“L’introduzione della figura dell ‘agente sotto copertura nelle indagini per corruzione e’ un grosso passo avanti nella lotta contro l’illegalita’ nella politica e nella pubblica amministrazione”. Lo dice Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia, commentando in una intervista al Fatto quotidiano, il disegno di legge anti-corruzione del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Roberti spiega come agira’ l’agente sotto copertura. “E’ un ufficiale di polizia giudiziaria – afferma – dotato di professionalita’ specifica, che si infiltra all’interno di una trama corruttiva per scoprirla e bloccarla. Entrato con una falsa identita’ in un ambito in cui si sta compiendo un reato, osserva, rileva, registra e riferisce al pubblico ministero cio’ che si sta commettendo. Raccoglie elementi di prova in relazione a un reato gia’ in atto, che osserva durante la sua realizzazione. Lo fa con l’autorizzazione del pubblico ministero e sotto il costante controllo del pm, che e’ e resta colui che dirige le indagini. E’ uno strumento investigativo nelle mani del magistrato – prosegue – molto efficace nella lotta contro la corruzione”. L’agente infiltrato, aggiunge Roberti, “non e’ soltanto uno strumento investigativo per scoprire e punire la corruzione, ma anche un modo molto efficace per prevenirla: e’ un deterrente formidabile, perche’ rompe la relazione di fiducia che deve sempre esserci tra il corrotto e il corruttore”.
Ultime Notizie
- 18:42
- 18:39
- 18:35
- 18:30
- 18:13
- 18:07
- 16:59
- 16:50
- 16:35
- 16:20
- 16:06
- 15:50
- 15:35
- 15:20
- 15:05
- 14:48
- 14:03
- 13:11
- 12:41
- 12:33
- 12:22
- 12:14
- 11:18
- 11:09
- 10:35
- 10:03
- 09:28
- 09:27
- 09:21
- 08:51
- 08:39
- 08:06
- 07:57
- 07:50
- 07:39
- 07:21
- 07:07
- 06:49
- 06:19
- 03:47



