Sorbillo: “Selvaggia Lucarelli fomenta l’odio social”. Una delegazione del Pd in visita alla pizzeria

Napoli. “C’è un clima strano nell’aria, un clima di silenzio, di ironia da parte di chi crede che abbia fatto tutto da solo e di mancati saluti da parte di alcuni commercianti della zona”. Gino Sorbillo, a due settimane dall’atto intimidatorio che ha colpito la sua pizzeria in via Tribunali racconta cosa sta vivendo in questi giorni. Il pizzaiolo napoletano, che ha riaperto l’esercizio con un cartello sull’ingresso principale che recita ‘Aperti dopo la bomba’, ha ricevuto oggi la delegazione dei deputati del in commissione Antimafia, accompagnati da Paolo Siani. Come aveva fatto all’indomani dell’esplosione dell’ordigno, Sorbillo ribadisce di voler restare a Napoli, con “la gente che amo”, e risponde all’opinionista e scrittrice Selvaggia Lucarelli, che sui social lo accusa di essere “vittima del proprio egocentrismo oltre che della camorra”. Con queste parole, dice Sorbillo, “fomenta l’odio di chi sui social aspetta l’occasione per sfogarsi davanti a una tastiera, cercando il mostro per sentirsi meglio. Comunque, quando vuole, la aspetto per offrirle una pizza”. I deputati del Nicola Pellicani e Walter Verini, componenti della Commissione parlamentare Antimafia hanno portato la loro solidarietà al pizzaiolo di via dei Tribunali: “Oggi siamo stati a Napoli, insieme al deputato Paolo Siani, a visitare la pizzeria di Gino Sorbillo. Abbiamo sentito il bisogno di essere lì non solo per esprimere solidarietà e l’auspicio che le indagini trovino i responsabili in tempi rapidi, ma per ribadire che chi si batte per legalità non va lasciato solo – hanno detto -. È necessario contribuire a mantenere acceso un faro perché l’intimidazione di cui è stato vittima Sorbillo può essere un messaggio per tutti coloro che si battono contro la criminalità e per il rispetto delle leggi. La politica non può che stringersi a queste persone. Oltre al contrasto alla mafia attraverso l’operato della magistratura e delle forze dell’ordine, c’è bisogno di uno Stato che dia risposte sociali, culturali e crei opportunità di lavoro così da prevenire questi fenomeni che si espandono in tutto il Paese”.

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