È stata un’esplosione causata da una bomba, collocata nell’auto in uso a padre e figlio, a provocare nel pomeriggio la morte di Matteo Vinci, di 42 anni, di Limbadi (Vibo Valentia), e il grave ferimento del padre Francesco che è stato trasferito in ospedale in prognosi riservata. A questa conclusione sono arrivati gli artificieri dei carabinieri dopo gli esami sul posto e dopo che in un primo momento si era ventilata l’ipotesi di un incidente poiché l’auto era alimentata a metano. Analisi più approfondite sono giunte alla conclusione che si sia trattato di un attentato. S’indaga per ‘ndrangheta. Sul posto per spegnere l’incendio sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Matteo Vinci, ex rappresentante di medicinali, era stato candidato alle ultime elezioni comunali nella lista «Limbadi libera e democratica».
Agguato a Secondigliano: 49enne crivellato di colpi all'addome, è in gravi condizioni
L'uomo è stato sorpreso in strada in tarda serata ed è ricoverato in gravi condizioni al Cardarelli. Indaga la Squadra Mobile. L'episodio riaccende i riflettori sulla faida strisciante e sui recenti fatti di sangue tra Scampia e Secondigliano.
Spaccio di cocaina e crack a Mondragone, 7 misure cautelari
Operazione dei carabinieri del Reparto Territoriale su coordinamento della Procura di Santa Maria Capua Vetere: un arresto in carcere, tre ai domiciliari. Contestati detenzione e traffico di stupefacenti.
Rapimento del 15enne Giuseppe Maddaluno, la Dda chiede condanne per 50 anni di carcere
Secondo l’accusa il commando agì con mezzi rudimentali e appena 50 euro per acquistare corde e nastro adesivo. Il ragazzo fu prelevato a San Giorgio a Cremano e liberato dopo ore di prigionia a Licola




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