Il sindaco di Catania, ha fatto rimuovere dai vigili urbani un murales realizzato da un gruppo di ragazzi sul muro di un bar del centro città in cui era raffigurato Ciro l’Immortale di Gommora: “Inaccettabile che si esalti l’immagine di un personaggio negativo, per quanto cinematografico, espressione di quella criminalità mafiosa, in questo caso di tipo camorristico, che ha riempito di sangue la nostra città nel passato, lasciando sul selciato servitori dello Stato, uomini del diritto e giornalisti”, ha spiegato così il primo cittadino la sua decisione. Cosa che ha lasciato incredudili i ragazzi che lo avevano realizzato, i proprietari del bar e lo stesso Marco D’Amore. Sui social si è scatenato il finimondo e tanti hanno espresso solidarietà a D’Amore. L’attore napoletano che ha interpretato fino alla morte nell’ultima puntat della terza edizione il famoso l’Immortale nella fiction Gomma sentito da Il Corriere del Mezzogiorno ha voluto dire: “Se il non è riuscito a cogliere il senso unicamente ludico di quel murales, significa che ha fatto un processo alle intenzioni. E stiamo messi davvero male. E’ grave che un amministratore sia andato così oltre non capendo che si trattava solo ed esclusivamente di una caricatura. Del resto, bastava guardare quel ritratto per comprederne lo spirito. Mi sembra assurdo il riferimento alla mafia e alla camorra. Ma stiamo scherzando?”. Tra l’altro il pèrimo cittadino ha preteso che la rimozione del murales avennisse con le spese a carico dei proprietari del bar.
E così Marco D’Amore ha spiegato ancora al Cormez: “In tutto il mondo ci sono ritrati, murales o scritte che ricordano attori che hanno interpretato personaggi di mafia e di camorra. Mi viene in mente il “Padrino”, ci sono ristoranti in America con questo nome. Cosa avrebbe fatto il sindaco di Catania? Avrebbe vietato di andare a mangiare in quel locale? Francamente sono stupito. Mi fa piacere però che lo spirito ludico di quel murales sia stato ben compreso da tantissimi ragazzi che non intendono celebrare l’Immortale o farlo assurgere a modello. I giovani sono il futuro, e questo mi fa ben sperare. Al sindaco vorrei dire che di celebrativo in quell’idea non c’era proprio nulla. Magari i proprietari del bar, volevano soltanto incrementare un po’ la clientela”.