Comincia a piovere nella grotta in Thailandia: è corsa contro il tempo per salvare i 13 baby calciatori

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Comincia a piovere sulle colline montagnose e sulle grotte che hanno ancora troppa acqua dalle alluvioni precedenti per poter consentire di procedere al piano A, il trasferimento dei ragazzi dalla piccola caverna di Nern Nom Sao vicino alla celebre “Pattaya beach”, alla base dei sommozzatori 500 metri più avanti. I metri più difficili, anche se sono soltanto una minima parte del tragitto completo di quasi 4 chilometri fino all’uscita e alla salvezza.Quando questo potrà avvenire non si sa e dipende sia dalle condizioni fisiche dei 13 , che devono essere non solo buone ma ottime, sia dal livello dell’acqua che continua a essere più o meno stabile con la grande incognita di che cosa succederà quando ricominceranno i monsoni pesanti. Il governatore Narongsak Osatanakorn ha spiegato che in alternativa sono stati effettuati 18 buchi di lato e sopra il presunto soffitto della grotta-rifugio, ma ce ne vorrebbe uno “di almeno 600 metri, forse più (impossbile per ora un calcolo preciso, ha detto) che potrebbe richiedere anche due mesi di trivellazioni. Se questo fosse praticabile, sarebbe pur sempre un’alternativa più veloce alla terza delle ipotesi che prevede un’attesa lunghissima. “Il periodo ideale per farli uscire sarebbe ben oltre la fine dei monsoni, tra dicembre e gennaio”, ha precisato ieri Osatanakorn. E’ la prima volta che l’alto funzionario responsabile dei soccorsi indica una data così netta e lontana nel caso non si facesse in tempo a preparare tecnicamente i ragazzini e l’allenatore a uscire con le bombole prima delle nuove piogge che riempiranno certamente le cavità delle grotte rendendo l’uscita con le mute da sub una missione impossibile.Tra le note più negative dell’aggiornamento di giornata c’è l’ulteriore riduzione del livello di ossigeno nella grotta dei ragazzi e in quella numero 3 dei soccorritori, dal 23 per cento misurato la sera del ritrovamento lunedi scorso al 15 per cento di due giorni fa e il 13 per cento di ieri. “Se continua così tutti possono rischiare stati di incoscienza per le conseguenze dell’assenza di aria sui polmoni e la circolazione sanguigna. Quindi – ha detto Osatanakorn – anche se non siamo ancora a livelli letali, dovremo aumentare le forniture di ossigeno e limitare il numero delle persone lì dentro. Ci sono 100 persone che continuamente vanno e vengono, attualmente troppe per la poca aria disponibile e la formazione di pericoloso ossido di carbonio”.

Il governatore ha anche precisato che ogni giorno i coordinatori si incontrano per tre, quattro ore e si aggiornano per confrontare le idee e decidere che cosa fare, consapevoli che “ogni errore puo’ avere imprevedibili conseguenze successive”. “L’altra notte per esempio – ha spiegato – l’acqua era ancora troppo alta”.A conferenza finita nessuna domanda è ammessa. Solo l’ufficiale che coordina tecnicamente i soccorritori, il generale Bancha Duriya Unt, sembra ottimista e sorridente. “Faremo del tutto per tirarli fuori appena possibile. Nessuno puo’ fare l’impossibile, giusto?”.






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