Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy

Cronaca Nera

Salerno, fratelli accoltellati in una rissa: presi due del branco

Pubblicato

in



Sono stati arrestati dai carabinieri del Nucleo Operativo di due dei componenti del branco che la scorsa notte ha ferito tre fratelli in piazza Gian Camillo Gloriosi, nel quartiere Torrione di . Si tratta di un 19enne e di un 16enne. Il primo e’ stato condotto nel carcere di Fuorni, il secondo e’ stato trasferito in un centro di prima accoglienza destinato ai minori. I carabinieri sono riusciti a risalire alla loro identita’ attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona e grazie al racconto fornito da alcuni testimoni. Recuperata anche l’arma utilizzata durante la lite. I militari adesso sono a lavoro per provare a individuare gli altri componenti del branco che ha ferito gravemente il piu’ grande dei tre fratelli, colpendolo con diverse coltellate. Il 26enne e’ ricoverato nel reparto di Chirurgia d’Urgenza all’ospedale “Ruggi” di . Stanotte e’ stato sottoposto a un intervento chirurgico per suturare le lesioni riportate al rene, al polmone e all’intestino. La prognosi resta riservata ma non sarebbe in pericolo di vita. Accertamenti in corso anche per il fratello 22enne che ha riportato ferite superficiali, mentre il suo gemello e’ stato dimesso.

Continua a leggere
Pubblicità

Afragola

Il figlio di Gigi D’Alessio a Gennaro Moccia: ‘Mo’ basta, ti devi fermare’

Pubblicato

in

Il figlio di Gigi D’Alessio a Gennaro Moccia: ‘Mo’ basta, ti devi fermare’.

 

Trentamila euro: era questa la cifra che il figlio di Gigi D’Alessio, Claudio, avrebbe dovuto ridare al clan dei Moccia, dai quali aveva ottenuto denaro in prestito. Ma ”ad ogni pagamento effettuato in ritardo, i Moccia applicavano degli ulteriori interessi, non meglio indicati, che aumentando di gran lunga il capitale da restituire, allungavano anche i tempi di estinzione del debito” si legge nell’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia contro il clan Moccia che ha portato all’arresto di 13 persone indagate a vario titolo per i reati di estorsione e fittizia intestazione di beni, aggravati dal metodo mafioso, nonché esercizio abusivo del credito.

In una intercettazione D’Alessio parla delle pressioni dei Moccia con Marco Claudio De Sanctis, presidente del Mantova Football Club, anche lui ‘strozzato’ dal clan dopo aver ottenuto denaro in prestito. ”nooo gli ho detto ‘mò basta, ci dobbiamo bloccare perché così sta esagerando’ gli ho detto ti devi fermare, io adesso a febbraio devo chiudere e basta, si deve congelare a gennaio, ogni volta fa quello più quello, più quello…”.

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE: Clan Moccia: soldi ‘prestati’ anche al figlio di Gigi D’Alessio

”Perché se non paghi, tipo quel giorno, ti fa una volta e mezzo” gli risponde De Sanctis. ”Da una conversazione si comprende come il rapporto debitorio durasse da almeno 6 mesi – si legge nell’ordinanza – poiché Moccia, con tono alquanto infastidito sollecitava D’Alessio a risolvere la questione (”allora me lo devi dire tu, Claudio, fratello… sono sei mesi, allora!), sottolineando come le ‘belle chiacchiere’ non fossero sufficienti con lui, che era ”di Napoli” (”però Claudio tutti questi … queste belle chiacchiere… io non sono di Milano … non sono neanche della Cina, io sono di Napoli”). ”Analoghe contestazioni venivano mosse a D’Alessio in una conversazione del 13 luglio 2018 – scrive il gip Rosalba Liso – ( ”aò però frate, ja, stiamo da sei mesi a fa’ sto bordello”), al termine della quale i due concordavano che D’Alessio avrebbe consegnato a Moccia un assegno, che avrebbe poi incassato una terza persona, per conto di Moccia proprio al fine di evitare che emergessero rapporti finanziari diretti tra D’Alessio e Gennaro Moccia”.

Continua a leggere



Cronaca Nera

Holding criminale denunciata da farmacista: con strozzinaggio compravano farmacie in crisi

Pubblicato

in

Grazie alla denuncia di un farmacista la procura di e la Direzione antimafia hanno portato alla luce un giro d’affari gestito da una holding criminale che ha acquistato almeno una decina di farmacie

La procura di Salerno e la Direzione investigativa Antimafia hanno portato alla luce, grazie alla denuncia di una vittima, un farmacista, un giro d’affari gestito da professionisti (un commercialista, alcuni avvocati, mediatori finanziari e imprenditori indagati a piede in libero) con una holding criminale che ha acquistato almeno una decina di farmacie, tra città e provincia. È quanto si apprende sul quotidiano Il Mattino che riporta alcuni dettagli delle indagini aperte: una per usura ed estorsione, l’altra per investimenti di proventi illeciti.

 

Il modus operandi della holding criminale: denunciati da un farmacista

Secondo le indagini riportate dal giornale, l’aggancio della vittima avveniva sempre in contesti sociali in cui il commercialista (indagato) creava il contatto informale e professionale per studiare bene il contesto e la situazione finanziaria dell’attività a cui si mirava così da proporre delle soluzioni. Iniziava con il rapporto con le banche che, “con la complicità di un avvocato calabrese compiacente, finiva col deteriorarsi così da rendere necessario il ricorso alla finanziaria lussemburghese e l’avvio di una serie di procedure finanziarie con interessi richiesti anche di oltre il 70%”. A denunciare quanto stava accadendo è stato un farmacista consentendo di incastrare i responsabili attraverso intercettazioni telefoniche ed ambientali e di salvare così la sua attività commerciale. Le fila, secondo la ricostruzione, erano tenute dal commercialista che “avrebbe organizzato un «sistema» per «risollevare» le farmacie dopo le due crisi di liquidità dovute ai mancati pagamenti delle Asl” entrando in tutte le loro attività prima con finanziamenti, “con interessi usurai, attraverso una società lussemburghese, poi con l’imposizione di forniture da una «propria» società di distribuzione del farmaco disposta a concedere credito anche in presenza di pregressi insoluti e incassando interessi sui crediti, a volte anche emettendo fatture per consegne mai eseguite”. Infine, “quando l’attività era al collasso, interveniva un imprenditore che acquistava le farmacie a poco prezzo e anche i debiti bancari. Debiti che poi non venivano pagati, obbligando gli istituti di credito a rifarsi sugli stessi venditori i quali, a loro volta, sono stati costretti a pagare con i «miseri» proventi della vendita delle proprie attività, debiti di cui pensavano essersi liberati”.

 

Le inchieste aperte: usura, estorsione investimenti illeciti

Due le inchieste aperte. Quella “per usura ed estorsione vedrebbe indagate due persone, una delle quali è il commercialista”; l’altra “vede indagati l’imprenditore acquirente delle farmacie e altri professionisti per reinvestimento di proventi illeciti. Cinque le società individuate, tra loro collegate e tutte riferibili al commercialista, che secondo gli investigatori avrebbero avuto un ruolo determinante nell’acquisizione delle farmacie. Quattro sono di carattere finanziario: una holding di partecipazioni, una di cartolarizzazione dei crediti, una di consulenza ed una di servizi. La quinta, invece, è una grossista di farmaci. Erogatore di liquidità per tutte le operazioni, invece, una sesta società (sulla quale ci sarebbero ancora indagini in corso) con sede a Lussemburgo e presso la quale il commercialista salernitano – secondo gli inquirenti, godrebbe di grande fiducia”.

Continua a leggere



Le Notizie più lette