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Due morti in carcere in Campania nelle ultime 48 ore

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Due morti nelle carceri della Campania nel giro delle ultime 48 ore. Il primo è avvenuto a Poggioreale dove due giorni fa si è tolto la vita un 37enne di Marigliano. Stava scontando  un pena a sei anni di reclusione per droga. I suoi compagni di cella lo hanno trovato impiccato con un lenzuolo. Ieri invece nel carcere di Santa Maria Capua Vetere un detenuto di 40 anni è morto per infarto. Ciro Auricchio, segretario regionale dell’Uspp sottolinea ancora una volta  “la grave carenza degli organici della polizia penitenziaria. Chiediamo un intervento urgente al ministro Buonafede  per sopprimere la vigilanza dinamica nelle sezioni detentive”.  E poi c’è il sovraffollamento delle carceri soprattutto a Poggioreale e Secondigliano che crea continue situazioni di tensione e dove ogni settimana ci sono problemi.

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Il cortile del Reparto Livorno, uno degli spazi finora sottoutilizzati dell’istituto di Poggioreale, è stato ripensato come luogo di aggregazione e benessere, con l’obiettivo di incentivare la socialità e contribuire al percorso rieducativo dei detenuti. Un modello di rigenerazione urbana all’interno del carcere, ispirato a un’idea di detenzione che non rinuncia ai diritti fondamentali della persona. “Un’area di defaticamento e di incontro è fondamentale per chi vive in spazi ristretti”, sottolineano la provveditrice regionale Lucia Castellano e il direttore dell’istituto Stefano Martone, che spiegano anche la scelta del momento: “Abbiamo voluto aprire il cortile proprio nel periodo estivo, quando la quotidianità in carcere diventa ancora più complessa a causa del caldo e della sospensione di molte attività”. Significativa la presenza del capo del DAP, Stefano Carmine De Michele, che taglierà personalmente il nastro inaugurale. “È un gesto simbolico – commentano Castellano e Martone – ma anche concreto, che testimonia l’attenzione dell’Amministrazione Penitenziaria non solo verso i detenuti, ma anche verso il personale che opera ogni giorno in condizioni difficili, con professionalità e spirito di servizio”. Il carcere di Poggioreale, per la sua collocazione nel cuore della città e per la sua funzione storica, è stato individuato come luogo ideale per avviare un nuovo modello di detenzione partecipata e aperta al territorio. Un esperimento che punta a superare la logica dell’isolamento e ad aprire spazi – fisici e simbolici – di inclusione e cambiamento.  

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