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venerdì, Luglio 3, 2020

Turista morì risucchiata da un’onda sul porto di Praiano: indagato il sindaco

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A Giovanni Di Martino, sindaco di Praiano, la procura contesta il reato di omicidio colposo per la morte di Marinagela Calligaro avvenuta lo scorso 2 gennaio. Gli viene contestato, in pratica, di avere omesso i controlli del caso. La turista di Belluno, aveva cinquantacinque anni ed era in vacanza in Costiera quando, durante una passeggiata sulla Praia – zona in cui mancava il cartello di divieto di passeggiare in caso di mare agitato con il marito e un’altra coppia di amici -, è morta risucchiata da un’onda.
A seguito di meticolose indagini svolte dai militari del nucleo investigativo della Capitaneria di porto di Salerno, il sostituto procuratore Roberto Penna ha individuato a carico del sindaco tutte le responsabilità della tragedia in quanto tutto ciò che attiene alla pubblica incolumità è in capo al primo cittadino del territorio.
Lanciato l’allarme, sul posto arrivarono immediatamente la guardia costiera e il 118. Mariangela Calligaro, il marito Carlo Talamini di cinquantasei anni e l’amica Nicoletta Bressa erano in mare. Nicola Zeggio, marito di Nicoletta (57 anni come la moglie), si era salvato ed era rimasto a terra. La Bressa, poi tratta in salvo, era aggrappata a una boa poco oltre la scogliera mentre la Calligaro e suo marito erano stati portati al largo dalla corrente. Talamini, successivamente ricoverato all’ospedale Costa d’Amalfi per ipotermia, si era aggrappato a una boa e con l’altro braccio teneva il corpo della moglie probabilmente già privo di sensi. A salvare la seconda donna fu il marito il quale, dopo essere stato imbracato con un salvagente legato a una corda, si tuffò nuovamente in mare per raggiungerla. E dopo averla afferrata la portò sulla spiaggia. La Calligaro era ancora viva ma le sue condizioni erano gravi tant’è che le manovre rianimative fatte a bordo dell’ambulanza non servirono a tenerla in vita.
Non è la prima volta che una tragedia simile si consuma nello stesso posto: nel 2009, Manuela Castaldo, napoletana di trentasette anni, perse la vita nel medesimo modo. Stessa sorte per una turista veneta e prima di lei ancora altre due vittime.
“Me lo aspettavo, era un atto dovuto. Non sono stato colto di sorpresa: in questi casi fa parte del ruolo istituzionale di un sindaco essere individuato come presunto responsabile” – ha dichiarato il sindaco di Praiano al quotidiano Il Mattino. “Mi si addebita la mancata presenza di non adeguata segnaletica in caso di mareggiata – spiega Di Martino – Poi sarà l’eventuale dibattimento a dimostrarlo. Per adesso non so se ci saranno altre valutazioni, confidiamo nell’attenzione dei giudici dinanzi ai quali mi difenderò. Ci presenteremo sereni e ritengo di non avere responsabilità rispetto a questo fatto gravissimo”.
“Fu una tragedia gravissima. – prosegue – Ora sarà la giustizia a dire se ci sono state imperizie o mancanze. Io mi ritengo estraneo da responsabilità, anche se non ho visto il fascicolo e le motivazioni rispetto all’attività di indagine”.

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