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Fingeva di raccogliere fondi per bimbi malati, scoperta e arrestata a casa di un’anziana a Cicciano

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Napoli. Truffatrice fingeva di raccogliere fondi per i bambini malati, ma truffava soprattutto anziani. Grazia Piccini di Casalnuovo aveva bussato alla porta di una 90enne di Cicciano presentandosi come volontaria di una (inesistente) associazione dedita alla raccolta di offerte da destinare alle cure di bambini malati di leucemia; dopo essersi presentata aveva iniziato a mostrare foto e materiale informativo per rendere più realistica la sua sceneggiata e nel frattempo ha chiesto all’anziana denaro da destinare ai piccoli malati. La 90enne si era decisa per un gesto di bontà ed era entrata in casa a recuperare qualche euro ma quei minuti di assenza sono stati sfruttati dalla donna per intrufolarsi e frugare nei cassetti della camera da letto della signora. In pensiero per l’anziana suocera, il genero nel frattempo era andato a farle visita ed è così che ha colto la malfattrice in flagranza: l’ha bloccata e ha chiamato i carabinieri di Cicciano che sono giunti dopo pochi minuti arrestando la donna in flagranza per tentata truffa. Dopo le formalità l’arrestata è stata trasferita ai domiciliari in attesa del giudizio direttissimo. Foto, volantini, dépliant e circa 20 euro ritenuti provento dell’attività truffaldina sono stati sequestrati. 

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Diciottomila e cinquecento euro. Tanto sarebbe costato, secondo la Direzione distrettuale antimafia di Napoli, il pacchetto di voti promesso dal clan Russo ad Andrea Manzi, allora candidato sindaco a Casamarciano alle amministrative di giugno 2023. Manzi, 65 anni, oggi consigliere comunale di opposizione, si presentava con la lista Casamarciano libera e giusta e ha chiuso la corsa al municipio al terzo posto, con il 28,1% dei consensi, alle spalle del sindaco poi eletto, Clemente Primiano, e di Carmela De Stefano. L’ipotesi degli inquirenti è che Manzi avrebbe accettato la promessa di procurare voti formulata da Sebastiano De Capua, ritenuto appartenente al clan Russo e raggiunto oggi da misura cautelare in carcere. In cambio, sempre secondo l’accusa, ci sarebbe stata la disponibilità a versare 18.500 euro e a “mettere a disposizione” la futura amministrazione per soddisfare interessi ed esigenze del gruppo criminale qualora fosse stato eletto. Questo segmento dell’indagine si inserisce nel quadro più ampio dell’operazione che, all’alba, ha portato all’esecuzione di 44 misure cautelari – 34 in carcere e 10 ai domiciliari – a carico di esponenti e fiancheggiatori dei clan Russo e Licciardi, storicamente radicati nell’area del Nolano e nell’hinterland napoletano. Il blitz è stato condotto dai Carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna, con il supporto di circa 250 militari, sotto il coordinamento della Dda partenopea.

Nonostante il quadro ricostruito dagli investigatori, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Isabella Iselli, ha respinto la richiesta di applicare una misura cautelare nei confronti di Manzi. A chiederla erano stati i pubblici ministeri Henry John Woodcock e Vincenzo Toscano, titolari del fascicolo sul presunto condizionamento del voto a Casamarciano da parte del clan Russo. La decisione del gip esclude, al momento, restrizioni alla libertà personale del consigliere di opposizione, che resta indagato e dovrà difendersi nel prosieguo del procedimento. L’ordinanza, firmata da Iselli, è la stessa con cui sono state disposte le decine di arresti eseguiti oggi e rappresenta uno dei primi snodi giudiziari di un’inchiesta destinata ad avere riflessi politici nei comuni coinvolti.

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di Giuseppe Del Gaudio 17 Novembre 2025 - 14:29 14:29

La maxioperazione della Direzione distrettuale Antimafia, che ha portato all’arresto di 44 persone, non ha solo scoperchiato reati ed episodi di intimidazione. Ha mostrato il funzionamento di una camorra che aveva imparato a parlare poco e a incidere molto, usando metodi più eleganti, quasi “manageriali”, senza rinunciare — quando serviva — alla forza del controllo…

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