

Si terranno nel pomeriggio i funerali del 22enne di Marcianise Mario Pio Zarrillo, suicidatosi con un colpo di pistola in un immobile abbandonato. Ieri e’ stata infatti eseguita l’autopsia, che ha confermato la circostanza che il giovane si e’ sparato in bocca. Una vicenda che ha scosso l’intera comunita’ di Marcianise, anche perche’ a distanza da tre giorni dal ritrovamento del corpo, non si conoscono ancora i motivi del tragico gesto. La pista dell’istigazione al suicidio e’ stata quasi accantonata dagli inquirenti della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e dai carabinieri di Marcianise delegati alle indagini; non sono stati infatti trovati elementi che abbiano confermato l’ipotesi che qualcuno possa aver minacciato in modo tale il giovane da spingerlo al suicidio. Tale pista era peraltro legata alla circostanza, riferita ai carabinieri dal papa’ del 22enne, secondo cui il figlio avrebbe visto qualcosa che non doveva vedere, tanto da confidarlo ad un amico. Quel che emerge e’ invece una vera e propria programmazione del gesto da parte del 22enne, che a fine agosto, i giorni 27 e 28, si e’ recato al poligono per ottenere il porto d’armi per uso sportivo, mentre venerdi’ 31 agosto e’ andato a Teano per acquistare una pistola Beretta calibro 9×21, spendendo, tra documentazione e arma, oltre 1000 euro. E’ poi tornato a Marcianise dove ha parcheggiato l’auto del padre allontanandosi a piedi verso l’immobile abbandonato dove si e’ rintanato; qui ha provato l’arma due volte con le cuffie simili a quelle che si usano al poligono, quindi ha puntato la pistola contro di se’ uccidendosi. E’ probabile che dietro vi fossero motivazioni di carattere strettamente personale. In un post, il sindaco di Marcianise Antonello Velardi, si associa “al dolore dei genitori, della sorella, dei familiari. Di tutti gli amici. Li abbraccio, con la forza della disperazione – scrive – li abbraccio a nome di tutta la citta’, cercando di trovare parole che – confesso – non ho. Non e’ il primo suicidio, questo, purtroppo, a Marcianise. Ma questa vicenda e’ stata vissuta in un modo diverso; e’ uscita subito dall’ambito familiare ed e’ diventata una vicenda collettiva, comunitaria. Non e’ la prima volta che Marcianise da’ prova della condivisione identitaria; e’ essa stessa un segno di un’epoca nuova pur nella tragedia”.
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