‘Ho litigato, vieni, capisc’ a mmé’, così Esposito chiamò il figlio del boss per uccidere il ragazzo fuori alla discoteca

“Sto fuori là …omissis (e indica il nome del locale di Coroglio), ho litigato, vieni, capisci a mme…”.. E’ Francesco Esposito il 20enne del Pallonetto di Santa Lucia che chiama con il suo smartphone l’amico. Il figlio del boss del clan Elia, che ha soli 16 anni ma già sa come sapersi fare rispettare nel mondo della malavita. E’ la notte tra domenica e lunedì nella discoteca di Coroglio ci sono state due risse. Il giovane di Santa Lucia ha avuto la peggio da quelli di Secondigliano e chiama i rinforzi. Chiedendo di armarsi. Quel “capisci a me” è inequivocabile per gli investigatori che lo hanno arrestato insieme con il 16enne per l’omicidio di Agostino di Fiore, il 28enne di Scampia. “Sono di Secondigliano, in venti mi hanno dato addosso, vieni qui a darmi una mano, stanno ancora dentro al locale”. La richiesta di aiuto non è andata a vuoto, anzi. Il sedicenne si è armato ed è arrivato in taxi a Coroglio. Due ragazze amiche di Esposito avevano anche provato a fermarlo richiamandolo e dicendo che era tutto ok e che poteva anche fare a meno di andare la perché Francesco era con loro al sicuro. Ma l’adrenalina era già a mille e dopo 15 minuti il minorenne armato era già sul posto a compiere la vendetta. Due colpi senza esitazione al bersaglio grosso dopo che aveva provato ad intimorire Agostino, esplodendo tre colpi in aria, che si era messo in auto e aveva cercato di investirlo. E’ bastato quel “capisc’ a mme’ per uccidere un giovane di 28 anni reo di aver difeso insieme ad altri amici una ragazza importunata dallo stesso Esposito.

Domani mattina i due saranno interrogati per la convalida dei fermi disposti dai pm che stanno indagando sull’omicidio di Agostino Di Fiore,  In carcere c’e’ in ragazzo di 16 anni, figlio di un elemento di vertice del clan Elia della zona del Pallonetto di Santa Lucia, e il suo fidato amico, Francesco Esposito, 19 anni, dello stesso rione. Sarebbe stato lui ad avere la peggio in una lite scoppiata per una ragazza, all’esterno del locale, nella notte tra domenica e lunedi’. Il 28enne, che era con un gruppo di amici, sarebbe intervenuto in difesa di una ragazza che stava subendo violenti rimproveri da Esposito, il quale avrebbe reagito scatenando la rissa. Si sarebbe poi rifugiato in discoteca dove avrebbe chiamato rinforzi. Il 17enne avrebbe portato la pistola e sarebbe stato investito dall’auto di Agostino che aveva tentato di scappare alla furia del branco. Sette i colpi di pistola: tre in aria e quattro verso il 28enne di Scampia che non ha avuto scampo. Il minorenne e’ stato fermato ed e’ stato portato in ospedale perche’ si ipotizzava potesse avere delle fratture dopo essere stato travolto fuga. Sta bene ed e’ stato portato al carcere minorile di Nisida. E’ invece a Poggioreale il 19enne Esposito, il primo a essere fermato dai carabinieri; a novembre 2016 era stato arrestato per aver partecipato a una ‘stesa’, un raid armato con colpi di pistola esplosi in aria, lungo via Toledo, una strada sempre piena di persone. Era una dimostrazione di forza organizzata dal clan Elia. Condannato a solo un anno, e’ tornato libero da pochi mesi. Adesso risponde di concorso in omicidio.

Redazione
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