“Il vice presidente del Consiglio Luigi Di Maio non riesce a venir fuori dalla quella macchietta che si è costruito con le sue stesse mani. E con tono macchiettistico, non avendone altri a sua disposizione, annuncia (questo solo sa fare: annunciare) di essere in possesso di notizie importantissime sul tentativo di “comprare” parlamentari M5s da parte del presidente Silvio Berlusconi. Bene: posso assicurare l’on. Di Maio che io e alcuni milioni di italiani siamo in possesso di prove inconfutabili che accusano lo accusano di aver comprato milioni di voti il 4 marzo. Nel modo che tutti sappiamo: promettendo un reddito a chi non ne ha uno, un reddito-premio per ottenere il quale era indispensabile assegnare la vittoria elettorale ai Cinquestelle”. Così Osvaldo Napoli, del direttivo di Forza Italia alla Camera. “La più grande operazione di compravendita del consenso si è svolta nel modo legale tipico di una campagna elettorale. Il reato di voto di scambio, introdotto nella legislazione, funziona quando a commetterlo è un singolo candidato. Ovvio che dopo il 4 marzo bisognerebbe introdurre la fattispecie del “voto di scambio di massa”. Perché lo stesso reato, mimetizzato da una campagna elettorale, non è meno grave se a commetterlo è un partito invece del singolo parlamentare. Che si sia trattato di “voto di scambio” è sotto gli occhi di tutti: le somme stanziate per il reddito di cittadinanza sono di gran lunga inferiori al necessario e non tutti potranno beneficiare di questa misura. Il risultato è che Di Maio e i Cinquestelle hanno ingannato milioni di italiani, ben disposti a cedere alle sirene di un reddito senza fatica – ha aggiunto – Di Maio li ha ingannati a spese di altri milioni di italiani che stanno pagando e pagheranno i costi di quell’inganno che si sono scaricati sul debito pubblico e sui risparmi attraverso l’arma dello spread. Un capolavoro di cinismo e menefreghismo che riceverà una sanzione durissima dagli elettori alla prima occasione utile”.

Renato Pagano
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