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Si è concluso in Corte d’Assise d’Appello il processo contro i presunti responsabili dell’omicidio del 26enne di Casalnuovo Giuseppe Ilardi. Giovanni Romano Gallucci e lo zio Onofrio Mosti, con il rito abbreviato, sono stati condannati a 30 anni di reclusione. Ergastolo evitato ma hanno raccolto 10 anni in più richiesti dal procuratore generale Gaetano Arcese nella requisitoria. Per Pietro Castiello, invece, pena confermata rispetto a quanto emesso nel primo grado di giudizio: 14 anni di reclusione, poiché ritenuto presunto complice. Nel procedimento era coinvolta un’altra persona, Ciro De Caprio, che dopo un tentennamento iniziale ha scelto la collaborazione con la giustizia. La terza sezione della Corte d’Assise d’Appello presieduta da Vincenzo Mastursi ha cancellato l’aggravante mafiosa che pendeva sugli imputati senza riconoscere le attenuanti generiche. Nel processo il comune di Casalnuovo si è costituito parte civile. La decisione è avvenuta nella giornata di ieri dopo una camera di consiglio durata poco più di tre ore. L’omicidio in questione avvenne a Casalnuovo nel dicembre del 2015, il fatto è riconducibile probabilmente nell’ambito dei piccoli traffici di droga. Gli investigatori ritennero che il vero obiettivo dell’agguato fosse Antonio Barone, detto l’elettricista. A compiere il fatto, secondo quanto emerso dalla ricostruzione fatta dagli inquirenti, furono Onofrio Mosti e Giovani Romano Gallucci. Pietro Castiello e Ciro De Caprio invece avrebbero avuto ruoli più marginali. La svolta nelle indagini si ebbe con il ritrovamento dell’arma utilizzata per compiere il delitto e la confessione di Ciro De Caprio.


Di Redazione Cronaca



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