Come Totò quando riuscì a vendere la fontana di Trevi ad un turista. È finito nuovamente nei guai, stavolta per truffa, Antonio Corvino, 41 anni di Caserta meglio noto con il soprannome di Culacchiotto, accusato di aver percepito soldi per la vendita di un’auto, di fatto da lui mai posseduta. Il pubblico ministero Vincenzo Quaranta del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto la chiusura delle indagini preliminari ed ora si prepara a chiedere il rinvio a giudizio.
I fatti per i quali Culacchiotto risulta indagato si sono verificati nel mese di maggio scorso quando si fece consegnare dalla vittima, in due diverse tranches, la somma complessiva di 800 euro come acconto per la vendita di un’auto, di fatto da lui mai posseduta. Per essere più convincente accompagnò anche la persona offesa presso una concessionaria di Maddaloni mostrandogli una Smart Four Four esposta e spacciandola per la propria auto in vendita. Ora il pm ha avvisato l’indagato ed il suo difensore, l’avvocato Nello Sgambato, della facoltà di prendere visione degli atti e della possibilità di produrre memorie. Poi dovrà valutare se chiedere o meno un nuovo processo per Corvino. I precedenti:
Francia Antonio Corvino, alias “culacchiotto”, dopo intensa attività congiunta della Polizia di Stato di Caserta, del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia e della Polizia francese. Il 38enne nato a Caserta era evaso dalla Comunità Terapeutica di S. Patrignano (RN)ove era detenuto in regime degli arresti domiciliari dal 2 febbraio per traffico di stupefacenti. Aveva portato a termine una rapina ad un’auto, di proprietà di un’infermiera, che lavora presso la comunità: intercettato dalla Polizia Stradale che lo aveva intercettato al casello autostradale di Vasto (CH), era riuscito a scappare anche a loro, forzando le sbarre e, dopo un rocambolesco inseguimento, abbandonando il veicolo e fuggendo a piedi nei campi.

 Gustavo Gentile

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