona viola le prescrizioni imposte dal Tribunale di sorveglianza. Il caso più eclatante risale al 10 dicembre scorso quando con una troupe televisiva si spinse nel boschetto della droga di Rogoredo. Per quell’episodio la Procura generale di Milano ha presentato ricorso in Cassazione per revocare il beneficio dell’affidamento ai servizi sociali e ottenere la custodia in carcere.



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Avellino e Provincia

Bufera neve in Irpinia, comitiva di 40 persone con bambini salvata dopo ore

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Bufera neve in Irpinia, comitiva di 40 persone con bambini salvata dopo ore.

Avevano deciso di trascorrere la domenica nei boschi innevati del Mafariello, ma poi sono rimasti bloccati nella bufera di neve che si e’ scatenata a partire dal primo pomeriggio. Quaranta turisti, tra i quali anche bimbi di pochi mesi o di qualche anno, sono in attesa di essere messi in salvo dai carabinieri forestali, dai volontari e dei vigili del fuoco. Partecipavano ad una gita, ma sono stati sorpresi nel primo pomeriggio dalla abbondante nevicata.

Famiglie che si sono avventurate sulla montagna a ridosso di San Martino Valle Caudina per godere della nevicata precedente, senza avere i mezzi adeguati, pneumatici invernali o catene da neve. I soccorritori, dopo aver raggruppato tutti in un unico posto, hanno fatto la spola per trasferirli a San Martino al sicuro, in attesa di poter recuperare le auto rimaste bloccate. Sono tutti in buone condizioni anche se provati dalla brutta avventura.

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La protezione civile locale si e’ attivata per dare assistenza. E la neve, che sta cadendo abbondante su tutta la provincia di Avellino, sta gia’ provocando disagi, soprattutto alla viabilita’. I mezzi spargisale e spazzaneve sono entrati in azione lungo le strade principali e lungo il tratto Irpino dell’autostrada A16 Napoli-Canosa, tra le uscite di Baiano e Lacedonia. In alcuni tratti si procede a rilento e si viaggia solo con le dotazioni invernali.

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