Vietri, la Cassazione annulla la condanna: Benincasa può tornare a fare il sindaco

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Annullata la sentenza di condanna per il sindaco di Vietri sul Mare, Francesco Benincasa,  che può ritornare alla sua carica secondo quanto stabilito dai giudici della Corte di Cassazione. La condanna era stata inflitta, in appello, lo scorso gennaio il cui verdetto che aveva fatto scattare, nei confronti di Benincasa, la legge Severino.
Per gli altri imputati invece è stata dichiarata la prescrizione. Il sindaco Benincasa era rientrato nelle indagini in quanto, per l’accusa, aveva revocato troppo presto l’ordinanza adottata – dal commissario straordinario che teneva prima di lui le fila dell’ente locale – in seguito alla frana che si era staccata dal costone Rocce Rosse, consentendo così la parziale riapertura dello stabilimento balneare del Baia. A spiegare la decisione, come riportato da Il Mattino, fu lo stesso Benincasa che era stato informato del rischio che cinquanta dipendenti avrebbero potuto perdere il posto di lavoro e come, prima di firmare l’ordinanza parziale di apertura del lido balneare, avesse chiesto ai funzionari comunali di verificare che la documentazione fosse in regola.
Ottenendo rassicurazioni su tale fronte visto che agli atti c’erano la perizia giurata di due geologi e di un ingegnere, i certificati di ultimazione dei lavori e di collaudo. Coinvolti nella vicenda giudiziaria, oltre al legale rappresentante della società che gestiva la struttura ricettizia, Francesco Soglia, c’erano anche il responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune, Domenico Manzione e i consulenti tecnici, Giovanni Rea, Vincenzo Bove e Nanni Remigio di Sanza, che erano stati accusati di aver attestato l’esecuzione delle opere di bonifica e messa in sicurezza che avrebbero messo il costone Rocce rosse al riparo da cedimenti, ma che secondo la ricostruzione della magistratura salernitana erano insufficienti. Era il maggio del 2009 quando, dal costone roccioso, venne giù una frana di circa duemila metri cubi tra massi e detriti che investì il lido del Lloyd’s Baia Hotel. Secondo le accuse, quel cedimento si sarebbe potuto evitare se tutti avessero fatto fino in fondo la loro parte come chi avrebbe dovuto provvedere alla manutenzione della zona a rischio crollo.


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