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Attualità

Napoli(Fi): Compravendita? Di Maio ha comprato milioni di voti

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“Il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio non riesce a venir fuori dalla quella macchietta che si è costruito con le sue stesse mani. E con tono macchiettistico, non avendone altri a sua disposizione, annuncia (questo solo sa fare: annunciare) di essere in possesso di notizie importantissime sul tentativo di “comprare” parlamentari M5s da parte del presidente Silvio Berlusconi. Bene: posso assicurare l’on. Di Maio che io e alcuni milioni di italiani siamo in possesso di prove inconfutabili che accusano lo accusano di aver comprato milioni di voti il 4 marzo. Nel modo che tutti sappiamo: promettendo un reddito a chi non ne ha uno, un reddito-premio per ottenere il quale era indispensabile assegnare la vittoria elettorale ai Cinquestelle”. Così Osvaldo Napoli, del direttivo di Forza Italia alla Camera. “La più grande operazione di compravendita del consenso si è svolta nel modo legale tipico di una campagna elettorale. Il reato di voto di scambio, introdotto nella legislazione, funziona quando a commetterlo è un singolo candidato. Ovvio che dopo il 4 marzo bisognerebbe introdurre la fattispecie del “voto di scambio di massa”. Perché lo stesso reato, mimetizzato da una campagna elettorale, non è meno grave se a commetterlo è un partito invece del singolo parlamentare. Che si sia trattato di “voto di scambio” è sotto gli occhi di tutti: le somme stanziate per il reddito di cittadinanza sono di gran lunga inferiori al necessario e non tutti potranno beneficiare di questa misura. Il risultato è che Di Maio e i Cinquestelle hanno ingannato milioni di italiani, ben disposti a cedere alle sirene di un reddito senza fatica – ha aggiunto – Di Maio li ha ingannati a spese di altri milioni di italiani che stanno pagando e pagheranno i costi di quell’inganno che si sono scaricati sul debito pubblico e sui risparmi attraverso l’arma dello spread. Un capolavoro di cinismo e menefreghismo che riceverà una sanzione durissima dagli elettori alla prima occasione utile”.

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Attualità

E’ morta la giornalista Rossana Rossanda, fondatrice del Il Manifesto

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E’ morta nella notte Rossana Rossanda. Ad annunciarlo con un tweet Il Manifesto, quotidiano da lei co-fondato.

 

“E’ morta nella notte a Roma la nostra Rossana Rossanda – si legge – Aveva 96 anni. Ricorderemo la nostra fondatrice sul giornale in edicola martedì”.

Nata a Pola il 23 aprile 1924, fra il 1937 e il 1940 Rossana Rossanda frequentò il liceo classico ‘Alessandro Manzoni’ di Milano e anticipò di un anno l’esame di maturità. All’Università Statale di Milano fu allieva del filosofo Antonio Banfi; giovanissima partecipò alla Resistenza e nel 1946 si iscrisse al Pci nel 1946. Nel 1958 entrò nel comitato centrale del Pci e grazie anche alla sua vasta cultura venne nominata dal segretario Palmiro Togliatti responsabile della sezione di politica culturale del Pci, che diresse dal 1963 al 1966.

Deputato alla Camera (1963-68), partecipò nel 1969 alla fondazione del mensile “Il Manifesto” con Luigi Pintor, Valentino Parlato, Lucio Magri, Aldo Natoli, Luciana Castellina, Massimo Caprara. Accusata di frazionismo, fu radiata dal Pci. Contribuì quindi alla costituzione del movimento politico del Manifesto militando poi nel Partito di unità proletaria per il comunismo (Pdup, 1976-79), di cui fu cofondatrice. Tra i fondatori del quotidiano “Il Manifesto” nel 1971, che ha lasciato nel 2012 per discrepanze con l’allora nuova direzione, ne è stata più volte direttrice e, comunque, una delle figure più autorevoli e rappresentative.

Presso Einaudi di recente ha pubblicato l’autobiografico “La ragazza del secolo scorso” (2005), “Un viaggio inutile” (2008) e “Quando si pensava in grande” (2013). Il suo ultimo libro è “Questo corpo che mi abita” (Bollati Boringhieri, 2018). Tra i suoi libri “L’anno degli studenti” (De Donato, 1968); “Le altre. Conversazioni sulle parole della politica” (Feltrinelli, 1979); con Pietro Ingrao e altri, “Appuntamenti di fine secolo” (manifestolibri, Roma 1995); con Filippo Gentiloni, “La vita breve” (Pratiche, 1996); con Carla Mosca, il libro-intervista all’ex terrorista Mario Moretti, “Brigate Rosse. Una storia italiana” (Anabasi, 1994).

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Italia

Ladro ucciso a Roma: è un siriano con precedenti penali

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Ladro ucciso a Roma: è un siriano con precedenti penali. Non e’ grave il carabiniere ferito. Si cerca complice fuggito.

 

E’ stata identificata la persona, si sospetta si tratti di un ladro, che nella notte e’ stata uccisa con due colpi di pistola dopo aver aggredito un carabiniere che lo aveva sorpreso nel cortile condominiale di un palazzo nei pressi del quartiere romano dell’Eur. Secondo quanto si e’ appreso si tratta di un 56enne siriano. L’uomo avrebbe precedente per rapina, lesioni ed evasione.

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Il militare che aveva ferito al costato con un cacciavite e’ ricoverato in ospedale, ma non sarebbe in gravi condizioni. Sono in corso indagini per risalire al complice della vittima che e’ riuscito a scappare.  Sono confermati diversi segni di effrazione sul luogo in cui era stata segnalata la presenza di due persone sospette la scorsa notte all’Eur.

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