Definito il “” di , AmbrOsino, ha nelle scorse ore pubblicato il secondo disco dal titolo “”. La produzione è di MiMandaGiovanni, Full Heads e Audioglobe. I brani che compongono l’album narrano il percorso di vita di un ragazzo in un determinato periodo storico, dove si evolve il tessuto sociale di una società scoppiettante focalizzandosi anche su quell’umanità che abita una Napoli operosa, accogliente, generosa ma anche spigolosa. Il primo estratto dell’album è “”. Abbiamo intervistato  AmbrOsino che ci ha raccontato di “” e dei suoi prossimi progetti.
Massimiliano, è delle scorse ore la pubblicazione dell’album “”. Ci spieghi il significato del titolo e cosa ti ha spinto a sceglierlo?
“Le Edicole venivano edificate dalla comunità in alcune zone dei quartieri popolari nelle quali non vi era ancora l’illuminazione; i lumini ad olio affidati alle figure sacre divenivano quindi anche un punto luminoso e di riferimento per gli abitanti che riconoscevano così, ’a via pe’ turnà ‘a casa. E il tema principale di questo nuovo progetto sta un po’ ne ”il tornare a casa” – anche se non mi sono mai spostato da Napoli – questa idea mi ha spinto a scrivere le 10 “storie” di questo disco.”
Sei stato definito un “”. Quali sono le “storie” che ti piace cantare della tua città?
“A me piace raccontare le mie di storie innanzitutto e considerando che queste raccontano principalmente il mio percorso di vita tra Napoli centro e (il posto dove sono nato), di riflesso spero di prestare un’ulteriore voce alla città, che negli ultimi tempi sta vivendo un interessante periodo di crescita musicale e culturale.”
Il primo è “”, dove ‘canti’ la Napoli animata e rumorosa. Quanto è fondamentale per un cantante l’essere vicino alle proprie radici?
“Per me è davvero essenziale. Poi, c’è da dire che questa è una metropoli che ti tocca, ti ispira, ti canta, ti recita continuamente. Gli artisti devono solo imparare ad ascoltarla. Siamo fortunati noi napoletani ad essere nati qui; questo odio razzista che persiste e si manifesta sugli stadi principalmente è solo un sentimento di invidia fortissimo.”
Qual è il filo conduttore dei tuoi brani di questo album?
“Mah!, Sicuramente la scrittura dei brani tutta in lingua napoletana, poi un unico autore dei testi e delle musiche, che sono io (ride ndr), ed infine… le storie di “Edicola Votiva” sono state scritte in ordine cronologico… sono partito dai ricordi e dai fotogrammi in bianco e nero degli album di famiglia e sono atterrato sul colore dei nostri giorni.”
Ti senti cambiato dal primo album, in particolare in cosa?
“Sì, abbastanza. Sono trascorsi 3 anni dal primo disco e ho qualche capello bianco in più, qualche punto di riferimento in meno ed è aumentata la pigrizia. In pratica sto invecchiando (ride ndr). Ma è rimasto intatto “‘o vizio”… che è quello di sognare.”
Stai già organizzando qualche data live per presentare l’album?
“Si, ci stiamo lavorando spero di comunicare la prima data a breve, magari in città… nun fa’ ca’ nun vieni, eh? E porta pure qualche amica!” (ride ndr)

Giovanni Iodice



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